Il riordino istituzionale è legge, "Ora un ente unico dalle tre province"

Entro la fine del 2015, anticipando i tempi previsti dalla "circolare Madia", la Regione si impegna a garantire una collocazione certa al personale interessato (circa la metà delle 3966 persone attualmente impiegate nelle Province

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Il riordino istituzionale con il superamento delle province è legge regionale. Via libera dell’Assemblea legislativa alla legge di riordino istituzionale dell’Emilia-Romagna. “Oggi è giornata importante - ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini nel suo intervento in Aula - perché nel contesto delle riforme costituzionali previste dal Governo, consente di attuare già entro l’estate, come peraltro promesso, il ridisegno istituzionale previsto dalla legge Delrio. Salvaguardando i posti di lavoro dei dipendenti delle province e definendo i compiti delle diverse istituzioni. Ma noi andremo oltre, preparandoci immediatamente al passo successivo che riguarderà la sperimentazione delle aree vaste interprovinciali, entro la fine dell’anno. Che per noi significherà processo di semplificazione, aggregazione, efficientamento”.

Il personale della Città metropolitana e delle Province
Entro la fine del 2015, anticipando i tempi previsti dalla “circolare Madia” (1/2015), la Regione si impegna a garantire una collocazione certa al personale interessato (circa la metà delle 3966 persone attualmente impiegate nelle amministrazioni provinciali). Quasi 2000 dipendenti resteranno alle Province per svolgere le funzioni fondamentali indicate dalla legge 56/2014 (cosiddetta “legge Delrio”), come ad esempio la pianificazione dei servizi di trasporto di ambito provinciale e gli interventi per l’edilizia scolastica.

Un nuovo modello di governo territoriale
Il testo normativo attua la legge Delrio (56/2014) e prefigura anche un nuovo modello di governo territoriale che pone le basi per la realizzazione di Aree vaste interprovinciali fondate sull’aggregazione funzionale tra Province. I territori provinciali potranno fare sistema per sviluppare al meglio nuove strategie territoriali e gestire i servizi in modo unitario (ad esempio in materia di turismo, trasporti o protezione civile), in linea con le esigenze di cittadini e imprese. In questo quadro, emerge il ruolo strategico affidato alla Città metropolitana di Bologna, sia in riferimento all’area bolognese, sia sull’intero territorio (hub regionale). Valorizzate anche le Unioni di Comuni, come perno dell’organizzazione dei servizi di prossimità al cittadino. Forte spinta anche alle fusioni di Comuni, che ne ridurrà ulteriormente il numero.

Ambiente, sicurezza del territorio e lavoro: la riorganizzazione delle funzioni attraverso le Agenzie
La legge individua nuovi e più appropriati modelli organizzativi (Agenzie) per le funzioni in materia di ambiente, energia, sicurezza territoriale e protezione civile, puntando su unificazione, razionalizzazione e semplificazione delle competenze di ciascun livello di governo. In particolare,opera un rinnovamento nell’organizzazione di Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente) che diventerà le nuova “Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia” e unifica in capo all’Agenzia regionale di protezione civile anche le funzioni di sicurezza territoriale. Per assicurare un importante presidio sulle politiche formative e di sostegno al lavoro, la legge, infine, istituisce l’Agenzia regionale per il lavoro.

IL COMMENTO DELL'ON. DI MAIO (PD): "La Regione Emilia-Romagna ha approvato la nuova legge regionale sugli enti territoriali. Incrociata con la riforma costituzionale in discussione in Parlamento, è l'occasione che la Romagna non deve perdere per eliminare le tre Province attuali e fare un unico ente romagnolo. Si può cominciare da subito". Lo afferma il deputato Marco Di Maio, dopo l'approvazione dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna della legge regionale sul riordino istituzionale".

"E' una legge che spinge i territori ad aggregarsi - aggiunge Marco Di Maio -, a semplificare i livelli amministrativi, che dà attuazione alla Legge Delrio sul superamento delle Province e che apre la strada verso una vera innovazione istituzionale a beneficio di cittadini e imprese, che è ciò più che conta. Insomma per la Romagna è davvero un'occasione da non perdere". 

Da qui la proposta "di cominciare subito, senza perdere altro tempo - aggiunge Marco Di Maio -. Perché non partire, ad esempio, facendo approvare in tempi brevi ad ogni consiglio comunale dei comuni romagnoli un impegno in questa direzione? Non perdiamo tempo. È il momento di superare campanili e divisioni territoriali che non hanno più senso di esistere".

IL COMMENTO DELL'ON. LATTUCA (PD) - "Si tratta di un passo importante per l’innovazione dell’assetto degli enti locali – afferma l’on. Enzo Lattuca – che al suo interno contiene una sfida da cogliere subito, senza indugi. Grazie al provvedimento approvato – prosegue l’on Lattuca - ora abbiamo gli strumenti necessari per passare dalle tre attuali province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, ad un’unica Area Vasta della Romagna che sia davvero la dimensione intermedia tra Comuni, Unione dei comuni e Regione per pianificare insieme nuove politiche di sviluppo del territorio". Poi conclude: “Occorrerà il coraggio di mettere da parte i campanilismi ma credo che abbiamo tutte le carte in regola per farlo per primi e guadagnarci così il riconoscimento di Città Metropolitana della Romagna”.

I CONSIGLIERI REGIONALI PD - "E dunque eccoci pronti, dopo pochi minuti dall’approvazione della legge, a far partire il conto alla rovescia per la realizzazione dell’Area Vasta della Romagna” è questo, in sintesi, il messaggio che i Consiglieri regionali PD romagnoli Mirco Bagnari, Gianni Bessi, Lia Montalti, Giorgio Pruccoli, Valentina Ravaioli, Manuela Rontini, Nadia Rossi e Paolo Zoffoli lanciano alle Istituzioni locali di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Lo fanno con una lettera che scrivono subito dopo l’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa regionale, della legge sul riordino istituzionale.

“Abbiamo lavorato per fare in modo che la nuova norma contenesse i presupposti per avviare da subito il percorso di realizzazione dell’Area Vasta Romagna e – richiamano i Consiglieri regionali PD – consapevoli che il modello delle aree vaste dovrà passare anche dalla modifica al Titolo V della Costituzione per essere affiancato con pari dignità e risorse a quello della Città Metropolitane, chiediamo che la Giunta regionale e i nostri parlamentari presidino l’iter della riforma costituzionale”. Ora, in base alla normativa regionale, le Province hanno quattro mesi di tempo per definire i confini delle Aree Vaste e procedere all’eventuale gestione associata delle funzioni loro assegnate. La Romagna è già forte di esperienze di politiche condivise come la gestione delle risorse idriche con Romagna Acque, l’Ausl Unica Romagna, il polo bibliotecario romagnolo e l’agenzia unica della mobilità e il nostro lavoro proseguirà per agevolare il percorso dell’Area Vasta in nome dell’innovazione e di un’ottica di sistema che risponda al bene del nostro territorio, dei cittadini e della Regione”.

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