Festa della Madonna a San Martino di Sarsina

Alle ore 16 ci sarà la messa solenne celebrata dal parroco don Renato Serra seguita dalla processione fino alla “Mistedia” al Bivio di San Martino, con il canto delle litanie secondo la melodia sarsinate

Ubicato su un pianoro rialzato, San Martino offre al visitatore un panorama davvero gradevole. Un luogo, questo, che da oltre un millennio vede riunirsi i cristiani della zona. Saranno riuniti anche domenica per la festa della Madonna. Alle 16 ci sarà la messa solenne celebrata dal parroco don Renato Serra seguita dalla processione fino alla “Mistedia” al Bivio di San Martino, con il canto delle litanie secondo la melodia sarsinate. "Un culto a Maria antico, testimoniato anche da una statuetta seicentesca in legno, abbastanza rara - spiega don Daniele Bosi -. Durante il rinfresco le due grandi trombe “Geloso” storiche, del 1960, diffonderanno musica romagnola. Ogni anno questa è una occasione per ritrovare le persone originarie della parrocchia che, da 500 alla fine degli anni ’40, sono rimaste 62. Per i più svariati motivi le famiglie, dal 1954 hanno iniziato a trasferirsi alla “bassa” pur mantenendo i contatti e tornando a San Martino per queste occasioni, non dimenticando le date a loro care fin dall’infanzia. Anche se è stato oramai dimenticato, per secoli la parrocchia fu sede del “Vicariato di San Martino” al quale facevano capo le parrocchie, ora soppresse, di Pagno, Massa e Rivolpaio".

Prosegue Don Daniele: "Sul monte poco distante, Appozzo, in antico c’era il castello con un oratorio, del quale rimangono poche tracce, anche in seguito a lavori agricoli. Centodue anni fa, nel 1912, il parroco don Giuseppe Mariani apriva la “Cassa Rurale”, frutto dell’opera sociale dei cattolici nella Diocesi di Sarsina, della quale resta la piccola cassaforte a muro in una parete della canonica. La chiesa, che per i molti rimaneggiamenti può apparire recente, è di fondazione ultramillenaria, alcuni muri e le interessanti cantine sono dell’XI secolo. Negli anni ’60, ad opera di don Vittorio Morosi, parroco per 57 anni dal 1950 alla sua morte nel 2007, venne sistemato l’interno, aggiunto l’ingresso, rimpicciolita la canonica, nel’88 il nuovo altare e pavimento. La sorella di don Morosi, Afra, ha donato ad un custode diverse fotografie e filmine “ 8 mm ” da lui prodotte negli anni ’50 e ’60, che rappresentano documenti importanti, se non gli unici di quel tempo, della vita della comunità".

" Nel 2005 la chiesa, dichiarata inagibile, viene rinnovata con contributo della Regione con sistemazione del tetto, rifacimento di una parete laterale instabile, tinteggiatura interna ed esterna che ha dato nuovo volto a tutta la struttura, molto gradevole - viene ricordato -. Due anni fa le tre campane del “Brighenti” del 1930, di fattura straordinaria, sono state sistemate a dondolo sulle finestre espandendo maggiormente la loro voce. La canonica necessita di urgenti restauri in quanto ci sono notevoli infiltrazioni d’acqua in tutte le stanze. Fino agli anni ’60 erano attive tre scuole, una poco sotto la chiesa, una a Bonsignano e un’altra a Casalecchio. Alla domenica svolge la celebrazione da oltre cinque anni, in assenza del sacerdote, l’accolito Giampaolo Bernabini di Sarsina".

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