Piazze vietate ai filo-fascisti: passa una versione radicalmente modificata

E' passato, ma in una versione radicalmente modificata, il nuovo regolamento comunale volto ad impedire l'uso delle piazze e dei luoghi pubblici di Cesena da parte di filo-fascisti

Il funerale inscenato da Forza Nuova in occasione delle prime unioni civili di Cesena

E' passato, ma in una versione radicalmente modificata, il nuovo regolamento comunale volto ad impedire l'uso delle piazze e dei luoghi pubblici di Cesena da parte di movimenti politici o associazioni filo-fascisti. In particolare, nella versione condivisa dalla maggioranza e da diversi consiglieri di opposizione, sono spariti i riferimenti alle questioni più controverse, dove in particolare un regolamento comunale, e quindi non una legge, stabiliva con eccessiva puntualità i principi che potevano essere alla base di un diniego, inizialmente espressi in modo così generico da generare amplia discrezionalità. Tutto questo è stato sostituito, invece, con un riferimento ai "valori costituzionali" (e in questi quindi sono compresi anche i principi di bilanciamento quali la libertà di opinione, di riunione e di manifestazione del pensiero).

Nella nuova formulazione, invece, si fa riferimento in modo più esplicito solo a comportamenti che già con le leggi in vigore sono fuori dall'ordinamento, come il fascismo, il razzismo e la discriminazione in generale, in contrapposizione quindi al prima versione in cui si conferiva al Comune (alla Polizia Municipale, come spiegato dal sindaco Paolo Lucchi) una sorta di giudizio preventivo di "democraticità" dell'iniziativa. Sparisce anche tutta la parte della concessione o revoca di permessi di suolo pubblico come atto d'imperio del Comune, dando maggior spazio al raccordo con le autorità di pubblica sicurezza, che sono in definitiva quelle titolate ad autorizzare o meno una manifestazione con contenuti politici.

Il testo più mitigato è arrivato dal Movimento 5 Stelle, in Consiglio comunale di mercoledì pomeriggio, e ha visto alla fine l'accoglimento da parte della maggioranza, formata da Pd e Mdp. Anche il consigliere comunale di Libera Cesena (centro-destra) ha consumato uno strappo col suo gruppo, votando a favore dell'articolo 23 bis del Codice di convivenza civile, che appunto contiene la nuova norma regolamentare. Zoffoli ha votato in contrapposizione al suo gruppo, che invece aveva giudicato inemendabile la prima versione dell'articolo 23 bis. Il resto del centro-destra e Cesena Siamo Noi hanno quindi abbandonato l'aula al momento del voto. 

Le reazioni politiche

SPINELLI (LIBERA CESENA): RIVENDICO LA LIMITAZIONE DEL DANNO -  "Avevo detto che il Sindaco, con questa storia dei valori costituzionali, si è infilato in un vicolo cieco. E c’è rimasto. La modifica al codice di convivenza civile, che avrebbe dovuto rappresentare la risposta innovativa all’antifascismo all’omofobia e alla xenofobia, alla fine si è rivelata quella che veramente è: un’ipotesi ideologica e soprattutto pasticciata. Gli emendamenti approvati hanno tolto tutti i riferimenti alla sospensione o revoca delle attività ritenute “non conformi”, e se ne è limitata in parte la portata, vietando i “comportamenti fascisti, razzisti, sessisti o discriminatori dell’orientamento sessuale”; formulazione che – al di là delle intenzioni ribadite anche in sala consiliare – lascia comunque aperta la strada a valutazioni soggettive e arbitrarie, e a lesioni della libertà di manifestazione del pensiero o di riunione. Credo di poter rivendicare, almeno in parte, la “limitazione del danno” attuata. Il danno resta comunque perché – lo ribadisco – il Comune non può vietare di più di ciò che già non facciano le leggi vigenti (Scelba, Mancino). Delle due l’una: o il provvedimento del Comune non serve a nulla ed è stato solo un gioco ideologico o strumentale a una parte politica, sulla pelle dei cittadini; oppure è pericoloso perché, se si dovesse applicare, rischia di limita arbitrariamente le libertà, in funzione dell’affermarsi di un pensiero unico (peraltro applicabile solo a livello comunale!). Non c’è una terza via. Credo che l’antifascismo, così come l’opposizione ad ogni altro regime, si manifesti nei fatti quotidianamente e nelle ragioni delle proprie scelte, rispettando però i canoni dell’ordinamento democratico".

