Al progetto "Distretto della felicità" di San Mauro Pascoli il Premio "Innovatori responsabili"

Obiettivo: trasformare il distretto calzaturiero del Basso Rubicone in un luogo a misura di lavoratore, rafforzando la presenza di manodopera femminile grazie ad orari più flessibile e maggiori servizi: coinvolte dieci aziende e 1.000 dipendenti

Un lavoratore felice è un lavoratore che rende di più. Chiedere per conferma ai titolari delle aziende del distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli o Basso Rubicone (Comuni di San Mauro, Savignano sul Rubicone e Gatteo), che dal 2014 hanno dato vita al cosiddetto ‘Distretto della felicità’, un progetto di responsabilità sociale promosso dall’amministrazione comunale di San Mauro in sinergia con lo Studio Piscaglia, specializzato in consulenza aziendale. Obiettivo: rafforzare l’attrattività lavorativa e produttiva del distretto manifatturiero, con una migliore conciliazione del rapporto vita-lavoro e più agevolazioni e migliori condizioni di welfare per i lavoratori del settore (in primis donne e giovani). Una scommessa che, a distanza di quasi cinque anni, si è rivelata vincente: il progetto ‘Distretto della felicità’ si è infatti classificato al primo posto (categoria enti locali e camere di commercio) nella quarta edizione del Premio ‘Innovatori responsabili’, organizzato dalla Regione Emilia – Romagna. A consegnare il premio, nella cornice del complesso ‘La Polveriera’ di Reggio Emilia, l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. Il progetto si è inoltre aggiudicato il premio ‘Ged – Gender Equality & Diversity’ a cura della commissione regionale per la parità e i diritti delle persone.

Dal 2014 ad oggi il ‘Distretto della felicità’ ha coinvolto una decina di aziende, circa 1.000 lavoratori e le organizzazioni sindacali. Ma i numeri sono destinati a crescere.  “Il progetto – spiega Luca Piscaglia, titolare dell’omonimo Studio – nasce per dare una risposta a una chiara criticità: la perdita di appeal delle nuove generazioni e delle donne al lavoro nelle imprese calzaturiere. Parliamo di un distretto all’avanguardia dal punto di vista dei prodotti e del marketing, con un volume di affari in crescita nei mercati stranieri, ma che da alcuni anni registrava una mancanza cronica di manodopera femminile e uno scarso ricambio generazionale, con un depauperamento di funzioni tipiche quali la cucitura e la finitura delle calzature. A tali assenze in un primo periodo si è cercato di sopperire con l’assunzione di lavoratori stranieri, ma questa soluzione non garantisce il tramandarsi del know how nel lungo periodo”.

“Ci siamo chiesti: perché questo settore tende a respingere la manodopera femminile? La risposta è stata semplice - continua Piscaglia -. Il problema, infatti, risiedeva quasi interamente nella rigidità dell’orario di lavoro, basato su due turni. Un assetto che non si concilia con la vita delle famiglie, le quali hanno necessità di dedicare una parte della giornata ai propri figli, ma anche ad anziani e disabili, ritagliando degli spazi per il tempo libero e le attività extra lavorative. Compreso ciò, abbiamo intrapreso insieme alle aziende e all’amministrazione comunale di San Mauro un percorso per arrivare alla conciliazione del binomio vita - lavoro: le prime hanno avviato la revisione degli orari di lavoro in un’ottica di maggiore flessibilità, mentre la seconda ha modificato gli orari delle scuole elementari e del servizio dei medici di base per essere in linea con i nuovi orari proposti dalle fabbriche”.

“Liberare il tempo è il primo passo verso la felicità – prosegue Piscaglia –. Il nostro proposito è quello di offrire ai lavoratori del distretto calzaturiero una giornata di lavoro diversa, meno frenetica, dove ci sia tempo per accompagnare i figli a scuola o per andare a riprenderli dopo gli allenamenti, per andare al mare con la famiglia o per dedicarsi ad uno sport, ai propri hobby e alle proprie passioni. In tal senso molto è stato fatto, ma tanto resta ancora da fare: ad esempio, incrementare il numero delle aziende aderenti e coinvolgere gli stakeholder territoriali che offrono servizi di welfare”.

“Quando sono partito mi davano del pazzo sognatore, poi per fortuna ho trovato per strada due sognatori illuminati: Luciana Garbuglia, sindaco di San Mauro Pascoli, e Antonella Marsala, dirigente di Italia Lavoro – conclude Piscaglia – Il Premio ‘Innovatori responsabili’ assegnato dalla Regione Emilia – Romagna rappresenta uno stimolo per andare avanti nei prossimi capitoli di questo sogno. Ma esso è anche un riconoscimento del ruolo dei professionisti nel mondo del lavoro: a volte bistrattati perché visti come individualisti, grazie a questo progetto siamo riusciti a far emergere anche l’importanza della loro figura. Un ringraziamento, infine, anche a Massimo Chiocca, referente del Cise, l’azienda speciale della Camera di Commercio della Romagna per l’Innovazione e lo Sviluppo, che ci sta aiutando a portare avanti il progetto”. 

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