A Cesena le Sentinelle in piedi della Romagna: "Amore è una parola abusata"

La manifestazione, che si terrà in contemporanea in altre decine di piazze perché dal prossimo 26 gennaio comincerà l’iter al Senato del testo sulle “unioni civili”

Sabato 23 gennaio ritornano in piazza del Popolo le “Sentinelle in piedi”, il movimento cattolico che si batte contro il disegno di legge Cirinnà che riconosce le unioni civili. Sarà una manifestazione probabilmente più consistente delle precedenti in quanto si ritroveranno in piazza del Popolo le “sentinelle” anche di Forlì, Ravenna, Rimini, Faenza, Riccione e Bologna.

La manifestazione, che si terrà in contemporanea in altre decine di piazze (in Emilia-Romagna per ora l'altro appuntamento previsto a Modena), viene organizzata in quanto dal prossimo 26 gennaio comincerà l’iter al Senato del testo sulle “unioni civili”, che – spiegano in una nota le “sentinelle in piedi” - “di civile non ha nulla dal momento che è strutturato per delegittimare e disintegrare la cellula fondamentale della nostra società, ovvero la famiglia”.

Per le sentinelle il disegno di legge “viene presentato come uno strumento necessario a garantire dei diritti ad una supposta categoria di persone discriminate per il loro orientamento sessuale. Basta il buon senso per capire che non è così. Il matrimonio in Italia è consentito a tutti, non è precluso a nessuno (purché maggiorenni e non già sposati chiaramente), ed è fondato sull’unione stabile e fedele tra un uomo e una donna. Istituire un’unione tra due uomini o due donne ed equipararla al matrimonio non significa dunque estendere un diritto a chi non ce l’ha, significa invece ridefinire il matrimonio che, a questo punto, non sarebbe più fondato sulla complementarietà sessuale e la potenzialità generativa bensì su una “preferenza” sessuale o, come va di moda dire ultimamente, “sull’amore” inteso unicamente come sentimento ed emozione. Ma il matrimonio non ha nulla a che fare con il sentimento, la parola “amore” non si trova negli articoli del Codice Civile poiché la disciplina del matrimonio parla di diritti e di doveri fra marito e moglie e nei confronti dei figli, parla di obbligo reciproco alla fedeltà, di assistenza morale e materiale, di fissare l’indirizzo della vita famigliare”.

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