Via Strinati è uno scrigno prezioso: spunta un nuovo mosaico romano

Gli archeologi della ditta Phoenix, che opera nel cantiere Hera, stanno ricostruendo a ricalco la forma del nuovo mosaico rinvenuto oltre a tracciarne le dimensioni e le caratteristiche.

Gli scavi archeologici in via Strinati, messi in atto durante i lavori di Hera per posizionare tubature e cavi, si rivelano sempre più uno scrigno prezioso di antichi reperti e per ora è molto difficile poter stabilire con certezza cosa rappresenta il pavimento rinvenuto e a che epoca bisogna risalire per repertare il tutto. Di fronte ai vecchi ritrovamenti di qualche giorno fa e divisi da una grossa e pesante condotta fognaria è comparso un nuovo pezzo di mosaico, che spunta da sotto il manufatto postato nel corso dello scorso secolo senza fare le dovute accortezze visto che si operava in un bacino archeologico.

Quindi altre tessere dello stessa fattura e appartenente al medesimo soggetto vanno ad aggiungersi alle precedenti rendendo sempre più interessante e prezioso quanto si è andato a rinvenire. Particolarità della nuova scoperta è che alcune pietre del mosaico sono molto più grandi e policrome rispetto alle altre e questo sta ad indicare che erano collocate presso una parete della villa, in quanto per rendere più bella la pavimentazione questa andava sempre più rimpicciolendosi nelle tessere mosaicali man mano che si giungeva al centro. Ormai di può parlare di una grande e ricca villa padronale, sicuramente di epoca romana, anche se questo ancora ufficialmente, per il notorio riserbo degli archeologi, non si può ancora dire, dove il pavimento scoperto non era altro che la pavimentazione di una stanza oppure un ingresso.

Purtroppo i tanti scavi fatti nel corso dei secoli in via Strinati, stretta e appartenente alla parte più vecchia di Cesena, non permetteranno certo di scoprire tutto intero il prezioso manufatto se non a piccoli pezzi e può darsi che qualcos'altro possa emergere i prossimi giorni. Nel nuovo reperto sono iniziati i lavori di accertamento e di riconoscimento. Gli archeologi della ditta Phoenix, che opera nel cantiere Hera, stanno ricostruendo a ricalco la forma del nuovo mosaico rinvenuto oltre a tracciarne le dimensioni e le caratteristiche. 

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