Si sparò nel maneggiare incautamente una pistola: trovata un'arma illegale col silenziatore

Due arresti per porto e detenzione abusiva di armi e munizioni: è il provvedimento che è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì

Due arresti per porto e detenzione abusiva di armi e munizioni: è il provvedimento che è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì per un misterioso ferimento con un'arma da fuoco, avvenuto lo scorso 29 maggio nel territorio di Sogliano. Un uomo venne portato da alcuni amici all'ospedale di Santarcangelo con una vistosa ferita alla coscia. Da Santarcangelo venne quindi portato a Rimini, dove in un intervento chirurgico gli venne estratta una pallottola calibro 22. L'uomo, 56 anni residente a Borghi, si ferì all'interno di un furgone, prima di prendere servizio nell'azienda agricola in cui lavorava, nel piazzale della stessa fattoria. Il colpo, avendolo penetrato dall'alto verso il basso, sarebbe partito accidentalmente nell'atto di riporre l'arma in una tasca o fondina, secondo quanto ipotizzati dai militari.

VIDEO - Si sparò, non chiamò i soccorsi e occultò l'arma: arrestato con un compagno

Data la scarsa collaborazione del ferito e i suoi precedenti specifici in materia di armi, nonché l'improvvisa scomparsa dell'arma del supposto sparo accidentale, detenuta illegalmente, gli inquirenti, prima quelli delle compagnie di Cesenatico e Rimini e poi quelli del nucleo investigativo provinciale di Forlì, hanno approfondito i contorni di quest'oscura vicenda, su cui aleggiava il sospetto di un "regolamento di conti". Dapprima, nel furgone, vennero rinvenuti 24 proiettili occultati, dello stesso calibro del colpo che aveva ferito il 56enne. Poi nel corso delle indagini è emerso che i due uomini arrestati avevano nascosto una seconda arma clandestina, un fucile munito di silenziatore artigianale, in un orto coltivato dal 56enne non lontano dal luogo dell'incidente. L'arma si trovava in un tubo corrugato nascosto nella vegetazione. Per questo il pm Fabio Magnolo della Procura di Forlì ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un'ordinanza di custodia cautelare per due soggetti: il 56enne che è stato portato in carcere a Forlì e un 32enne albanese che è stato posto agli arresti domiciliari, ritenuto un suo aiutante.

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