Gravemente malato e senza sussidio Inps, i titolari: "I lavoratori sono la nostra ricchezza"

Dalla pubblicazione della notizia su CesenaToday e degli altri media, le linee telefoniche, gli indirizzi e-mail e la pagina Facebook della Siropack di Cesenatico si sono surriscaldati.

Dalla pubblicazione della notizia su CesenaToday e degli altri media, le linee telefoniche, gli indirizzi e-mail e la pagina Facebook della Siropack di Cesenatico si sono surriscaldati. In centinaia di persone e altri soggetti, comprese associazioni, circoli privati e soggetti operanti nell'assistenza ai malati oncologici, da tutte le parti dello Stivale, si sono fatte vivi per offrire aiuto ed anche, in tanti, denaro. E' il cuore grande dell'Italia. “A tutti abbiamo risposto che pensiamo noi a Steven. Come abbiamo detto in precedenza, ci siamo presi noi l'impegno al suo sostentamento mentre è in malattia”, spiega Barbara Burioli, titolare, assieme al marito Rocco De Lucia, della Siropack. Alle tante persone sensibilizzate si questo tema si chiede, invece, qualcosa di più del denaro: fare pressioni affinché queste ingiustizie non si debbano più verificare.

Siropack, la miglior imprenditoria

Nella vicenda di Steven c'è una “storia nella storia”, quella della Siropack di Cesenatico, premiata a livello nazionale per i sistemi più avanzati di welfare aziendale. “La nostra filosofia è che la ricchezza della nostra azienda sono le persone e che quindi, tutelando i nostri dipendenti, tuteliamo il bene primario della nostra azienda”, spiega Burioli. E come tutelarli se non nel loro bisogno primario alla salute? La miglior imprenditoria, quella dal volto umano. E' quella che soccombe alla concorrenza globale? A quanto pare no. “Produciamo packaging per una clientela internazionale, i nostri clienti più lontani sono in America Latina”, spiega l'imprenditrice di Cesenatico. “Anche nostri clienti esteri hanno appreso della nostra scelta e ci hanno offerto sostegno”.

La vicenda di Steven 

L'Inps considera esaurito il suo diritto alla malattia retribuita e la sua azienda, la Siropack Italia di Cesenatico, è intervenuta continuando ad erogargli lo stipendio, rifiutando anche la proposta dei colleghi di pagarlo tramite una colletta. A rendere nota la vicenda è l'azienda stessa, che si schiera a fianco del proprio dipendente e critica quanto stabilito dall’INPS , che ha deciso la sospensione dello stipendio a partire da settembre 2017. 

Il giovane, che tra un mese compirà 22 anni, è un ragazzo che da gran parte della sua vita deve lottare contro una grave malattia. Sin dall’età di 11 anni infatti è affetto da Sarcoma di Ewing, una forma tumorale che si sviluppa prevalentemente a livello osseo. Nonostante i lunghi periodi dedicati alle terapie, è riuscito ad ottenere il diploma presso l’Istituto Professionale “U. Comandini” di Cesena e nel febbraio 2016 è stato assunto dall’azienda Siropack Italia S.r.l. di Cesenatico, con la mansione di terminalista. Per lui è tutto più difficile, è tutto più in salita. “Prima che sopraggiungesse l’obbligo di assumere una persona diversamente abile, non abbiamo avuto dubbi a puntare su di lui, nella convinzione che il lavoro potesse dargli un ulteriore stimolo per continuare a combattere la sua battaglia personale – affermano i titolari di Siropack Rocco De Lucia e Barbara Burioli – è un ragazzo infinitamente disponibile e positivo, per questo la sua presenza ha rappresentato, fin dal suo arrivo, un valore aggiunto per tutta l’azienda”.

Perché l'Inps lo ha abbandonato?

Nel marzo scorso, l’evolversi della malattia ha costretto il lavoratore a sottoporsi ad un intervento di rimozione di un polmone, dando inizio ad una lunga e delicata convalescenza, tuttora in corso, sotto le cure dell’IEO di Milano e dell’IRST di Meldola, con cui Siropack collabora da ormai da due anni tramite l’Istituto Oncologico Romagnolo, di cui sostiene vari progetti di ricerca. In questo contesto, nonostante il giovane necessiti di tempo per proseguire il suo percorso di recupero, l’INPS è intervenuta azzerando lo stipendio che Siropack versava regolarmente al proprio dipendente, a partire dalla busta paga di settembre, considerando terminati i giorni di malattia concessi.

PERCHE' L'INPS LO HA ABBANDONATO ==> SEGUE NELLA PAGINA DOPO

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