Bagno di Romagna, Baccini risponde a Pompignoli sui gatti: "Il problema non esiste". La replica: "Preso in castagna"

Il sindaco di Bagno di Romagna torna sulla vicenda per spiegare che si tratta di "un problema che non esiste"

Dopo l'annuncio del consigliere regionale Massimiliano Pompignoli di portare la questione gatti randagi in Regione, il sindaco di Bagno di Romagna torna sulla vicenda per spiegare che si tratta di "un problema che non esiste". "Se Pompignoli conclude il suo intervento affermando di credere “che sia più lungimirante e utile” tenere una condotta rispettosa della legge, io sono invece convinto - dichiara Baccini - che sia più lungimirante e utile che la politica regionale si interessi di tematiche di ben più alto livello. Sinceramente, pur rispettando l’impegno di ognuno e senza permettermi di giudicare l’operato quotidiano dei consiglieri regionali, da Amministratore di un piccolo comune in cui ogni giorno siamo impegnati e toccare e risolvere problemi urgenti e concreti, molte volte dovendo individuare soluzioni in assenza di risorse e di personale, vedere che ora dobbiamo impegnare uffici regionali, comunali, consiglieri regionali, assessori, sindaci, giornali, per una questione simile, peraltro montata infondatamente a problema di scandalo, mi rende veramente sfiduciato e perplesso".

"Comunque, se Pompignoli vuole parlare di gatti, siamo pronti a parlare anche di gatti - prosegue il primo cittadino -. Con una differenza sostanziale. Lui si basa su informazioni errate, fornite da associazioni che non conoscono la situazione. Noi lo facciamo nei binari di un sistema di gestione delle colonie feline ben consolidato, in piena linea con quanto la legge prescrive, con la collaborazione di volontarie e volontari impegnati e presenti. Il motivo del mio ulteriore intervento, quindi è essenzialmente per i miei concittadini e parlo a loro, per difendere la nostra Comunità da chi intende metterci in cattiva luce manipolando informazioni errate e infondate. Voglio farlo per difendere la sensibilità che abbiamo dimostrato di avere verso gli animali. E lo faccio anche per difendere il sacrosanto diritto dei miei concittadini a vivere in un ambiente pulito e ordinato. Quella di cui si discute non era una colonia felina, ma un’area adibita abusivamente a ricovero animali liberi, gestita peraltro senza cura e rispetto, tanto da rappresentare una vera e propria discarica a cielo aperto".

"Siamo convinti di quello che abbiamo fatto e di aver agito nel rispetto della legge, così come sono altrettanto convinto che ripuliremo ogni altra area non regolamentata che chicchessia dovesse allestire nuovamente nei nostri borghi - ribadisce il sindaco -. Lo faremo perché ci teniamo a rispettare e far rispettare a tutti la legge, ma soprattutto perché intendo tutelare e difendere la mia Comunità a vivere in centri urbani dignitosi, puliti e ordinati. Prima di scrivere articoli e fare interrogazioni - chiude il sindaco di Bagno di Romagna - consiglio a Pompignoli di venire a Bagno e conoscere il nostro borgo, la sua storia e la nostra gente. Insieme ai cittadini saremo lieti di spiegargli chi siamo e come la pensiamo anche sulla questione dei gatti".

La replica

Replica Pompignoli: "Il sindaco Baccini continua a inanellare brutte figure. Sembra quasi di trovarsi di fronte una controfigura del sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, che non tollera di essere criticato e quando ciò avviene, per le ragioni più disparate quanto legittime, spara nel mucchio senza colpire mai un bersaglio. Sul benessere e la tutela degli animali, che non è argomento secondario in quanto normato da leggi nazionali e regionali e su cui i sindaci hanno precise responsabilità, Baccini ha già fatto passi falsi. Ricordiamo quel tristissimo episodio della ‘stalla lager’, denunciato e apparso sulla stampa a livello nazionale nel 2017 e ricadente sotto la responsabilità del sindaco di Bagno. Un episodio per il quale Baccini non si è distinto se non per averlo minimizzato, come se la questione non ricadesse fra i suoi doveri, e per aver attaccato chi aveva denunciato il fatto, accampando ragioni estranee al problema, nel tentativo di sviare l’attenzione dalle sue gravi inadempienze. Anche sull’episodio della stalla ‘lager’ non si è saputo più nulla. Lo stesso sta accadendo, evidentemente, per la colonia felina. Noi possiamo anche capire che al sindaco di Bagno stia stretto interessarsi di tutela animale, visto che è così preso da progetti molto più ambiziosi sul piano del suo futuro politico, ma da sindaco deve per forza interessarsene. E la sua supponente risposta all’interrogazione presentata in Regione la dice lunga sul fastidio che gli crea l’essere preso in castagna. Se ne deve fare una ragione, però, perché la questione rimarrà aperta finchè Baccini non avrà imparato a rispettare le persone, i volontari e le Associazioni protezioniste che prestano il loro tempo per gli animali in difficoltà, non avrà risposto alle loro legittime richieste e non si sarà messo attorno a un Tavolo per stabilire e localizzare i luoghi e le regole per le oasi feline. Il problema esiste, al contrario di quello che afferma il sindaco, ma ci sembra anche facile risolverlo senza tanta arroganza e con l’umiltà che un sindaco dovrebbe usare nei confronti di tutte le esigenze del territorio. Non si faccia influenzare, Baccini, da cattivi maestri che hanno puntato solo sul risalto mediatico, mentre dietro  la propaganda è emerso il nulla. La gente, i residenti di un territorio, guardano e capiscono: prestare attenzione anche al benessere degli animali non significa trascurare il resto, significa disponibilità all’ascolto e capacità di risposta".

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