E45, Tavolo per la gestione dei 10 milioni del governo: all'Emilia Romagna oltre la metà?

Sulla base dei criteri individuati dal Tavolo sull'emergenza, all’Emilia-Romagna spetterebbe il 56% delle risorse, alla Toscana il 12% ed all’Umbria il 32%.

Si è tenuta nel pomeriggio di lunedì la nuova riunione del Tavolo istituzionale per l’emergenza E45 alla presenza dell’Assessore regionale alle Attività produttive e ricostruzione post-sisma Palma Costi ed alla Responsabile dell’Agenzia regionale per il lavoro Paola Cicognani.
Presieduto dal Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini, nella sua qualità di Vice-presidente dell’Unione Valle Savio, il Tavolo ha registrato la partecipazione delle rappresentanze di CGIL, CISL, UIL, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, CNA, ANPAL Servizi, RETE PMI, Confcooperative.

La riunione ha rappresentato il primo incontro del percorso di gestione del fondo di 10 milioni di euro stanziato dal Governo con il Decreto Crescita a favore dei territori colpiti dalla chiusura della E45 ed ha avuto come oggetto il confronto tra regione e rappresentanze territoriali per la condivisione dei criteri di riparto fra le tre regioni alle quali è stato riconosciuto il fondo stesso, Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria.

La liquidazione dello stanziamento di 10 milioni di euro, infatti, seguirà ad un prossimo decreto ministeriale che assegnerà a ciascuna delle tre regioni, per cui è stato riconosciuto lo stato di crisi, una quota di stanziamento individuata in base a criteri di riparto condivisi fra le tre regioni e proposti al Ministero.

I criteri individuati al Tavolo di ieri si rifanno essenzialmente a quelli già utilizzati dalla Regione in situazioni di crisi, quali il numero di abitanti, lavoratori ed aziende esistenti nel territorio dei comuni per i quali sussistono le condizioni in forza delle quali ogni regione ha chiesto l’attivazione dello stato di crisi, che per l’Emilia-Romagna sono Verghereto, Bagno di Romagna, Sarsina, Mercato Saraceno, Sant’Agata Feltria, Sogliano, Roncofreddo e Cesena.

Sulla base di tali criteri, all’Emilia-Romagna spetterebbe il 56% delle risorse, alla Toscana il 12% ed all’Umbria il 32%.
A seguito di quanto concordato al Tavolo E45, l’assessore regionale Palma Costi proporrà i medesimi criteri ai propri colleghi di Toscana ed Umbria, così da procedere celermente con una proposta condivisa ed ufficiale al Ministero che venga recepita nel successivo decreto ministeriale di attribuzione delle risorse a ciascuna regione.

Una volta che il Ministero decreterà la distribuzione delle risorse, riprenderà il confronto tra Tavolo E45 e Regione per l’individuazione dei criteri per l’assegnazione dei contributi a favore di lavoratori e aziende danneggiati dalla chiusura della E45.

Intanto, sta terminando da parte dell’Unione Valle Savio l’istruttoria delle domande per il riparto del fondo di 500.000 euro messo a disposizione della Regione Emilia-Romagna, alla quale farà seguito la liquidazione delle somme, che si prevede avvenga già nei primi giorni di giugno.

Tutto fermo, invece, il fronte della riapertura ai mezzi pesanti del viadotto Puleto, ad oggi ancora “sotto perizia” disposta dalla magistratura, così come quello dei lavori di ripristino e riapertura della vecchia ex 3bis Tiberina, per i quali si attende l’autorizzazione della Soprintendenza di Arezzo.

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