Quanto si dovrà sborsare per l'Imu? Ecco tutte le cifre

Quanto per il negozio e il fabbricato? E per un ufficio? Cerchiamo di fare chiarezza sul calcolo dell'Imu

Quanto si dovrà sborsare per prima e seconda casa? Quanto per il negozio e il fabbricato? E per un ufficio? Cerchiamo di fare chiarezza sul calcolo dell'Imu. Nel presentare alla stampa il maxi emendamento con le modifiche all'imposta, il sindaco ha spiegato subito che l'impostazione scelta rappresenta una “patrimoniale” in cui chi ha di più è soggetto ad una tassazione superiore. Nessun aumento invece, va ribadito, per quanto riguarda l'Irpef e prima casa. Di seguito sono indicate, in forma discorsiva, le simulazioni del Comune.

Si parte dalla prima casa. Il modello preso in esame è quello che, a detta dell'amministrazione, è il più diffuso. Quindi un'abitazione con sei vani e mezzo con una rendita catastale di 553,90 euro. L'aliquota è il 4 per mille e, al netto delle esenzioni (sono un massimo di 200 euro), l'Imu dovuta è di 172 euro. Ben più alta per la seconda casa in cui è stata applicata l'aliquota del 10,6 per mille. In questo caso bisogna versare 986 euro di cui 353 andranno allo stato. E' più del doppio rispetto l'Ici del 2011 quanto l'imposta era di 407 euro.

Per i negozi di 109 metri quadrati con rendita catastale di 2mila e 398 euro l'Imu dovuta è di 1.468 euro. Di questi 526 vanno allo stato. Anche per i negozi l'aliquota è al 10,6 per mille. Nel 2011 con l'Ici, la somma da pagare era a quota 599 euro.
L'ufficio tipico preso come modello ha 5 vani e una rendita catastale di 1,665 euro. Anche qui aliquota al 10,6 per mille per un totale di 1.583 euro di cui 532 vanno dritti allo Stato. Più del doppio rispetto i 612 euro del 2011 con l'Ici.

Rendita catastale di 6.551 euro per i capannoni. L'Aliquota sempre fissa al 10,6 per mille comporta una tassa di 4.374 euro di cui mille e cinquecento euro vanno allo stato. Nel 2011 l'Ici da versare era di 2.408 euro.

L'amministrazione ha spiegato che gli aumenti dell'imposta sono dovuti all'emergenza neve che ha impattato nelle casse comunali per circa sedici milioni e mezzo di euro. Nel 2013 sindaco e giunta si impegnano a ridurre la pressione tributaria nel caso in cui il gettito dell'Imu si riveli eccedente rispetto il fabbisogno necessario. Questo se non si verificano altre calamità.

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