Il "sangue di San Gennaro" sotto la lente del Cicap: "Stesso effetto chimico del ketchup"

Uno a cui piace indagare ciò che non dev'essere indagato è il chimico Luigi Garlaschelli del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze)

Cercare una spiegazione scientifica al miracolo di San Gennaro può essere peccato perché, come tutti i miracoli, è un atto di fede e non deve sottostare a leggi chimiche o fisiche. E' così e così dev'essere.  Anzi, toccare San Gennaro a un napoletano è come offendere Allah davanti a un musulmano. Ma si sa che gli scienziati di peccati di questo genere ne continuano a commettere molti, sebbene, in antichità, qualcuno di loro si sia scottato parecchio. 

Uno a cui piace indagare ciò che non dev'essere indagato è il chimico Luigi Garlaschelli che per il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) ha effettuato studi proprio su quella misteriosa ampolla, bandita dagli occhi e dalle mani degli scienziati, e che tre volte all'anno vede una sostanza rossa liquefarsi. Peri fedeli quella sostanza è il sangue del santo morto decapitato nel 400 circa dopo Cristo, per gli studiosi e gli "infedeli" necessita di una spiegazione scientifica. 

In occasione del CicapFest2017 che si è svolto a Cesena questo fine settimana, Garlaschelli al Bonci ha presentato la sua tesi davanti a Francesco Paolo De Ceglia, storico partenopeo che da sempre si occupa del prodigio di San Gennaro. "Sono andato addirittura a baciare l'ampolla per vederla da vicino - ha spiegato Garlaschelli - ma quando ho fatto richiesta ufficiale di poterla analizzare senza, ovviamente, provocare danni al contenuto, mi è stato risposto dal Vescovo che "Ne terrà conto, grazie". 

Secondo il chimico, che ha fatto varie prove ed esperimenti sulla base della conoscenza storica e delle modalità con cui avviene il prodigio di San Gennaro (spostamenti vari), una delle ipotesi che può spiegare il fenomeno è che tantissimo tempo fa in quell'ampolla sia stato inserito molisite (minerale presente sul Vesuvio) e già conosciuto nel 1300 a quando risalgono i primi documenti in cui si parla di miracolo, sale da cucina e carbonato di calcio. L’origine del miracolo, quindi, secondo lo staff di studiosi di Garlaschelli, sarebbe dovuta alle proprietà tissotropiche della sostanza ricreata, cioè alla sua capacità, se agitata, di liquefarsi dallo stato solido.

 "E' un po' come il ketchup - ha spiegato il chimico a Cesena - avete presente quando lo tenete molto in frigo diventa compatto, non scende. Se lo agitate diventa subito più liquido, anzi dovete fare attenzione altrimenti ne esce molto di più di quello che serve". Certo che paragonare il sangue di San Gennaro al ketchup può apparire un po' forte, ma la scienza, per arrivare alla gente, deve cercare esempi semplici e concreti, e questo è perfetto. Eppoi i napoletani, col pomodoro (che sia ketchup o quello da mettere sopra la pizza) hanno una gran confidenza e probabilmente, grazie alla loro proverbiale ironia, al pensiero si faranno anche una bella risata. 

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