Regolamento anti-fascisti: il Pri sta col sindaco, Libera Cesena si spacca

Il consiglio comunale di mercoledì pomeriggio affronta il tema del “famigerato” articolo 23 bis, quello che viene aggiunto al cosiddetto Codice di convivenza civile

Il consiglio comunale di mercoledì pomeriggio affronta il tema del “famigerato” articolo 23 bis, quello che viene aggiunto al cosiddetto Codice di convivenza civile, un regolamento del Comune di Cesena. In vista del voto i partiti dentro e fuori il palazzo comunale prendono posizione. Da una parte arriva il sostegno del Partito Repubblicano, mentre il centro-destra in blocco boccia la norma comunale tesa ad impedire l'uso delle piazze pubbliche a gruppi politici neo-fascisti, con una formulazione tuttavia molto indefinita.

Per il Pri, sostiene il partito in una nota, “la proposta di delibera che il Consiglio Comunale si appresta a votare comporta una valutazione politica da parte di tutti. I repubblicani nella loro storia chiaramente antifascista e di partecipazione attiva alla Resistenza, oggi preoccupati del rigurgito e del successo elettorale a livello nazionale ed europeo di forze che si richiamano vergognosamente al fascismo, non hanno motivi per disconoscere validità alla proposta di “impedire attività in sfregio ai valori costituzionali”. Al di là delle valutazioni di squisita natura giuridica ci preme ricordare come tale iniziativa debba necessariamente utilizzarsi con molto equilibrio per non incorrere nel rischio di assumere decisioni in contrasto con i principi di libero confronto proprio come la nostra Costituzione prevede. I repubblicani ritengono però prioritariamente che la difesa da queste pericolose derive debba essere posta soprattutto nella continua attenzione e nella educazione civica rivolta in primo luogo verso i giovani, molto spesso ignari della Storia del nostro Paese”.

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Di diverso avviso Libera Cesena, che però vede una spaccatura. Scrive il capogruppo Marco Casali: “Sono a comunicare che l’emendamento presentato in data odierna dal Consigliere Gilberto Zoffoli non è frutto di una posizione maturata in seno al gruppo consiliare di Libera Cesena. Esso rappresenta un'azione avviata in piena autonomia dallo stesso consigliere, non preannunciata al gruppo e che comunque non rientra, nella fattispecie in esame, all’interno della linea politica di Libera Cesena. Come più volte ripetuto nel corso delle scorse settimane l’art. 23 bis in questione, recante norme sull’antifascismo, è inemendabile non solo per questioni tecnico-giuridiche ma anche e soprattutto per questioni politiche per le quali il diritto e la libertà di manifestazione non può essere regolamentata da norme comunali”.

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