"Declaratoria de Gatteo", si firma l’atto ufficiale sulle origini degli architetti Antonelli

Con loro l'amministrazione comunale firmerà la "Declaratoria de Gatteo", atto di impegno tra Comune di Gatteo ed Icofort per il riconoscimento ufficiale di Gatteo quale luogo di origine degli Architetti Militari Antonelli

Consiglio comunale aperto alla cittadinanza, lunedì a Gatteo, dedicato a “L'eredità architettonica degli Antonelli da Gatteo nei confronti di Europa, Africa e America”: alle 20.30 nella sede municipale la firma della "Declaratoria de Gatteo" sarà un momento solenne di storia, cultura e approfondimento per tutta la comunità. Ospiti dell'evento saranno infatti i delegati internazionali di Icofort (International scientific committee on fortifications and military heritage), l’organo consultivo di Icomos relativo alle Fortificazioni e al Patrimonio Militare, in Italia per approfondire, tra le altre cose, il lavoro svolto dalla famiglia gatteese di architetti Antonelli.

Dopo il saluto del sindaco Gianluca Vincenzi interverranno quindi Milagros Flores Romàn e Adriana Careaga, presidente internazionale e vice presidente di Icofort, e Michele Paradiso, membro italiano di Icofort e docente di architettura all'Università degli Studi di Firenze. Con loro l'amministrazione comunale firmerà la "Declaratoria de Gatteo", atto di impegno tra Comune di Gatteo ed Icofort per il riconoscimento ufficiale di Gatteo quale luogo di origine degli Architetti Militari Antonelli.

Nativi di Gatteo, Giovanni Battista e Battista Antonelli, più i loro nipoti e discendenti diretti, furono protagonisti a partire dalla metà del XVI secolo e nell’arco di quasi cent’anni, di un’impresa che ha dell’eccezionale. Furono infatti architetti, ingegneri militari ed “idraulici”, come si diceva al tempo, in appoggio al mestiere delle armi, in epoche in cui prestare la propria opera intellettuale al servizio di potenze straniere era ritenuto normale sotto tutti i profili. Al servizio di Filippo II di Spagna (e quindi di Filippo II e di Filippo III), nel momento in cui l’aggressività dell’impero turco minacciava le coste del Mediterraneo, gli Antonelli costruirono quella rete di difesa fatta di torri costiere, di fortificazioni complesse di terraferma e portuali, che doveva garantire dagli attacchi del nemico e doveva favorire, a sua volta, la possibilità di sferrare attacchi. Seppero quindi coniugare insieme strategie militari e tecnologie difensive d’avanguardia per quei tempi, esportando quello che era l’orgoglio italiano dell’arte fortificatoria, ovvero il sistema baluardato.

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