CRC, il comitato risparmiatori scende in piazza: "Città indifferente e omertosa"

Spiega l'organizzatore, Davide Fabbri: "Una nostra instancabile battaglia, giusta e necessaria, nel vuoto e nell'indifferenza della stragrande maggioranza del ceto politico e sociale della città"

Con un corteo da Piazza Almerici fino alla sede legale della banca, sabato, a partire dalle 10 protesta il Comitato Difesa Risparmiatori della Cassa di Risparmio di Cesena. Si parte alle 10 da Piazza Almerici (zona Biblioteca Malatestiana) per arrivare a piedi all'ex Zuccherificio, alla sede legale della Cassa Risparmio Cesena.

Spiega l'organizzatore, Davide Fabbri: “Una nostra instancabile battaglia, giusta e necessaria, nel vuoto e nell'indifferenza della stragrande maggioranza del ceto politico e sociale della città. Le iniziative giuste vanno portate avanti, con forza e determinazione, per stare dalla parte di chi si è visto calpestare diritti elementari. Con questo corteo chiediamo alla città - troppo spesso addormentata, indifferente ed omertosa su questi temi - un risveglio collettivo; chiediamo agli attuali amministratori della banca l'attivazione dell'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, ora indagati dalla Procura della Repubblica di Forlì per gravi reati”.

Per Fabbri “di fatto i risparmi di una vita in azioni di 13.200 soci privati sono stati cancellati. Colpiti soprattutto i piccoli risparmiatori. Molte persone anziane, che si sono fidate ciecamente della banca. Da anni raccontiamo la crisi profonda della CRC e dei centri di potere ad essa legati. Nessuno sentiva, vedeva, parlava. La politica del governo locale, le ultime dirigenze della CRC e Fondazione CRC, hanno tentato di nascondere maldestramente la polvere sotto il tappeto. Tutto questo non è servito per fare pulizia. Semmai ha fatto aumentare ancora di più il cattivo odore dell’ambiente. Sostenere la tesi della solidità del sistema bancario, continuare a rassicurare ideologicamente come hanno fatto in tanti, è stato un tentativo maldestro di mascherare o non raccontare la verità. Un vuoto di credibilità senza precedenti. Ora la verità viene a galla, prepotentemente. Gli azionisti e i dipendenti della banca incominciano ad aprire gli occhi venendo a chiederci analisi e documenti”.