E45, nuovo appello al ministro Di Maio: "Da soli questa emergenza non riusciamo ad arginarla"

Lo avevano già fatto il 23 gennaio scorso con una lettera, firmata dal presidente dell’Unione Paolo Lucchi e dal vicepresidente Marco Baccini

I sindaci dell’Unione Valle Savio e della Romagna, questa volta insieme ai loro colleghi della Valtiberina toscana e umbra, tornano a rivolgersi con una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali Luigi Di Maio per sollecitare interventi urgenti a sostegno della popolazione e delle imprese dei loro territori, gravemente colpiti dalla chiusura dell’E45, chiedendogli di fissare un incontro nei prossimi giorni. Lo avevano già fatto il 23 gennaio scorso con una lettera, firmata dal presidente dell’Unione Paolo Lucchi e dal vicepresidente Marco Baccini, nella quale si chiedeva l’interessamento immediato del Ministro, per garantire ammortizzatori sociali ai lavoratori, aiuti economici alle famiglie coinvolte ed aiuti alle imprese colpite, e anche in quel caso si segnalava l’esigenza di un incontro urgente.

"Ad oggi, tuttavia - scrivono i Ssindaci romagnoli, toscani e umbri nella nuova lettera - non abbiamo ricevuto un cenno in merito, mentre la situazione sta generando – per ogni giorno che passa – con conseguenze sempre più gravi per il tessuto socio-economico dei nostri territori e la previsione già delineata è quella di chiusure di aziende, licenziamenti, difficoltà a sostenere i maggiori costi da affrontare da parte di famiglie e lavoratori autonomi se non si adottano misure concrete ed immediate". I primi cittadini non nascondono la loro preoccupazione: "Se la situazione dovesse perdurare – avvertono -, i danni aumenterebbero esponenzialmente travolgendo anche tutto il settore turistico delle aree interne, dell’ Appennino e della costa romagnola, che vede nella E45 il collegamento con il resto dell’Italia e dell’Europa".

"La situazione è talmente grave ed ampia - prosegue la missiva - che le Regioni dell’Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria hanno decretato lo stato di crisi regionale ed hanno avanzato al Governo la dichiarazione di stato di crisi nazionale. Certo è che il problema è talmente impattante e grave che i territori e le Regioni da soli non riusciranno ad arginare un problema che ha dimensioni e ripercussioni ben più ampie e rilevanti". La comunicazione dei Sindaci si conclude con la richiesta di convocare nei prossimi giorni "un incontro per l’attivazione immediata e non ulteriormente rinviabile di un tavolo di gestione della crisi".

"Ci pare inspiegabile - commenta a latere il sindaco Lucchi - che il ministro Di Maio non abbia ancora trovato il tempo di rispondere alla  nostra lettera, vista l’estrema urgenza della situazione. Di fronte alle richieste di aiuto, ai veri e propri gridi di allarme, che in queste settimane stanno lanciando non solo gli enti locali, ma il mondo dell'impresa, i sindacati, le famiglie colpiti da questa vicenda, ci saremmo aspettati un pronto segnale di interessamento. Finora, però, come abbiamo visto, questi appelli sono rimasti ignorati, e credo che ciò sia molto grave. A questo punto, se non avremo risposta in tempi brevi, stiamo valutando, come sindaci ed amministratori dei territori colpiti, anche di organizzare una manifestazione davanti al Ministero. Solo in quel modo, probabilmente, il Ministro troverà modo di ascoltarci e di rendersi conto della gravità della situazione".

Forza Italia

Sulla questione interviene anche Anna Maria Bernini, presidente Gruppo Forza Italia al Senato: "La situazione non sembra essere ancora sbloccata, né sul fronte della richiesta di emergenza nazionale né sul fronte delle tempistiche per gli interventi. Le rassicurazioni non bastano: servono interventi, date, soluzioni concrete. Perché nel frattempo ci sono aziende, strutture ricettive, imprenditori che stanno registrando notevoli cali di fatturato per la chiusura di una arteria di collegamento strategica, e crescono i disagi e le difficoltà per cittadini, famiglie che hanno necessità di percorrere quotidianamente questo tratto stradale. Le ipotesi che si rincorrono in questi giorni riguardano prevalentemente l’individuazione di una viabilità alternativa e forse la riapertura per i mezzi leggeri solo nelle due corsie di sorpasso. Non vorremmo che, una volta adottate soluzioni-tampone, semplici ‘palliativi’, ci si adagiasse sugli allori, lasciando le comunità locali ad abituarsi all’emergenza e a convivere con un cantiere perenne e infinito, come accade già su diversi tratti della E45, condannando al declino interi territori. Questo non deve in alcun modo accadere. Restiamo accanto ai sindaci, alle popolazioni che stanno subendo gravi disagi, pronti a recepirne le istanze".

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