Omicidio Benini, lo psicologo: "Violenza gratuita sulla vittima. Un'aggressione 'espressiva' "

In udienza lo psicologo che interrogò Alfredo Benini, mentre era ricoverato all'ospedale Marconi di Cesenatico

In aula anche lo psicologo forense che interrogò Alfredo Benini, a poche settimane dalla brutale aggressione subita nella sua villetta. Era il 5 dicembre 2017 quando l'anziano fu raggiunto all'ospedale Marconi di Cesenatico, dove era ricoverato. L'audizione è stata ripercorsa in udienza dallo psicologo del reparto analisi criminologiche del Racis di Roma, chiamato a testimoniare dal pubblico ministero Sara Posa. 

"Veniamo chiamati ad offrire il nostro supporto - ha spiegato il perito - soprattutto quando si tratta di delitti efferati, mettiamo a disposizione le nostre osservazioni sul fatto e sui soggetti coinvolti, soprattutto per ricostruire le motivazioni sottostanti al reato".

Quella di Alfredo Benini è stata ovviamente "un'audizione protetta di un soggetto vulnerabile". Il video integrale dell'interrogatorio è stato acquisito al processo, con l'accordo delle parti. "Il personale sanitario ci disse che l'87enne era in grado di parlare, dalla testimonianza emerse subito che non aveva le capacità generali per testimoniare, pronunciò frasi sconclusionate e sconnesse, disse che aveva 150 anni e non fu in grado di dare una collocazione temporale alla terribile aggressione subita". Sul punto c'è stata battaglia in aula tra accusa e difesa, con l'avvocato dell'imputata Francesco Pisciotti che ha rimarcato come da una cartella clinica precedente "Benini risultava vigile e collaborativo". Tesi che si è scontrata contro quella dello psicologo che trovò in ospedale "una persona totalmente incapace di testimoniare".

Il Ris: "Nessuna traccia sugli indumenti della nipote"

Per quanto riguarda la tragica dinamica di quel 15 ottobre 2017 il perito avanza due ipotesi. "La prima che ritengo meno probabile è l'azione predatoria di una o più persone. La seconda ipotesi è quella di un delitto maturato nella sfera familiare o amicale, molto più plausibile, questo perchè l'aggressione è stata di natura molto violenta e gratuita rispetto a un uomo che poteva opporre ben poca resistenza. Si può dire che è stata un'aggressione 'espressiva'". Nell'udienza precedente è arrivata anche la nota criminologa Roberta Bruzzone, a testimoniare davanti al tribunale di Forlì.

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