Come sarà il nuovo ospedale? Lucchi: "Tecnologico e pensato dalle migliori menti sanitarie"

In questi giorni è stato annunciato il finanziamento di 156 milioni. Non capita tutti i giorni di vedersi stanziata una cifra di queste dimensioni

L'area in cui sorgerà il nuovo ospedale

In questi giorni è stato annunciato il finanziamento di 156 milioni della Conferenza Stato Regioni per la costruzione del nuovo ospedale di Cesena. Non capita tutti i giorni di vedersi stanziata una cifra di queste dimensioni e, soprattutto, che tutto proceda nel modo e nei tempi previsti. Sull'argomento dice la sua il sindaco Paolo Lucchi che per questo progetto si è prodigato molto e che ora, dopo l'annuncio, può iniziare a fare progetti concreti. 

Ormai è fatta: i 156 milioni di euro sono stati stanziati. E' soddisfatto? 
"Lo sono come credo la gran parte dei cesenati. D’altra parte nessuno può sensatamente pensare ad una sanità del futuro (ed alle sfide imposte, per fortuna, dall’innalzarsi dell’aspettativa di vita) in un ospedale come l’attuale “Bufalini”, inaugurato nel 1962 e del quale sono evidenti i problemi infrastrutturali, organizzativi, di parcheggio".

Quali sono i tempi? 
Questa è la domanda più complessa, anche se in realtà i tempi sono codificati dalla casistica degli ultimi ospedali realizzati in Italia. Per questo non si può “spararla”, ma serve lavorare con serietà (ed inevitabilmente in continuità tra l’attuale amministrazione dell’Ausl, quella comunale e quelle che seguiranno) attorno al nostro massimo obiettivo “di comunità”. L’Ausl Romagna sta già operando da tempo attorno al Progetto di fattibilità tecnica del nuovo polo ospedaliero. In questi mesi - operando come un sottomarino che viaggia sotto il pelo dell’acqua, ma non sta fermo - il confronto è stato costante tra il team dell’Ausl, quello del Comune, la Provincia ed a fine 2018 potremo procedere con la definitiva sottoscrizione dell’Accordo Territoriale tra Comune di Cesena, Provincia di Forlì-Cesena, Regione Emilia-Romagna e Direzione Generale dell’AUSL Romagna, che consentirà di dare avvio alla fase di progettazione definitiva. Ma nel frattempo sta procedendo anche la realizzazione del bando europeo per l’individuazione dello studio al quale affidare la progettazione definitiva. Si ricercherà così quella che impropriamente viene definita una “archistar”: e cioè uno tra i migliori studi di progettazione del nostro continente. Prima di arrivare a questo punto, si procederà ad un doveroso confronto con gli ordini professionali di Architetti ed Ingegneri del nostro territorio, perché è necessario che il bando sia meditato assieme, condiviso, totalmente trasparente. Da inizio 2019 subirà un’accelerazione anche il confronto (che peraltro dal 2016 ad oggi abbiamo già ampiamente garantito, con almeno 50 tra incontri pubblici) con Quartieri, Sindacati, Associazioni, professionisti della sanità, mondo del volontariato. Grazie allo stesso, si dovranno sintetizzare al meglio esigenze, desiderata, sogni dei cesenati, per fornire schede di lavoro quanto più precise ai progettisti. Dopodiché, superata la fase di validazione tecnica, quella di predisposizione delle schede di supporto ai progettisti, di progettazione, sarà possibile dare il via agli appalti ed alla realizzazione del nuovo ospedale di Cesena. In questa fase sarà necessario affrontare i temi - complessi ma non rinviabili - sollevati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, sulle modalità di appalto e le tutele per i lavoratori. Quando penso allora che si potrà inaugurare il nuovo Ospedale? Individuata l’area (di totale proprietà pubblica), reperite tutte le risorse, ormai avviata la fase di progettazione, io penso che il nuovo Ospedale sarà il sogno realizzato per noi cesenati nel 2025".

