Incidenti in provincia, l'80% delle vittime nel Cesenate

Nel primo semestre sono 20 le vittime sulle strade della provincia di Forlì-Cesena, lo stesso numero del 2011: è l'area cesenate quella più a rischio con 16 morti (80%)

Nel primo semestre sono 20 le vittime sulle strade della provincia di Forlì-Cesena, lo stesso numero del 2011: è l’area cesenate quella più a rischio con 16 morti (80%), mentre in quella forlivese i morti sono stati quattro. Nel maggior numero di  incidenti mortali sono rimasti coinvolti i motociclisti. A riportare i dati l'Osservatorio il Centauro – Asaps, che monitorizza i soli sinistri mortali del nostro territorio. Nel 2011 le vittime totali sono state 46, 28 nel secondo semestre.

Anche nel 2011 l’area cesenate (comprensiva della E45 dove si sono contati 2 incidenti mortali) aveva segnato un numero di vittime rilevante con 27 decessi (58,7%) su 46  dell’intera provincia. Secondo il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni, “può essere solo un caso che però merita la dovuta attenzione. Certo può avere un peso anche l’unico sbocco al mare della provincia con Cesenatico. Gatteo Mare, S. Mauro e il conseguente maggior traffico verso la riviera”

Più equilibrata la distinzione per sesso fra le vittime, con 12 decessi fra gli uomini e 8 fra le donne. E’ ancora l’area urbana il  luogo più pericoloso nel quale si sono contate 9 vittime. Sono stati invece 8 i lenzuoli bianchi stesi sulle statali e provinciali, 3 invece nella rete autostradale della provincia.
In quanto ai mezzi, secondo Biserni  “il pericolo continua a correre sulle due ruote, con 7 mortali fra i motociclisti e 4 fra i ciclisti. Sono invece 5 i conducenti e trasportati di autoveicoli, 4 i pedoni. Devo poi ricordare che nel 2011 su 46 decessi ben 19 erano motociclisti”.

Sono stati 17 gli incidenti avvenuti di giorno e 3 di notte. Due i mortali conseguenza di pirati della strada (uno in autostrada). Fra le 20 vittime della provincia 4 erano straniere. Nessun minore coinvolto.  Solo un giovane nella fascia fino a 30 anni. 9 le vittime over 30 e numerosi anche gli anziani con 8 vittime oltre i 65 anni. In due casi l’età non è stata precisata.

“Riteniamo che sui fattori di rischio – conclude Biserni – in particolare per i veicoli a due ruote e per gli utenti deboli della strada come i pedoni, la guardia non vada mai abbassata. L’attenzione degli organi di vigilanza e la messa in sicurezza del sistema strada sono elementi essenziali per ridimensionare  queste cifre ancora assurdamente alte”.
 

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