Si ritrova il conto prosciugato dopo 9 giorni di ricovero: odissea per riavere i soldi

I furti in ospedale sono una piaga, nessuno è risparmiato, né i dipendenti che si trovano sottratti i loro beni negli spogliatoi e negli armadietti, né tanto meno i pazienti ricoverati

I furti in ospedale sono una piaga del Bufalini, nessuno è risparmiato, né i dipendenti che si trovano sottratti i loro beni negli spogliatoi e negli armadietti, né tanto meno i pazienti ricoverati, che finiscono per uscire dal nosocomio cesenate senza cellulari, preziosi, denaro e bancomat. Ne sa qualcosa anche una donna di Modena che per nove giorni, nel 2018, è stata ricoverata al Bufalini a seguito di un intervento chirurgico. Mentre era in sala operatoria le era stato sottratto il portafoglio con il contante, i documenti e il bancomat di Poste Italiane. Solo al momento delle dimissioni si è accorta del furto, procedendo immediatamente a bloccare la carta e a sporgere denuncia. Purtroppo la carta era già stata utilizzata dai ladri, che avevano effettuato in ognuno dei giorni successivi al furto cinque prelievi, per complessivi 2.400 euro. 

Spesso, oltre al disagio medico e al furto, anche riottenere le somme sottratte diventa un calvario nei mesi successivi. Lo fa sapere una nota di Federconsumatori, che ha tutelato la donna contro Poste Italiane davanti all' Arbitro Bancario Finanziario, un sistema di risoluzione alternativa delle controversie al posto della via giudiziaria. Poste Italiane infatti inizialmente ha negato il disconoscimento delle operazioni, sostenendo che la signora aveva tenuto un comportamento gravemente colposo, conservando il PIN con la carta. Circostanza però negata dalla malcapitata. Tuttavia, Federconsumatori non esplicita nella sua nota se il bancomat in questione poteva essere altrimenti utilizzato per effettuare prelievi anche senza il pin.

Spiega invece Federconsumatori: “L'Arbitro Bancario Finanziario ha attribuito a Poste Italiane la responsabilità di non avere predisposto sistemi di sicurezza e di allerta, quali l'SMS Alert. In particolare il Collegio Arbitrale ha sostenuto, nella propria decisione, che la mancata attivazione (o il mancato funzionamento) di un sistema di SMS Alert è responsabilità del soggetto gestore della carta, in questo caso Poste Italiane.L'attivazione di un sistema di SMS Alert è stato ritenuto un obbligo, superabile soltanto di fronte ad un rifiuto esplicito del cliente. Nel caso in questione Poste Italiane non aveva proposto nulla. La decisione ha accolto quindi le richieste di Federconsumatori, ma a fronte della possibile leggerezza nel conservare il PIN assieme alla carta, il risarcimento è stato limitato a 1.800 euro, ai quali si aggiungevano 220 euro di contributo spese. Una buona decisione, quella del Collegio, che nel passato non sempre aveva riconosciuto le ragioni dei cittadini, in particolare quando il gestore della carta era una banca”.
 
Comunque un percorso lungo e complesso; è quindi meglio tenere sempre in mente alcune precauzioni: Mai e poi mai conservare il PIN nello stesso luogo dove si conserva anche la carta; contenere il massimale giornaliero, se non è indispensabile disporre frequentemente di cifre maggiori; ci sono luoghi dove i ladri sono sempre pronti: bisogna mantenere alta l'attenzione nei luoghi affollati, nei supermercati, negli ospedali, nei parchi, davanti alle scuole, nei cimiteri. Conservare nel baule, cruscotto o sotto il sedile dell'auto il proprio portafoglio è sempre una pessima idea; se non ricevete un SMS Alert dopo un prelievo potreste avere sottoscritto, senza saperlo, la vostra indisponibilità a riceverli. Spesso si firmano molte cose di cui non si ha una esatta conoscenza. Se avete ancora i documenti potete verificare, oppure sentite direttamente in Banca o in Posta. Il consiglio è quello di attivare il servizio, che per alcune banche è gratuito.

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