GUIDUZZI (M5s): FONDAMENTALE IL NOSTRO EMENDAMENTO - "A Siena, Pavia e Torino, infatti, il Movimento 5 Stelle ha approvato atti finalizzati alla prevenzione di concreti comportamenti fascisti “subordinando la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del comune a dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti” e non progettati, dunque, per reprimere non meglio specificate attività che “concretizzino la lesione ai principi dell’antifascismo, dell’integrazione, della tolleranza e della democraticità” ed introdurre illegittimamente divieti in materie coperte da riserva di legge come viene delineato nella zoppicante proposta della maggioranza. In un comune una cosa è riservarsi la facoltà di scegliere se concedere o meno suolo pubblico, un'altra è impedire lo svolgimento di una riunione in luogo pubblico in spregio all'articolo 17 della Costituzione.  Ciò che ci impediva di assumere un "atteggiamento conseguente con ciò che già il M5S ha esplicitato a Siena, Pavia e Torino" era proprio il corto circuito che si realizza quando si vuole combattere il fascismo col fascismo ed è per questi motivi che abbiamo presentato il nostro emendamento. Ad onor del vero, questo sì che si allinea con gli indirizzi adottati nelle città citate e con i principi sanciti dalla nostra Costituzione, anche quelli di libertà di manifestazione del pensiero e di riunione, perchè se si vogliono salvaguardare i diritti umani e civili li si tutela tutti, nessuno escluso. Con l'approvazione dell'emendamento non abbiamo fatto altro che correggere i difetti che inficiavano la proposta della Giunta Comunale di Cesena".

SINISTRA ITALIANA, RIFONDAZIONE, MDP - In una nota congiunta parlano le tre formazioni politiche di sinistra: "Abbiamo partecipato con convinzione alla manifestazione indetta da un gruppo di giovani antifascisti a Savignano contro l’apertura di una sede di Forza Nuova ( ora mascherata da Identità e tradizione) dove dichiaratamente i fascisti del terzo millennio – come amano definirsi – si organizzano e preparano le loro provocazioni. Crediamo che sia importante riprendere l’educazione all’antifascismo nelle scuole e tra la gente, per ricordare ciò che il fascismo è stato per questo paese e che proprio per questo la nostra costituzione è “Antifascista”. Abbiamo visto una manifestazione con 120 persone circa che, passando per le strade di Savignano, hanno parlato e informato i cittadini che sono rimasti piacevolmente colpiti da questa volontà di giovani che ancora credono nella forza della partecipazione e del contrasto alla violenza e all’arroganza. Persone che si sono impegnate ad essere presenti la prossima volta.  Per questo abbiamo accolto con piacere il segnale della maggioranza del consiglio comunale di Cesena di vietare i luoghi pubblici e le sale del comune a chi proclama la sua appartenenza al fascismo del passato e del futuro, fatto di odio, di violenza, di sopraffazione, di razzismo e di omofobia. E a quelli che difendono il diritto di tutti a dire ciò che ognuno vuole ( magari anche il ripristino della sacra inquisizione) vorremmo ricordare che il diritto alle proprie opinioni è una cosa, la violenza e la sopraffazione è tutt’altra cosa. E comunque il fascismo non è un opinione, è un reato.
E per questo, quando di sera, all’uscita da una riunione dal Comune di Cesena, abbiamo visto un gruppo di quattro – cinque individui con le maglie di Forza Nuova abbiamo pensato alla storia, alle squadracce fasciste e all’olio di ricino contro gli oppositori. La storia è maestra di vita, e ci dice di impegnarci proprio per questo a difendere i valori dell’antifascismo e a chiedere la chiusura delle sedi fasciste, a chiedere che ai fascisti sia vietato lo spazio pubblico così come è espresso dalla Costituzione, e chiedendo a Polizia e forze dell’ordine di bloccare sul nascere queste “ronde” che iniziano dicendo che sono per proteggere, e finiscono sempre usando i bastoni e l’arroganza verso gli avversari e i più deboli".

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