Piano dell'Aria, vertice in Regione: ritirato il blocco dei diesel Euro 4

La Regione si impegna a mettere sul piatto cinque milioni di euro dal 2019 per incentivi ai privati per cambiare l'auto

L'Emilia-Romagna fa un passo indietro e ritira il blocco per i motori diesel Euro 4. In compenso, viene portato da quattro a tre giorni il limite degli sforamenti in seguito ai quali far scattare le misure di blocco del traffico di emergenza (compresi gli euro 4). Saranno inoltre aumentate le domeniche ecologiche. La Regione si impegna poi a mettere sul piatto cinque milioni di euro dal 2019 per incentivi ai privati per cambiare l'auto, oltre all'eco bonus gia' previsto per i mezzi commerciali, con la richiesta al Governo di stanziarne altrettanti per raddoppiare la cifra. È questo l'esito dell'incontro tra Regione e Comuni finito dopo sette ore di discussione, comunicato al termine dal governatore Stefano Bonaccini.

GLI INCENTIVI: 5 MILIONI DI EURO PER LA ROTTAMAZIONE

"La soluzione concordata dimostra la volontà di ascolto delle istanze avanzate in questi giorni da cittadini, imprese ed Associazioni e, allo stesso tempo, salvaguarda l’impegno ambientale e quello per la salute - affermano il sindaco Paolo Lucchi e l'assessore all'Ambiente Francesca Lucchi -. Ringraziamo il presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini e l'assessore Paola Gazzolo per aver ancora una volta dimostrato di volere mantenere al centro della loro azione il rapporto con i cittadini e con i Comuni. Nel nostro caso, sin dalle settimane scorse avevamo segnalato come fosse necessario lavorare da subito perché, nell’ambito dell'accordo padano (tra Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna), ogni territorio si allineasse con gli impegni assunti non più tardi di un anno fa. Ora sarà necessario andare ancor più convintamente in questa direzione, chiamando in causa anche il Governo, se non altro per rafforzare anche da Roma le misure di sostegno ai cittadini ed alle imprese per la rottamazione delle auto di vecchia generazione, decise dall’Emilia-Romagna con un impegno straordinario".

"Sebbene a Cesena, tra il 2005 e il 2017, il valore limite di PM10 per la protezione della salute fissato dalla UE e dal decreto 60/02 (massimo 35 superamenti all’anno) sia stato superato saltuariamente (nel 2006, 2007 e 2010), sappiamo di dover fare la nostra parte - chiosano gli amministratori -. Per questo non ci siamo tirati indietro di fronte all’impegno, preso dai Comuni, di aumentare i momenti organizzati (quali le domeniche ecologiche) che aiuteranno i cittadini a comprendere ancor meglio come la qualità ambientale sia fondamentale per il futuro nostro e, soprattutto, dei nostri figli". Per il parlamentare Marco Di Maio si tratta di una "scelta di buon senso della Regione, che decide di ritirare il blocco per i motori diesel Euro 4 e accogliere le istanze avanzate dai sindaci, aggiungendo anche un investimento di cinque milioni di euro dal 2019 che serviranno per incentivi ai privati per cambiare l'auto, che si aggiungeranno a quelli già previsti a livello nazionale. A questo proposito, credo sia importante lavorare per inserire nella prossima legge di bilancio una norma che rafforzi gli incentivi esistenti per sostenere l'impegno dei cittadini, oltre che delle imprese, che hanno necessità o decidono di cambiare auto per acquistare una più ecologicamente più sostenibile".

Il M5S regionale

Commentano Silvia Piccinini ed Andrea Bertani, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle: "Il dietrofront della Regione sugli euro 4 è la dimostrazione dell’assoluta incapacità di Bonaccini e della sua giunta di mettere mano a un problema importante come quello dell’inquinamento. Essere ambientalisti a giorni alterni e a ridosso di tornate elettorali, varando dei provvedimenti senza una seria programmazione né tantomeno un’adeguata informazione ai cittadini, ha contribuito a creare un colossale pasticcio che rischia di avere il merito di affossare definitivamente qualsiasi tentativo di migliorare la qualità della nostra aria. Per questo chiediamo che il Pair torni al più presto in aula visto che il testo deliberato non prevede le deroghe individuate lunedì".

"Provvedimenti come quello di vietare la circolazione alle auto Euro 4 andavano preparati e calibrati già da tempo e non imposte dall’oggi al domani avendo la presunzione di pensare che i cittadini avrebbero capito e obbedito senza battere ciglia - spiegano Piccinini e Bertani -. Bisognava agire su più fronti, in primo luogo su una seria politica di incentivi per il rinnovo del parco auto piuttosto che limitarsi a prevedere 191 euro di esenzione per il pagamento del bollo di quelle ibride. In più serviva una campagna informativa ad hoc, coordinata anche con le altre regioni del bacino padano, in modo che le scelte fossero condivise e soprattutto uniformi su tutto il territorio".

"E invece Bonaccini si è limitato a organizzare passerelle elettorali con l’allora ministro Galletti lasciando poi che Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna avessero un approccio completamente diverso su come affrontare l’emergenza smog. Per questo - concludono i due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle - il dietrofront di lunedì non può essere che la naturale conseguenza della politica pasticciata portata avanti dal Pd, un partito che pensa di risolvere il problema della qualità dell’aria costruendo quelle grandi opere (Passante di Bologna e autostrada Cispadana su tutte) che porteranno un aumento spaventoso del traffico su gomma e quindi dell’inquinamento".

Il Pd regionale

Il capogruppo Pd in Regione Emilia-Romagna, Stefano Caliandro, appoggia la revoca dello stop ai diesel Euro 4 e attacca i 5 stelle, che spiccano "solo ed unicamente quando devono svolgere l'esercizio della critica". Un compito, sottolinea il capogruppo dem dopo l'affondo di Silvia Piccini ed Andrea Bertani nei confronti del presidente regionale Stefano Bonaccini, "piu' che legittimo e degno, se venisse esercitato con un minimo di etica, rispetto nei confronti dei cittadini e amore di verita', ma purtroppo devo constatare come questi aspetti siano solo ed unicamente dei sogni". Dai "professionisti delle fake news, invece, rilevo il solito delirante atto di accusa giacobino verso chi ha tentato e tenta un difficile compito: mediare su questioni di interesse pubblico e tentare di risolvere i problemi", scrive Caliandro in una nota. "Ci vuole responsabilita' e sensibilita' per prendere decisioni come quelle comunicate pochi minuti fa. La lotta allo smog, cari 5 Stelle- afferma ancora Caliandro- e' una cosa serissima perche' la Pianura Padana e' una delle zone piu' inquinate d'Europa e noi, dopo un confronto serrato con quei sindaci che rappresentano i nostri territori e i nostri cittadini, abbiamo rilanciato alla grande mettendo sul tavolo 5 milioni di euro per incentivare il rinnovamento del parco macchine piu' inquinante. Voi che rappresentate il tanto declamato 'Governo del Cambiamento' riuscirete a fare altrettanto oppure sapete solo propalare informazioni false criticando l'azione politica altrui? Il guanto della sfida e' lanciato. Vediamo quale cifra stanzierete nella prossima finanziaria".

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