Due preziosi codici manoscritti sono stati restituiti alla Biblioteca Malatestiana

Due preziosi Codici manoscritti Malatestiani restituiti nella loro piena funzionalità agli studiosi e ai ricercatori, oltre a cinquecento volumi scientifici che andranno ad integrare il settore medico della Biblioteca

Dopo un certosino lavoro di restauro e pulizia, presentati  presso la Sala Lignea  due antichi codici del XV° secolo riportati al loro splendore originale grazie al finanziamento per gli ottanta anni della Casa di Cura San Lorenzino nella persona del dottore Raffaele Bisulli. Oltre al ripristino degli antichi testi, l'ospedale privato ha donato più di cinquecento volumi con i quali si potrà rinnovare completamente la sezione “Medicina e Scienze” spaziando dall'anatomia alla neurologia, dalla biologia alla chimica.

Nella fattispecie i due codici denominati S.V.1 e  S.V.2, entrambi di argomento medico,  contengono opere di Rahazes (Muhammad ibnZakaryaar-Razi) un noto medico scienziato arabo che visse tra i secoli nono e decimo dopo Cristo e a lui, oltre ad innumerevoli scoperte, si deve la prima descrizione conosciuta del morbo del  vaiolo. Il testo del volume S.V.1, composto da 272 carte, tradotto dall'originale lingua araba in ebraico,  venne trascritto in latino da SalimibnFarag (Faragius) di Sicila nel 1279. Entrambi  contengono parti del “Liber Elhavi” e il secondo, di 296 carte, fu fatto compilare dai suoi amanuensi direttamente da Malatesta Novello e per questo reca nella prima pagina il suo sigillo. “I due codici – ha detto la direttrice della Biblioteca Malatestiana Elisabetta Bovero – non erano in cattivo stato di conservazione, infatti il microclima della Sala del Nuti, oltre alle cure dei bibliotecari nei secoli, hanno permesso a questi e agli altri antichi testi di giungere intatti fino a noi. Ma, essendo composti di materiale organico, richiedono sempre qualche intervento come in questo caso sulla copertura rovinata dal tempo in alcuni punti, oltre alla rimozione della polvere che entrando dappertutto si annida tra le pagine. Questi interventi del privato su opere di valore e proprietà pubblica sono quantomeno encomiabili. Come in questo caso e in altri analoghi abbiamo prolungato la vita di materiali storici – culturali unici al mondo”.

“Per ricordare gli ottanta anni della Casa di Cura San Lorenzino – sottolinea Raffaele Bisulli – ci siamo chiesti cosa restituire ad una città che tanto ci ha dato. Certamente lo sguardo, oltre ad altre iniziative, è caduto sul grande bene storico classificato dall'Unesco come Memoria del Mondo che è la Biblioteca Malatestiana. Il restauro di codici medici per noi ha significato contribuire  all'integrità di  un valore cittadino - mondiale incommensurabile. Nello stesso tempo, sapendo come i volumi tecnici diventino presto obsoleti, abbiamo voluto offrire  più di cinquecento opere agli studiosi e agli studenti. Sono  moderni testi di medicina che  consentono di ampliare ancora di più l'offerta culturale dell'istituzione”. “Ben vengano queste sinergie tra pubblico e privato – ha concluso l'assessore Christian Castorri – sottolineo come mai in Cesena questo rapporto negli ultimi tempi si è risolto in maniera estremamente positiva dando alla città qualcosa che è suo grazie alla lungimiranza e alla volontà dell'iniziativa privata. Mi auguro che questo connubio possa continuare anche negli anni futuri”.


Piero Pasini
 

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