Dietro il "porta a porta" c'era una vendita piramidale con ricatti ai venditori e truffe ai clienti

Al vertice vi era un 38enne, affiancato da due collaboratori, rispettivamente di 55 e 31 anni

Dipendenti minacciati di licenziamento qualora non avessero raggiunto obiettivi di vendita. I militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Cesena, coordinati dal sostituto procuratore Sara Posa, hanno portato alla luce un sodalizio specializzatosi in "estorsione, truffe e mendacio bancario". Al vertice vi era un 38enne, affiancato da due collaboratori, rispettivamente di 55 e 31 anni. Il giudice per le indagini preliminari, Massimo De Paoli, ha disposto per i tre gli arresti domiciliari. Un altro indagato è stato colpito dal divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa. Ma l'operazione, denominata "King", ha portato ad altri undici indagati a piede libero.

Le indagini

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori delle Fiamme Gialle, dietro il paravento di una società che esercitava l’attività di vendita di prodotti “porta a porta”, il sodalizio avrebbe messo a segno numerose truffe in danno di clienti sparsi su tutto il territorio nazionale, sottoponendo i propri dipendenti, viene spiegato dalle Fiamme Gialle, "a vere e proprie condotte estorsive pur di raggiungere all’obiettivo di massimizzare il profitto in danno di numerosi poveri malcapitati". 

L’impresa, che contava centinaia di lavoratori, sempre secondo appurato dagli investigatori, attuava il meccanismo illecito delle "vendite piramidali", la cui costituzione è vietata dalla legge atteso che la principale fonte di guadagno non è costituita dalla vendita di prodotti, ma dal reclutamento di venditori che, per poter entrare nell’organizzazione, sarebbero stati costretti ad effettuare acquisti di beni distribuiti dalla società e presentare, a loro volta, altri soggetti nei cui confronti operare nello stesso modo, dando così vita a vere e proprie catene di sant’Antonio.

Estorsioni

Nel corso delle indagini, dalle attività di intercettazione telefonica svolte dalle Fiamme Gialle di Cesena è stato – tra l’altro - riscontrato che i venditori, una volta entrati nella struttura, sarebbero stati sottoposti ad estorsioni. Infatti in alcuni colloqui registrati sarebbe emerso chiaramente, per diretta confessione degli associati all’organizzazione, che alcuni collaboratori sono stati minacciati di licenziamento in caso di mancato raggiungimento di obiettivi di vendita di beni il cui valore oscillava tra i 2500 ed i 5mila euro cadauno. Per non perdere tale fonte di reddito, le vittime avrebbero acconsentito all’acquisto diretto di tali prodotto arrivando addirittura a richiedere ai propri parenti di smobilizzare somme di denaro pur di reperire le risorse. 

In altri casi i venditori oggetto delle minacce si sarebbero prestati a stipulare contratti di acquisto di beni ed all’accensione di finanziamenti per i quali gli arrestati avrebbero prodotte buste paga false al fine di dimostrare all’istituto di credito erogante che l’acquirente fosse in grado di onorare il debito. Molti dipendenti, ascoltati dagli investigatori, hanno messo agli atti le gravissime minacce ed umiliazioni alle quali quotidianamente erano sottoposti di fronte agli altri numerosi collaboratori. 

Truffe

Sempre secondo gli investigatori, lo stesso sodalizio sarebbe riuscitare a lucrare anche alle spalle di ignari soggetti che, pur essendo all’oscuro di tutto, venivano fatti risultare sottoscrittori di contratti di acquisto di beni e dei relativi contratti di finanziamento utilizzando illecitamente i documenti d’identità ottenuti in occasione di precedenti vendite di prodotti agli stessi. Le ignare vittime scoprivano di esser state truffate quando la banca richiedeva loro il pagamento delle rate non onorate.

Tali comportamenti sono stati perpetrati in danno di numerose persone su tutto il territorio nazionale ed hanno portato alla presentazione di denunce per fatti di truffa che hanno dato vita a numerosi procedimenti penali in varie procure d’Italia. A capo di tale associazione per delinquere, sempre secondo le Fiamme Gialle, vi era un 38enne, oadiuvato dai suoi collaboratori più stretti, rispettivamente di 55 e 31 anni. La destinataria della misura interdittiva è invece l’amministratore della società la cui sede si trova a Pievesestina di Cesena.
 

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