Quali saranno le priorità e i leitmotiv del nuovo ospedale? Innovazione, privacy, visione umanistica, efficienza dal punto di vista energetico, giardino pensile? 
"
Il nuovo Bufalini dovrà prima di tutto rispondere alla nostra vocazione (essere il Trauma Center della Romagna) e ad una evidenza sempre più chiara: l’innalzarsi dell’aspettativa di vita aumenterà la necessità di rispondere al cronicizzarsi delle malattie e meno alle esigenze di lunghi ricoveri. Inoltre dovrà essere un Ospedale totalmente e definitivamente “tecnologico” (ma questa precondizione riguarderà a breve ogni ospedale al mondo, non solo il nostro) ed a totale autosufficienza energetica (è già stato calcolato che solo giungendo a questo obiettivo, rispetto all’attuale “Bufalini” si risparmierebbero alcuni milioni di costi per ogni anno".

Come ospedale dell'Ausl Romagna acquisiremo alcune funzioni nuove?
"E perché mai? Oggi l’Ausl Romagna consente a chiunque di trovare nel raggio di 25 chilometri il meglio delle tecnologie e delle competenze professionali. Non serve creare competizioni tra ospedali, ma piuttosto rafforzare le vocazioni già esistenti a Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena".

Si parla di "Archistar". Ho visto che a progetti di ospedali si sono dedicati Boeri, Piano... C'è qualcosa che ha già visto che le piacerebbe come idea? 
"La definizione non mi piace ed è anche stata criticata da qualche amico, ma rende l’idea. Perché un’impresa come un nuovo ospedale (la cui durata è quantificabile in almeno 50 anni, visto che l’attuale è stato inaugurato nel 1962 e quello precedente nel 1912) merita intuizioni del livello massimo consentito. Quanto alle cose che ho visto io, contano poco: sarà invece bene che le migliori menti sanitarie e progettuali del nostro territorio si sentano chiamate in causa per suggerire, coprogettare, criticare, quando servirà".

Il rischio non è che nel 2025 quello che viene progettato adesso sia già vecchio? 
"Questa è una delle sfide più difficili, in effetti. Il rischio è inevitabile e per ridurne la portata servirà soprattutto far passare un lasso di tempo ridotto tra il confronto progettuale, la progettazione definitiva, la realizzazione del nuovo Bufalini”.

Cosa ne sarà dell'area del Bufalini? 
"Lo deciderà il prossimo Consiglio comunale. Non si potrà infatti procedere ora, per non causare rallentamenti ad ogni opera di manutenzione prevista per i prossimi anni, poiché il Bufalini dovrà funzionare al meglio fino al trasferimento nel nuovo. Personalmente ritengo che quell’area dovrà divenire un grande parco urbano per la città: oggi, se si costruisce qualcosa di nuovo, si ha il dovere di recuperare spazi verdi che compensino quelli persi con nuovi edifici. Ma questa è la mia idea: a decidere saranno i nuovi amministratori, direttamente o dopo un referendum tra i cesenati".

Ma quei 4 milioni di euro per ristrutturare l'intera struttura del Bufalini per poi essere dismessa non sono un po' sprecati? So che c'è qualcuno che si lamenta del contrario perché teme che il Bufalini venga dimenticato in questi 6/7 anni, ma è legittimo chiederselo.
"
Come sempre, soprattutto oggi, nell’era dei social, c’è chi sostiene tutto ed il contrario di tutto ed ogni opinione è valida. Anche se fatico a giustificare chi vorrebbe risparmiare, magari evitando quelle manutenzioni e quelle ristrutturazioni che su un ospedale ormai 56enne come quello attuale, a tutti paiono inevitabili. Sulla sanità non si scherza! Per questo - prima di tutto da utente - mi auguro che l’attuale Bufalini possa funzionare al meglio sino alla mezzanotte della sua giornata di chiusura e che il nuovo Bufalini possa entrare nella sua piena funzionalità alle 00,00 della giornata successiva".

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