Festa di San Biagio a Rontagnano di Sogliano. Don Daniele Bosi racconta la storia della parrocchia

I parrocchiani Adriano e Alberta Bizzocchi parleranno della esperienza che hanno vissuto in ottobre, per oltre un mese, in India a servizio delle suore di Madre Teresa, nella sua casa

Domenica a Rontagnano di Sogliano si celebra la festa di San Biagio, patrono della comunità dell’antica diocesi sarsinate. Alle ore 15,30 si terrà la messa solenne, con la benedizione della gola, della frutta e delle caramelle, alla quale seguirà il rinfresco nel Circolo ricreativo, ex Casa del Fascio, a fianco della chiesa. I parrocchiani Adriano e Alberta Bizzocchi parleranno della esperienza che hanno vissuto in ottobre, per oltre un mese, in India a servizio delle suore di Madre Teresa, nella sua casa. Racconta don Daniele Bosi: "La grande ed elegante chiesa parrocchiale, ricostruita nei primi dell’Ottocento sul luogo dov’era l’antico oratorio del Castello, è collocata sulla cima del monte a 551 metri sul livello del mare, nell’affascinante borghetto; è stata restaurata nel 1998 grazie a un cospicuo contributo del comune soglianese. L’esterno non desta particolare attenzione, l’interno invece è molto curato ed armonico, dove si può ammirare la grande pala d’altare settecentesca, restaurata qualche anno fa".

Continua don Daniele: "Troviamo menzione di Rontagnano e del suo castello nel 1220, dove viene annoverato tra i beni della chiesa sarsinate. Dominato dai Malatesta prima, dal 1432 al 1631 appartenne ai duchi d’Urbino. Una torre del castello, nel XVII secolo, venne riadattata a campanile, che ospita 4 armoniose campane del 1957 della ditta De Poli di Vittorio Veneto. Sulla cantoria sopra il portale d’ingresso è presente un organo a canne, ancora azionato solamente a mano, in cattivo stato di conservazione per quanto riguarda la parte meccanica, la cui nascita era stata collocata sempre nell’Ottocento, in pubblicazioni o schedature, opera di ignoto. Ma a fianco della tastiera è visibile una piccola targhetta in carta, con su scritto “Fratelli ????I verucchiesi”. Il nome purtroppo è illeggibile, ma formato da cinque lettere, delle quali si intravvedono le ultime due, l’ultima certamente è una “I”. L’unica casa organara di Verucchio è quella dei Ricci, operanti nella seconda metà del Settecento. Lo strumento poi è pressochè identico a vari esemplari del riminese firmati dal Ricci, per esempio l’organo di San Giovanni in Marignano. Quindi l’attribuzione si può considerare certa, e l’organo diventa settecentesco".

"Nel 1921 si consumò a Rontagnano l'omicidio del primo fascista, il giovane Enrico Amici, venuto da Cesena per un comizio, ucciso da una schioppettata. Per questo fatto, durante il Ventennio, la piazza del castello fu a lui intitolata - conclude -. È sempre stata una delle parrocchie più popolose della diocesi sarsinate; sappiamo che nel 1608 gli abitanti erano 546; nel dopoguerra arrivavano a 1300; ora sono 300, servite dal parroco di Montecastello, don Maurizio Macini".

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