Neve, Comuni all'attacco: "Degli aiuti promessi non si è visto ancora nulla"

Lunedì nella sede della Comunità Montana dell’Appennino Cesenate, in San Piero in Bagno, si è riunita la Giunta dell’ente, per discutere dei problemi irrisolti lasciati in eredità dalla grande nevicata dello scorso febbraio

Lunedì nella sede della Comunità Montana dell’Appennino Cesenate, in San Piero in Bagno, si è riunita la Giunta dell’ente, per discutere dei problemi irrisolti lasciati in eredità dalla grande nevicata dello scorso febbraio. Erano presenti il presidente e sindaco di Bagno di Romagna Lorenzo Spignoli, il vicepresidente e sindaco di Mercato Saraceno Oscar Graziani, il sindaco di Borghi Mirella Mazza, il sindaco di Roncofreddo Franco Cedioli, il vicesindaco di Sarsina Luigino Mengaccini, il sindaco di Sogliano al Rubicone Quintino Sabattini e il sindaco di Verghereto Guido Guidi.

Alla riunione erano stati invitati rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Forlì – Cesena, del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna e i parlamentari romagnoli. Erano presenti il presidente della Provincia Massimo Bulbi, i consiglieri regionali Monica Donini e Luca Bartolini (avevano mandato un messaggio giustificando la propria assenza a causa di impegni precedentemente assunti Damiano Zoffoli e Tiziano Alessandrini), la senatrice Laura Bianconi (aveva mandato un messaggio giustificando la propria assenza a causa di impegni precedentemente assunti l’on. Sandro Brandolini).

I sette comuni dell’Appennino Cesenate, certi di interpretare anche la situazione di altri territori vicini (romagnoli e marchigiani, quanto meno), hanno espresso forte preoccupazione per il silenzio del Governo sull’argomento, che fa dubitare della volontà di aiutare le collettività colpite, così com’era stato più volte assicurato. Solo per il servizio di sgombero neve i sette comuni devono onorare un costo di oltre 2 milioni di euro.

Varie altre voci (spese per lavoro straordinario dipendenti, rapide operazioni di messa in sicurezza, spalature dei tetti, interventi urgenti sull’arredo urbano, aggiungono altre centinaia di migliaia di euro di spesa. I danni al patrimonio pubblico si stima superino i 10 milioni di euro. A ciò si aggiungono i danni al patrimonio privato, delle imprese e il pregiudizio alla loro produttività.

"Se il Governo decidesse di smentirsi e non assicurare un minimo di solidarietà ai Comuni, si aprirebbe, per quasi tutti, lo scenario del dissesto finanziario - si legge in una nota dei Comuni -. La richiesta scaturita dall’incontro è quella che il Governo attivi il Fondo Europeo di Solidarietà per coprire almeno una parte dell’enorme ammontare delle spese".
 

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