Rockin' 1000 terza edizione, Zaffagnini: "Lontani da Cesena, ma sempre con spirito romagnolo"

E il Rockin' 1000 archivia la terza edizione - la prima lontana da “mamma Cesena” - quella realizzata sul tetto d'Europa, essendo stata fatta alle pendici del Monte Bianco

Foto da pagina Fb Rockin' 1000

E il Rockin' 1000 archivia la terza edizione - la prima lontana da “mamma Cesena” - quella realizzata sul tetto d'Europa, essendo stata fatta alle pendici del Monte Bianco, venerdì e sabato scorsi. Dopo lo sconvolgente appello ai Foo Fighters del 2015 (poi raccolto dalla band americana con un concerto al Carisport) e il magico concerto di “That's live” allo stadio Manuzzi dello scorso anno, quest'anno i “mille” si sono riuniti per il loro ormai tradizionale raduno a Courmayeur, ma non in paese, ma in una spianata ad alta quota a diretto contatto con la montagna e la natura. E la natura ha fatto sentire tutto il suo prorompente potere quando nel pomeriggio di sabato ha fatto cadere sulle migliaia di persone presenti tra musicisti, staff e pubblico, un diluvio di un'ora e mezza.

Quest'anno la formula trovata non era quella del concerto, ma del “camp”, o meglio del “rock camp”, una full immersion di due giorni tra musica e attività di altro tipo, comprese escursioni, corsi di yoga, intrattenimento per chi si è portato dietro i bambini e un magico ritrovo tutti assieme intorno ad un falò alto sei metri. I musicisti hanno studiato anche a casa e hanno provato e riprovato per realizzare tre medley (con un totale di 15 brani), sotto la guida del maestro Marco Sabiu, che saranno condensati in un video che dovrebbe essere pubblicato tra alcuni giorni. Una domenica per rifiatare dopo tante settimane e mesi di lavoro ed ora Fabio Zaffagnini tira le somme, intervistato da CesenaToday.

Zaffagnini, il tuo bilancio di questa terza edizione del Rockin'1000
“E' un bilancio superpositivo, c'è stata tantissima partecipazione, ma soprattutto i mille musicisti hanno dato il meglio di sé, esibendosi in brani difficilissimi del rock, come i cantanti in Bohemian Rapsody. La qualità è stata incredibile, come è stato straordinario portare in valle mille musicisti per un live di questa complessità. I musicisti hanno provato e registrato più e più volte per riuscire a comporre due video di qualità elevatissima. Il risultato sarà pazzesco, ma sono stati anche due giorni in cui ci siamo divertiti tantissimo”.

Il meteo non vi ha aiutato, ma voi non lo avete “aiutato” ad aiutarvi, scegliendo una meta di montagna dove da un momento all'altro in estate compare una nuvola e fa piombare uno scroscio d'acqua.
“Ad un certo punto è arrivata la pioggia per un'ora e mezza e ci ha sconvolto i piani, ma per questo non possiamo farci niente. Abbiamo voluto rischiare tanto scegliendo una zona non attrezzata per grandi eventi come questo, gli intoppi organizzativi e logistici non sono mancati, era inevitabile, ma ha prevalso la voglia dello stare assieme, del divertirsi”.

Qualcuno, soprattutto tra il pubblico pagante, ha espresso però critiche e delusione sui social network. Cosa rispondi a queste persone?
“Come capita sempre gli scontenti fanno più rumore dei contenti. Noi in tutta la nostra comunicazione abbiamo sempre spiegato che evento si trattava, chi è rimasto deluso perché si aspettava un concerto non ha letto neanche una riga di quanto abbiamo comunicato. Per il pubblico doveva essere, ed è stata, un'occasione per vedere dall'interno come funziona una macchina straordinariamente complessa come il Rockin' 1000, come si realizza un video che nelle edizioni passate ha fatto milioni di visualizzazioni, il tutto in un contesto spettacolare delle montagne. Chi lo ha capito si è divertito tantissimo, chi invece ha comprato un biglietto credendo di vedere una partita di calcio e si è ritrovato una partita di pallavolo ed è rimasto deluso, ci spiace, ma cos'era questo evento noi lo abbiamo spiegato, e non era un concerto ma qualcosa di più simile a quanto realizzato nel primo anno, più basato sullo stare assieme tra i 'mille'”.

E' stata la prima edizione lontana da Cesena, rimpianti o scommessa vinta?
“Organizzare un evento vicino a casa per noi era anche più facile logisticamente, ma il Rockin' 1000 ha la necessità di crescere ed evolversi. Continuare a realizzare eventi a Cesena per noi rappresenta un rischio, quello di far calare l'interesse e di rivolgerci alle stesse persone, senza dare una possibilità ad altri musicisti di vivere quest'esperienza. Questo non toglie che noi partiamo da Cesena, che a Cesena vivo e qui si trova il nostro quartier generale. Portare il Rockin' 1000 in altre parti d'Italia e fuori dall'Italia non toglie che un domani potremo ritornare a Cesena. E poi lo spirito del Rockin'1000 è quello romagnolo: buttare la palla il più lontano possibile e inseguirla a testa bassa”.

Qualcosa da migliorare per le prossime edizioni?
“Ce ne sono tantissime, come d'altronde nelle due precedenti edizioni. Saremmo dei folli a pensare che non ci sono stati sbagli. Il Rockin' 1000 cresce, aumenta la sua visibilità, aumenta il numero delle persone che lo conosce per la prima volta, purtroppo cresce anche chi crede che dietro il Rockin' 1000 ci sia chissà cosa che invece non c'è”.

Qualche numero del camp appena concluso?

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"7000 presenze nell’arco di 2 giorni (pubblico, musicisti, ambassador, accreditati, partner e addetti ai lavori),         3000 metri di cavi elettrici, mille di transenne, 750 metri quadri, 25 torri faro, 18 operatori video , 15 fotografi, un drone, 800 pasti per il personale di produzione e per i volontari".

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