Turismo, "I dati non buttano fumo negli occhi. Cesena può diventare città turistica". Gli albergatori: "Le nostre non sono critiche"

"Cesena può giocare un ruolo significativo in chiave turistica, integrando i vari turismi presenti nel territorio"

"I dati che parlano di turismo in crescita non buttano fumo negli occhi, ma sono la certificazione dell’aumento delle persone che sono arrivate e che hanno dormito nella nostra Città, nel corso del 2018". E' quanto affermano il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l'assessore alla Cultura Christian Castorri, aggiungendo che "è proprio da questi dati che riteniamo sia importante partire: nel 2018 le presenze turistiche (notti di soggiorno nelle strutture ricettive della città) sono state 156.252, 30.000 in più (+31%) rispetto al 2009 e 17.600 in più (+12,7%) rispetto al 2017".

"Entrando, invece, nel merito delle considerazioni fatte dagli operatori quest’oggi, ci sorprende riscontrare il loro stupore, rispetto all’affermarsi di una tipologia di turismo (quella “mordi e fuggi”) che negli ultimi anni ha caratterizzato la permanenza turistica nell’intero Paese, a partire dalle principali città d’arte quali Roma, Venezia e Firenze - viene evidenziato -. E ci sorprende che non abbiano la consapevolezza di come questa tipologia di turismo abbia portato nel corso degli anni ad aumentare l’attenzione dei turisti verso borghi e verso città più piccole, privilegiandole in alcuni casi nella scelta della meta nella quale trascorre qualche giorno di vacanza".

"Ecco allora che questa tendenza, che per le grandi città del Paese può diventare una criticità, diventa invece per la nostra città un’opportunità da cogliere e rappresenta uno stimolo per accrescere in ciascuno di noi che anche Cesena può giocare un ruolo significativo in chiave turistica, integrando i vari turismi presenti nel territorio (culturale, ambientale, sportivo, congressuale e gastronomico) - proseguono gli amministratori -. Non a caso gli aumenti maggiormente significativi nel 2018 sono stati nei mesi di luglio (con 17.593 pernottamenti) e agosto (con 18.788 pernottamenti), con una permanenza media di due notti (pressoché raddoppiata rispetto a dieci anni fa). Come amministrazione comunale abbiamo ben chiaro come Cesena ancora non possa definirsi una città turistica, ma come abbia la potenzialità per diventarlo".

"Proprio per questo motivo abbiamo investito sempre maggiori risorse (e lo ricordiamo agli operatori – sono risorse di tutti i cittadini) in questi anni per la realizzazione di eventi che avessero la capacità di attrarre turisti e abbiamo anche investito per dotare i luoghi culturali maggiormente significativi dal punto di vista turistico (Biblioteca Malatestiana in particolar modo) di quei servizi necessari per competere sui mercati e per accogliere nel migliore dei modi i turisti che arrivano a Cesena - concludono -. Evidenziamo inoltre come l’adesione alla Destinazione Romagna, frutto di una precisa scelta politica, ci abbia permesso di promuovere su scala nazionale e internazionale la nostra città dal punto di vista turistico e consenta alla nostra città di condividere politiche di promozione con le altre città della Romagna".

Sulla questione interviene anche l'assessore regionale, Andrea Corsini: "Se i dati turistici complessivi della Regione Emilia-Romagna nel 2017 hanno registrato un record di presenze e nel 2018 hanno confermato un trend positivo è grazie anche all'impegno delle Amministrazioni comunali di condividere una strategia chiara, attraverso l’adesione alla Destinazione Romagna. In questo scenario l’impegno della città di Cesena nel perseguire convintamente l’obiettivo di far divenire la promozione turistica un’opportunità da cogliere è testimoniata da dati statistici, per Cesena, senza precedenti. Mi sorprende, quindi, che alcuni operatori cesenati anziché esprimere una soddisfazione per ciò che, anche grazie al loro impegno quotidiano, è stato concretizzato nel corso 2018, abbiano preferito dare un’interpretazione, inspiegabilmente negativa a dati che possono essere interpretati solo positivamente. Ricordo infine l’importanza del gioco di squadra, in una collaborazione fra pubblico e privato, per qualificare l’offerta turistica di un territorio, dove ciascuno deve avere la consapevolezza di fare la propria parte".

La replica

Replica alle affermazioni dell'amministrazione comunale Stefano Samorè dell'associazione degli albergatori, partendo dalle parole di Lucchi e Castorri sulle potenzialità di Cesena per diventare città turistica. "Questa giusta considerazione oscura e contraddice ciò che viene affermato ad inizio articolo-replica dal sindaco e dall’assessore al turismo .Lungi da noi, struttura extra alberghiera e Associazione Albergatori, non voler confermare o non considerare positivamente i dati comunicati nei giorni scorsi in merito agli arrivi e presenze. Sono dati ufficiali comunicati dalle strutture ad ogni inizio mese, per tutti i dodici mesi dell' anno. Ci è stato chiesto quale è il turista tipo che frequenta Cesena, a fronte di dati incoraggianti su arrivi e presenze. Noi abbiamo risposto come dovevamo, ovvero indicando quello che è il "turista" tipo che frequenta le strutture. O dovevamo rispondere qualcosa che fosse di maggior gradimento? Ribadiamo che il “turista” tipo frequenta la città perché usa le strutture sanitarie Cesenati, così come pernotta a Cesena per impegni lavorativi e universitari, ma poco, veramente poco per visitare le bellezze storiche e culturali della città".

"Visto che è il nostro mestiere, abbiamo per così dire“ sezionato” realmente la clientela, analizzando dati necessariamente generici in base alla nostra esperienza - aggiunge Samorè -. I pareri sono personali, così come i dati, perché ci sono strutture che hanno clientele a volte diverse per posizione logistica e scelta imprenditoriale. Ma ognuno di noi fa del suo meglio, albergatori e gestori di piccole strutture. Quanto allo stupore dell'assessore regionale per non avere letto solo considerazioni positive sull’operato dell’amministrazione comunale, ma anche valutazioni più prudenti e meno trionfalistiche da parte degli operatori del settore sul turista tipo frequentatore di Cesena, lo invitiamo a non prendersela troppo: in fondo la nostra non è una critica o una demonizzazione preconcetta del lavoro dell'amministrazione comunale cesenate".

"Ci siamo semplicemente rifatti alla considerazione dell’amministrazione che ci sono potenzialità turistiche, ma che ancora sono da sviluppare - conclude Samorè -. Lo dicono loro, e i nostri dati confermano. Da cittadini cesenati ci piace pensare che gli amministratori pubblici (chiunque essi siano, e qualsiasi ruolo rivestano) hanno l’onere e il compito di leggere ed ascoltare suggerimenti, critiche, considerazioni positive e negative. Chiudiamo ribadendo la nostra massima  disponibilità a fare sempre meglio e a collaborare con la massima intensità con chiunque voglia aumentare sempre più le presenze e gli arrivi , magari iniziando a sviluppare sinergie con altre città romagnole nell’ interesse della città in materia di turismo e offerta turistica, cioè ciò che ci compete".

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