Il nonno fu inventore di tanti spot famosi, i disegni del nipote d'arte diventano un libro

Uno dei disegni, un tenerissimo camaleonte che varia il colore a seconda dell'ambiente, è diventato il nuovo logo dell'agenzia di grafica

Non basta essere un figlio d'arte servono anche gli stimoli giusti per diventare un artista. Una frase che sembra uscita dalla bocca di un pedagogista o, come in questo caso, di un semplice nonno. Uno di quei nonni che, messi via lo stress della carriera e il mantra "ora no, non ho tempo" ripetuto ai figli molti anni prima, ritrovano il senso della serenità e il piacere dell'educazione prendendosi cura dei nipoti.

In questo caso il fortunato bimbetto di 8 anni è Pietro, nipote di Pierpaolo Cornieti, originario di Bagno di Romagna ma, soprattutto, uno dei creativi più in voga della Milano da bere degli anni Ottanta e Novanta. Per rendere l'idea di chi stiamo parlando, tra le mille cose partorite dal suo studio di corso Magenta ci sono la cura dell'mmagine dello chef Gualtiero Marchesi, la pubblicità Brancamenta, l'idea di mettere gli slip in un vasetto di marmellata nella famosa campagna pubblicitaria di Primizia, per non parlare di tutte le più belle pubblicità di Volkswagen-Audi. Un vulcano che ha sempre coltivato la creatività come la forma superiore della  comunicazione. Forse saranno stati i pomeriggi trascorsi con il piccolo Pietro a parlare di cieli gialli e alberi azzurri, oppure le loro discussioni su quale animale assomiglia di più a mamma o papà, ma il nipote è stato così ben stimolato da iniziare a creare un mondo tutto suo.

Durante i pomeriggi trascorsi coi nonni si sono resi conto di quale talento avesse il nipote. Tant'è che, salvando i disegni che il piccolo faceva, tra un gioco e l'altro, hanno deciso di farne un libro, dal titolo "Il libro di Pietro". Anzi, di più, uno di questi disegni, un tenerissimo camaleonte che varia il colore a seconda dell'ambiente, è diventato il nuovo logo dell'agenzia di grafica "Empaty" e la rappresenterà anche in America, dove in questi mesi sta operando per una campagna pubblicitaria di rilievo. Sicuramente ci vuole molto coraggio, o meglio un po' di sana follia, per far diventare la produzione di un bambino un'immagine di rappresentanza che girerà nel mondo dei "grandi", ma se il buon sangue non mente, allora, ne vedremo delle belle. 

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