Papa, in molti hanno scelto di mancare alla storica visita: "Non si è parlato di festa"

"E' mancata una vera e propria chiamata di popolo da parte delle autorità sia religiose che laiche a partecipare ad un evento che è prima di tutto era una festa per la città"

L'arrivo del Papa a Cesena è stato un grande evento - probabilmente il più grande che possa esistere - per la comunità cristiana cesenate. Un papa in città mancava da oltre trent'anni e queste occasioni a ragione vengono definite storiche, per il loro impatto anche emotivo su tutta la comunità cittadina,  religiosamente praticante o meno. Eppure in molti in città hanno scelto di mancare all'appuntamento con la storia locale. Il colpo d'occhio dall'alto è stato abbastanza deludente, dal momento che, tranne le persone assiepate alle transenne, si sono visti molti vuoti nelle piazze. E se le previsioni della vigilia parlavano di un'attesa tra le 30mila e le 50mila persone (e su tale numero erano stati calibrati i servizi), alla fine realisticamente sono state presenti circa 15mila persone.

Organizzazione impeccabile

Grandissimo è stato l'impegno delle istituzioni, della diocesi, dei volontari e dei pubblici esercizi affinché ogni aspetto dell'assistenza e della sicurezza dei fedeli venisse curato nei più minimi dettagli, e così è stato. Ma non si può mancare di ragionare anche sull'aspetto dell'affluenza, con la premessa che non può essere questo il metro di misura del successo della visita del Papa, anche se può essere una spia sullo stato generale della società. Nessuno, per ora, su questo dato numerico pur rilevante si vuole addentrare in un'analisi, mettendo da parte la poco credibile stima della Questura di 35mila presenze.

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“Come sindaco mi interessava che cosa avrebbe detto il Papa a Cesena e la perfetta tenuta dell'apparato di sicurezza e su entrambi gli aspetti Cesena ha ottenuto il massimo di quanto ci si poteva aspettare, con un'organizzazione perfetta e un discorso del Papa, per competenza mi riferisco soprattutto a quello 'laico' in piazza del Popolo, che è stato strepitoso”, chiosa il sindaco Paolo Lucchi, aggiungendo di non aver nessun elemento per considerare errata la valutazione delle presenze da parte della Questura.

Qualche numero, però, lo si può mettere assieme: al momento dell'arrivo del Papa in piazza del Popolo, dall'alto si potevano contare circa 1.500 teste. Ai varchi di controllo non si sono formate quasi mai file, se non minuscole. Idem uno o due ore prima e dopo la visita papale per il traffico in città. Ponte Vecchio, che  assieme a quello della Secante era l'unico ponte di attraversamento tra le due sponde del Savio alle 6 di mattina, vale a dire nell'apice dell'orario in cui si sarebbe dovuto concentrare l'afflusso, era completamente percorribile, come lo è ogni domenica mattina a quell'ora. Anche il meteo è stato favorevole, senza pioggia e e tiepido.

"Comunicata solo una città transennata"

Nessuno vuole essere citato esplicitamente, ma tra gli organizzatori ci si lamenta che è stato mandato un messaggio troppo allarmistico di centro chiuso, blindato e transennato e quindi in definitiva inaccessibile, oltre che pericoloso. D'altra parte è mancata una vera e propria chiamata di popolo da parte delle autorità sia religiose che laiche a partecipare ad un evento che è prima di tutto era una festa per la città. Nessuna esortazione del tipo “Cesenati, credenti o meno, venite numerosi per un grande momento per stare assieme!”, niente che potesse accendere il senso di comunità, “mentre si è parlato solo di transenne”, spiega una persona con vita attiva nella comunità cattolica cesenate. “Anche dei miei amici religiosi hanno preferito guardarlo alla tv, che è un'assurdità”, continua la stessa fonte. E' stato mandato anche un messaggio di grandi disagi, con l'esortazione a presentarsi fin dalle 4 o le 5 di mattina, non considerando che sono orari che possono consigliare, assieme a tutto il resto, di guardarsi la bellezza di Cesena vestita a festa per il Santo Padre comodamente sul proprio divano.

Cesenati spaventati?

I cesenati sono stati spaventati? “Sinceramente, dopo i fatti di Torino preferisco che la gente si spaventi un po' piuttosto che parlare il giorno dopo di disastri che offuscherebbero anche il fatto che in piazza c'erano duecentomila persone”, commenta Lucchi. Sempre il primo cittadino spiega di essere stato “travolto da persone che ci ringraziavano per la perfetta organizzazione della giornata”, mentre relega “alle polemiche distruttive da social network”, l'obiezione sulla scarsa affluenza di popolo, toccando forse involontariamente una possibile spiegazione, vale a dire che ai giorni nostri i grandi eventi di aggregazione sociale sono sempre più “virtuali” e sempre meno basati sulla compartecipazione fisica nello stesso luogo.

L'effetto delle nuove misure di sicurezza

C'è da dire che le misure di sicurezza ingannano: “Per piazza del Popolo è stata applicata una densità di due persone per metro quadro come limite di sicurezza – illustra una persona che ha lavorato nell'organizzazione analizzando alcune foto dall'alto di piazza del Popolo -. E' evidente che al momento del passaggio del Papa tutti si avvicinano alle transenne, lasciando il vuoto dietro”. 

La comunità cattolica era presente, e quella laica?

Nessun problema, comunque per la comunità religiosa cesenate, per cui giustamente non deve vigere il principio quantitativo. Le persone accreditate dalla diocesi per gli spazi ad essa riservati (Piazza Almerici, piazza Giovanni Paolo II e dentro il duomo), dagli scout ai bambini, ai membri delle comunità parrocchiali, ai presenti in cattedrale, hanno mostrato tutto il loro calore. Erano circa cinquemila le persone accreditate in appositi elenchi. Chi è mancato, invece, sono le persone magari non particolarmente praticanti e assidue alla messa domenicale, ma che si sentono comunque parte della più vasta comunità cristiana, la cosiddetta “società laica”, che forse si rivela più laica del previsto.

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Delusione anche tra i commercianti

Anche dai negozianti che hanno tenuto aperto tutta la notte per dare ristoro a pellegrini e fedeli che non si sono certo presentati in massa in orari notturni arriva la medesima conferma. Per esempio fa sapere Giulia Bucci, una delle commercianti che ha tenuto aperto tutta la notte tra sabato e domenica: “Vi scrivo da commerciante che ha vissuto sta esperienza. Noi non vedevamo il papa come business. Il sindaco ci ha chiesto di rimanere aperti tutta la notte, annunciandoci 25.000 persone solo dalle zone della Romagna piu vicine. Ognuno di noi si è organizzato come poteva. Io ho ordinato 150 paste, un numero in sé non esorbitante, ma ne ho vendute meno della metà. Poi per carità, vedere il Papa è stato un grande evento, e la sicurezza è stata ottima, anzi esagerata”.

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