Morte Pantani, l'avvocato: "A Madonna di Campiglio non andava fermato"

Antonio De Rensis, avvocato della famiglia di Marco Pantani, commenta il filone investigativo che riguarda la Procura di Rimini sulla morte dell'indimenticato "Pirata", aperto oltre un anno fa

"Ho molta fiducia nelle indagini in particolar modo ho grande fiducia sul fatto che la Procura di Forlì possa ridisegnare gli avvenimenti di quella mattina". Così Antonio De Rensis, avvocato della famiglia di Marco Pantani, commenta il filone investigativo che riguarda la Procura di Rimini sulla morte dell'indimenticato "Pirata", aperto oltre un anno fa. Parlando alla trasmissione della Tgr Emilia-Romagna 'Buon Giorno Regione', il legale ha evidenziato che "l'indagine non è chiusa. Dopo la richiesta di archiviazione del pubblico ministero sulla quale deciderà il giudice delle indagini preliminari, che dovrà fissare un'udienza, abbiamo avuto ancora piu' conforto, perche' leggendo le carte di quell'indagine abbiamo capito che forse abbiamo ragione noi".

Sul caso, De Rensis ha ricordato che "non soltanto qualche giorno dopo la riapertura, il pubblico ministero incaricato si è chiamato fuori, ma anche il giudice che era stato nominato per decidere sulla richiesta di archiviazione, ha chiesto di astenersi per cui adesso e' stato nominato un altro Gip che mi risulta essere arrivato a Rimini da poco e che speriamo abbia la forza di fare chiarezza su questa indagine che ha decine di punti da chiarire: uno per tutti, ricordo che il consulente del Pubblico Ministero ha detto nella sua relazione, ma addirittura anche a un quotidiano nazionale, che le sue conclusioni potrebbero essere completamente smentite facendo ulteriori esami e dice anche quali, e che si puo' fare molto di piu'. Davanti a queste cose faccio fatica a pensare che si possa archiviare questa indagine".

Per De Rensis Pantani non andava fermato a Madonna di Campiglio in occasione del Giro d'Italia del 1999. "Credo - sottolinea il legale - che siano emersi dei fatti che in ogni caso disegnano gli avvenimenti di quel giorno a Campiglio in maniera diversa. Ricordo che Marco nel pomeriggio tornando a casa si fermò all'Ospedale Civile di Imola. L'ematocrito era tornato a 48.2 ma soprattutto le piastrine che a Campiglio (dove il pirata venne sottoposto ad un controllo Uci, ndr) erano 100mila, all'Ospedale di Imola erano 170mila. I due esami sono totalmente incompatibili, dobbiamo solo capire se è più attendibile quello fatto in una stanzetta di un hotel a Campiglio o in un Ospedale Civile della Repubblica italiana".

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