Gran Gala dello Ior, incasso record per il nuovo "Prime Center" di Cesena

La partecipazione dei principali rappresentanti del tessuto sociale, politico ed imprenditoriale del territorio è stata entusiastica: erano ben 240 le persone che si sono accomodate a tavola per prendere parte all’evento

Giovedì sera il Teatro Verdi di Cesena ha aperto le sue porte alla solidarietà per il Gran Gala dell’Istituto Oncologico Romagnolo, tradizionale appuntamento pre-natalizio giunto oramai alla undicesima edizione che rappresenta il clou degli eventi di raccolta fondi per il secondo periodo dell’anno. La partecipazione dei principali rappresentanti del tessuto sociale, politico ed imprenditoriale del territorio è stata entusiastica: erano ben 240 le persone che si sono accomodate a tavola per prendere parte all’evento condotto da Simona Branchetti, giornalista meldolese da anni volto di punta del Tg5, per un incasso totale da record che ha superato i 65mila euro, frutto anche della simpatica lotteria finale con premi messi in palio da alcuni dei partner dell’evento. Nel corso della serata si sono succeduti gli interventi del presidente Ior, Dino Amadori e del direttore generale Fabrizio Miserocchi, che hanno offerta una suggestiva panoramica di quello che sorgerà a partire da settembre 2020 al posto dell’ex complesso San Cristoforo, scuola sottoposta a lavori di recupero iniziati il 26 ottobre alla presenza del sindaco Enzo Lattuca.

"Abbiamo deciso il nome della struttura: si chiamerà "Prime Center" - ha spiegato nel corso della serata Amadori - questo appellativo ha una duplice valenza: in primo luogo si tratta dell’acronimo di Prevention, Rehabilitation and Integrative Medicine, che riassume il senso delle attività che erogheremo al suo interno; in seconda battuta ci piaceva sottolineare il fatto che si tratta del primo complesso di questo tipo in Italia, un unicum d’eccellenza sulla falsariga dei grandi centri americani. La medicina integrativa rappresenta un campo relativamente nuovo, che va ad aggiungersi ai trattamenti specifici, volto a prendersi cura della qualità di vita dei pazienti e a volte migliorare anche l’outcome stesso delle terapie. Vogliamo offrire alle persone servizi come yoga, agopuntura, mindfulness, musicoterapia, massaggi. Apriremo un confronto sul valore dell’alimentazione e dell’esercizio fisico non solo come armi di prevenzione, ma come abitudini che possono aiutare i pazienti ad affrontare e gestire gli effetti collaterali dei trattamenti, grazie all’installazione di una cucina didattica e di una palestra. Ci metteremo a disposizione di chi affronta la malattia, di chi la vuole prevenire ma anche di chi l’ha superata, perché a volte non è semplice tornare alla propria vita di tutti i giorni per come la si conoscenza prima della diagnosi".

"Il "Prime Center" è un sogno che come Istituto Oncologico Romagnolo abbiamo già da qualche anno - ha affermato Miserocchi -, un’idea nata dal confronto con le biologhe e psicologhe che si occupano dei progetti di prevenzione nelle scuole. L’unica struttura simile sorge a Reggio Emilia: un viaggio piuttosto lungo per le classi sebbene il tema, quello della prevenzione e dei corretti stili di vita, sia di grande attualità. Ringrazio la vecchia amministrazione nella persona dell’ex sindaco Paolo Lucchi, che ci ha appoggiato sin da subito in questo progetto, e l’attuale amministrazione che ne ha seguito con entusiasmo le orme; ringrazio inoltre Cia-Conad e Valfrutta, partner storici che hanno sostenuto economicamente l’impegno, nonché la famiglia Dionigi nella persona di Giuseppe Agostini, che ci ha concordato un generoso lascito volto proprio alla creazione di questa struttura. Per noi Cesena, e nello specifico San Cristoforo, è un punto estremamente strategico: tutte le persone della Romagna possono raggiungerlo in circa 30 – 45 minuti. Siamo convinti che questa struttura rappresenterà un nuovo centro di riferimento per la nostra eccellenza oncologica: speriamo che diventi anche un punto di incontro, di confronto, di dialogo e di cultura intorno al tema della lotta contro il cancro".

Grande novità dell’undicesima edizione del Gran Gala Ior la presentatrice, Simona Branchetti, che dal palco si è detta "grata per i grandi risultati ottenuti dall’Istituto Oncologico Romagnolo in questi quarant’anni di storia a favore della nostra terra. Io, da meldolese, non posso che essere orgogliosa per quel che è diventato l'Irst: un centro d’eccellenza di cura e ricerca oncologica largamente riconosciuto nel panorama nazionale. Per me lo Ior significa un po’ famiglia visto che il suo fondatore, Amadori, è oramai anche un carissimo amico personale. La causa del Gran Gala è poi di grande importanza: raccogliamo fondi per creare un nuovo polo d’eccellenza per la Romagna, dunque sono molto contenta di essere stata scelta come presentatrice di questa bellissima serata. La risposta mi sembra non si sia fatta attendere: la sensibilità intorno al tema della lotta contro il cancro da noi si dimostra sempre altissima".      

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