Poco rispetto per la Fontana Masini: usata come ferma tendone e non curata a dovere

Un cesenate ha fotografato il banco di un ambulante che, per bloccare il tendone, ha fissato un gancio mobile all'interno della stessa fontana, utilizzandola come perno

Un bene prezioso per tutti i cesenati, un'opera d'arte capace di attirare turisti e di rendere piazza del Popolo suggestiva e indimenticabile. E' la fontana Masini costruita dall'architetto e pittore Francesco Masini in pietra d'Istria (la stessa con cui è stato realizzato il ponte Tiberio a Rimini), alla fine del 1500 (solo nel 1591 iniziò a sgorgare l'acqua dalle figure marine ai quattro lati).  Una volta la fontana era protetta da un cancello e nessuno poteva avvicinarsi troppo; poi, giustamente, è stata tolta la protezione per rendere godibile a tutti la sua bellezza e non deturpare il paesaggio. Ma ogni tanto c'è qualcuno che esagera. Lunedì un cesenate ha fotografato il banco di un ambulante che, per bloccare il tendone, ha fissato un gancio mobile all'interno della stessa fontana, utilizzandola come perno: un fatto inaccettabile che va assolutamente sanzionato e bloccato. 

Ora a segnalare un altro piccolo problema alla fontana è Stefano Angeli, ex consigliere comunale, geologo e appassionato fotografo. Angeli ha notato che da una delle figure femminili poste agli angoli della fontana l'acqua non esce più dal tubicino posizionato nella bocca ma viene sparsa dappertutto nella pietra. "Gran parte del viso sta diventando scuro - spiega Angeli - perché con l'acqua si formano dei microorganismi e il rischio è che si stacchi anche qualche pezzo di pietra. Cosa fare? Secondo me sarebbe necessario sostituire il tubo perchè evidentemente c'è una perdita, una perdita che a lungo andare potrebbe compromettere il volto della figura. La pietra d'Istria è una pietra calcarea abbastanza delicata e tenera, già con l'inevitabile esposizione agli elementi naturali si consuma, se poi ci si mette anche l'incuria degli uomini e la disattenzione di chi deve fare la manutenzione la durata di un bene così prezioso rischia di deperire più velocemente. Non dico di recintarla, perché è bella così, ma va curata con attenzione e poi magari collocare nei pressi un cartello in cui si ricordi ai più incivili di non entrarci dentro, di non appoggiarsi alle figure, di non utilizzarla come ferma tendone. In poche parola: di rispettarla".

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