Sandro Gozi indagato a San Marino: "Consulenza fantasma da 220mila euro"

Gozi, per 12 anni in Parlamento si candida in questa tornata elettorale al Parlamento Europeo, nelle fila del partito francese “En marche”, la formazione politica di Macron

Guai giudiziari a San Marino per Sandro Gozi, esponente nazionale del Pd ed ex sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni con delega ai rapporti con l'Unione Europea, originario di Sogliano al Rubicone. Gozi, per 12 anni in Parlamento e non rieletto nel 2018 a causa della debacle elettorale dei democratici, si candida in questa tornata elettorale al Parlamento Europeo, ma non sotto le insegne del suo partito ma nelle fila del partito francese “En marche”, la formazione politica del presidente Emmanuel Macron. Dalla repubblica del Titano arriva la notizia che Gozi si trova indagato per una consulenza da 220mila euro ritenuta dagli inquirenti sammarinesi sostanzialmente mai eseguita.

Con ex sottosegretario risulterebbe indagata anche Catia Tommasetti,  presidente della Banca centrale di San Marino da circa un anno, al vertice in passato anche dalla Cassa di Risparmio di Cesena. Entrambi sono stati iscritti nel registro degli indagati dal Tribunale Unico di San Marino, con un'indagine del commissario della legge Alberto Buriani, in quanto in concorso tra loro "con piu' azioni esecutive del medesimo disegno criminoso", avrebbero indotto "il consiglio direttivo di Banca centrale di San Marino a stipulare un contratto con Gozi per una consulenza rivelatasi poi fittizia". La vicenda è nata da un esposto inoltrato lo scorso dicembre e riguarda l'adeguamento normativo sammarinese per armonizzare i rapporti con l'Ue e con le istituzioni estere. Stando all'accordo la consulenza sarebbe stata pagata a Gozi 120 mila euro, con pagamenti mensili da 10 mila euro più un rimborso spese e una 'success fee' da 100 mila euro a sottoscrizione dell'accordo con l'Ue, a prescindere dal fatto che che Gozi vi avesse contribuito o meno. Un incarico avviato nell'estate del 2018 con scadenza il prossimo 29 giugno. L’ipotesi di reato per Tomasetti e Gozi formulata dalla magistratura sammarinese è amministrazione infedele in concorso, aver cioè prodotto con il loro comportamento un danno nei confronti della Banca Centrale sammarinese.

Sandro Gozi ha replicato a stretto giro parlando di un “regolare incarico professionale”. Spiega Gozi: “Leggo notizie su una presunta indagine nei miei confronti da parte del Tribunale Unico di San Marino. Personalmente posso affermare con certezza di non aver ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria e ciò non mi sorprende. Infatti la consulenza di cui si parla non può prestarsi ad alcuna critica in quanto rientra nel mio ambito tipico professionale e l’incarico mi è stato affidato dal consiglio di amministrazione della Banca Centrale di San Marino nel pieno rispetto delle sue procedure. Si tratta con evidenza di informazioni fatte circolare ad arte per screditarmi a seguito dell’annuncio della mia candidatura. In ogni caso sono sereno perché la correttezza del mio operato mi protegge". 

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