Uscita da Masterchef, Lalla resta nei cuori: "Tutto è partito da una piccola bugia a mio marito..."

Spente le telecamere e riposto il grembiule di Masterchef, per Lalla, la prima esclusa dalla sesta edizione del talent, resta il ricordo dell'intensa esperienza vissuta tra i fornelli della cucina più famosa d'Italia

Spente le telecamere e riposto il grembiule di Masterchef, per Lalla, la prima esclusa dalla sesta edizione del talent, resta il ricordo dell'intensa esperienza vissuta tra i fornelli della cucina più famosa d'Italia. Anche nell'ultima puntata la maestra d'asilo in pensione ha dato dimostrazione di incarnare veramente l'originale spirito romagnolo: simpatica, con una bella parlantina, sempre pronta alle battute ma soprattutto capace di sdrammatizzare con classe. "Mi dispiace essere stata esclusa per prima - ha detto davanti ai giudici la sera dell'eliminazione - ma qualcuno doveva pure iniziare". Nata 61 anni fa a Cesena, appassionata di cucina fin da piccola, per Lalla (Alves Pedriali all'anagrafe) si è chiuso la porta di Masterchef ma si è aperto un portone nella sua vita di donna e di cuoca.  L'abbiamo raggiunta al telefono e le abbiamo fatto qualche domanda per capire cosa le è rimasto della bella esperienza. 

Descrivici in tre parole l'esperienza a Masterchef

"Meravigliosa, perché per me è stata una vera "botta di vita". Alla mia età e abituata a fare tutto insieme alla famiglia, andare a dormire sui navigli da sola, organizzarmi con i treni, i taxi, è stata una bella esperienza. Intrigante, perché quando ho iniziato non sapevo dove mi avrebbe portato e coinvolgente emotivamente, perché a Masterchef non solo cucini piatti ma è un mondo fatto anche di tante relazioni. Eppoi là fuori ti guarda il mondo..." 

Raccontaci un po' di quando ti sei iscritta

"In verità non sono stata io a iscrivermi. Ha fatto tutto mia sorella Lorenza. E' lei la vera artefice di tutto. Ci aveva già provato due anni fa ma era arrivata tardi, le iscrizioni erano già scadute. Quest'anno invece c'è riuscita. Ma ovviamente non è automatico che dopo l'iscrizione ti facciano entrare. So che un giorno mi è arrivata la telefonata da Milano di andare a preparare un piatto: in mano avevo il numero 11.578. Poi una volta a Milano ho saputo che in gara per la sesta edizione eravamo circa in 20 mila, una marea. Dopo la telefonata sono rimasta per mezz'ora a sedere sul divano, sotto shock. Non ho detto nulla a mio marito. Ho deciso che glielo avrei detto solo se riuscivo a superare la prima difficilissima selezione e rientrare nei 150 concorrenti". 

Cos'hai cucinato nella prima selezione?

"Ho fatto un bel piatto: i cappellacci del passatore col burro alle erbe aromatiche. Eppoi ho risposto a cinque domande tecniche non facili. Domande che volevano sondare la mia conoscenza delle tecniche di preparazione dei piatti". 

E quindi hai detto una bugia a tuo marito quando sei andata alla prima selezione?

"Ebbene sì. Mi sono fatta accompagnare da mia sorella e suo marito e a mio marito ho detto che sarei andata a fare un corso di cucina in un ristorante stellato. A volte mi capita di fare corsi del genere e lui non ha fatto una piega. Per me è stata un'esperienza bellissima andare a Milano, dormire fuori, l'emozione della prova, l'amicizia con alcuni concorrenti che poi sono stati esclusi". 

Ti aspettavi di uscire così presto?

"Beh non fa mai piacere uscire... In verità per un po' ho sperato che ci fosse un pollo al caffè peggiore del mio, anche se sapevo che per me sarebbe stata una prova difficile perché non ho mai usato il caffè in cucina. Il mio sbaglio è stato intestardirmi su quel piatto del centro America. Ho pensato che il caffè è originario di quelle zone e quindi con mango e carote, con un'insalata tropicale, poteva andare bene. Non sono riuscita a orientare la mia fantasia su un altro piatto e ho usato la polvere che non è stata gradita. Insomma è andata così..."

Che rapporto hai avuto con gli altri concorrenti? 

"Sono tutti concorrenti meravigliosi. Pur essendo più grande di loro, di alcuni sarei potuta essere tranquillamente la mamma, non mi hanno mai emarginato e mi hanno sempre coinvolta nei loro scherzi. Io, poi, col mio spirito romagnolo, sono sempre stata al gioco". 

E ora qualche concorrenti tifi?

"Se devo fare un nome, dico Valerio, il ragazzo di Santarcangelo, mi è veramente simpatico. Ed è anche molto bravo".

Cosa ti ha insegnato Masterchef in cucina?

"A ridurre un po'. Io sono romagnola, amo l'abbondanza, invece, nei piatti, a volte, è meglio togliere che aggiungere". 

Ultima domanda sulla giuria. C'è uno dei quattro con cui hai legato di più?

"Devo dire che tutti e quattro sono stati giudici corretti: carini con chi se lo meritava e molto critici quando serviva. Del resto per crescere servono le critiche. Sicuramente Cannavacciuolo è quello che ho sentito più vicino umanamente e Bastianich il più distaccato, ma forse è una questione di carattere e di origini: i napoletani sono magici, hanno la capacità di farti sentire a casa ovunque". 

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