Divisioni nel M5S, la fronda: "Ci hanno perfino messo il lucchetto per non farci incontrare"

Non c'è aria di rappacificazione nel Movimento 5 Stelle cesenate, la divisione scoppiata in seguito alle diverse idee sul  regolamento per candidarsi alle amministrative 2019

Non c'è aria di rappacificazione nel Movimento 5 Stelle cesenate, la divisione scoppiata in seguito alle diverse idee sul  regolamento per candidarsi alle amministrative 2019 sembra essere diventata una frattura insanabile. Questo è dovuto anche al fatto che il regolamento pare essere stata l'ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso che era già abbastanza colmo. "Già alle ultime assemblee prima del 2 ottobre, data in cui abbiamo votato il nuovo regolamento a maggioranza, la gente era veramente poca - spiega Claudia Ceccaroni, una delle portavoce - Non erano contenti del regolamento, della gestione. Insomma c'era un po' di disagio. Bastava entrare dalla porta per sentirlo". Poi dopo il 2 ottobre e la smentita pubblica sul regolamento votato dalla maggioranza da parte di Capponcini e Guiduzzi, la separazione tra due gruppi che finora era sulla carta è diventata reale. "Non ci hanno fatto più entrare nella sede, di proprietà di Barberini - spiega ancora Ceccaroni - dicendoci via chat che la sede non era più disponibile. E infatti c'era un lucchetto. Poi abbiamo saputo che quella sede sia stata riaperta ma solo per pochi". 

Così ora i 21 attivisti (la base attiva del Movimento 5 Stelle di Cesena ne conta 25) si ritrovano in una sede provvisoria in attesa di ristrutturare uno spazio in via Bovio 579. "Innanzitutto vorrei dire che noi non siamo i ribelli e non abbiamo nessuna intenzione di portare allo sfascio il movimento - spiega Claudia Ceccaroni - noi siamo la base, quella che nel movimento è sempre contata più di tutto. Il principio dei 5 Stelle è sempre stato che dal basso si va verso l'alto e noi cerchiamo di mantenerlo. Io come portavoce ho il dovere di dare ascolto alla maggioranza. Se la maggioranza decide che è meglio una cosa invece dell'altra, io devo prenderne atto. Ci dispiace molto per quello che sta accadendo e spero ancora nel buonsenso di quelli che ci hanno chiuso la porta in faccia. Sono sempre molto positiva e spero che si ravvedano lasciando lavorare gli attivisti e quelli che si vogliono mettere in gioco come nuovi candidati. Nessuno di noi, tra l'altro, chiude la porta in faccia a Capponcini, per noi ottimo candidato. Saremo ben contenti, c'è un regolamento, quello votato dalla maggioranza, e lui con i due curricula che ha può tranquillamente aspirare a prendere un voto finale altissimo". 

Il rischio, infatti, è che anche a Cesena, com'è già accaduto a Rimini e a Ravenna, essendoci più di due liste che chiedono il logo ufficiale del Movimento 5Stelle, alla fine non venga data la certificazione a nessuna delle due. E, visto che molti elettori votano il simbolo e non le persone, una mancata certificazione potrebbe avere conseguenze politiche rilevanti. Ci sono pochi mesi per ricucire lo strappo anche se a questo punto sta diventando più una sfida contro i limiti di carattere di ognuno che una corsa contro il tempo.

Nel frattempo Claudia Ceccaroni e il gruppo di attivisti va avanti in vista delle amministrative. "Andiamo avanti con le iniziative, con le assemblee e i banchetti che facciamo tutte le settimane - conclude la portavoce - Stiamo raccogliendo le candidature e abbiamo fatto un questionario rivolto ai cittadini per capire le loro esigenze. La parola d'ordine resta: lavorare con la base". 

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