Coronavirus, i primi 2 casi in Italia, panico anche a Cesena? I ristoranti cinesi dicono no

Cinesi nell'occhio del ciclone in città? A sentire i ristoranti no: "La situazione veramente critica è a Wuhan". Intanto accertati i primi 2 casi in Italia

"Abbiamo due casi accertati di coronavirus in Italia". L'annuncio del Premier Giuseppe Conte arriva nella tarda serata di giovedì, precisando che si tratta di turisti cinesi, venuti in vacanza nel Belpaese. Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto che sono state già predisposte tutte le misure precauzionali: i due sono stati infatti isolati presso l'ospedale Spallanzani di Roma. "No agli allarmismi", ha affermato subito il ministro Roberto Speranza.

"L'insorgenza di casi di Coronavirus in Italia è un fatto abbastanza normale se pensiamo alla statistica, visto che in Europa ci sono 10 casi - ha spiegato il ministro della Salute, in conferenza stampa a Palazzo Chigi  - Era abbastanza probabile, lo dicevano già da tempo i nostri scienziati". "Sono fiducioso che la situazione rimarrà confinata - ha precisato il premier Conte - Il ministro Speranza ha già adottato un'ordinanza che chiude il traffico aereo da e per la Cina".

La coppia di cinesi ricoverata allo Spallanzani è originaria della provincia di Wuhan. Secondo quanto si è appreso erano arrivati dieci giorni fa, il 23 gennaio a Milano. Dopo alcune tappe per l'Italia sono arrivati a Roma.

Già 170 morti e quasi 8mila casi di contagio

Le ultime notizie dicono che per l’Organizzazione mondiale della Sanità il Coronavirus è “un’emergenza globale”: 170 morti dall’inizio dell’epidemia e oltre 1700 nuovi casi di contagio nelle ultime 24 ore che portano a quasi 8mila le persone colpite da questo misterioso virus, nato in Cina.

L'epidemia, che ha come epicentro la città di Wuhan, nella provincia di Hubei. ha creato una vera e propria psicosi mondiale.  Il terrore di un possibile contagio cresce, anche a Cesena. Lo dimostra un episodio raccontato dalla cronaca locale, di uno studente cinese di una scuola superiore della città, che rientrato dal Capodanno cinese, è stato prima deriso dai compagni, e poi al centro di un vero e proprio caso. I genitori hanno chiesto al preside di metterlo in quarantena, facoltà ovviamente non riconosciuta alla dirigente scolastica.

I ristoranti cinesi: "Non è cambiato niente, i clienti vengono"

Cinesi nell'occhio del ciclone in città? A sentire i ristoranti no. Giovedì sera  però sono non più di quattro o cinque i tavoli occupati al "Nuovo Secolo", uno dei ristoranti cinesi più grandi della città, in via Cervese. Ma la titolare, piuttosto laconica assicura: "Qui non c'è nessun calo di clienti, la situazione è normale". Più loquace la collega cinese del ristorante "Altamarea" di via Fra Michelino: "Forse la paura qui in Italia è anche troppa, la situazione veramente critica è a Wuhan, io sento tutti i giorni i miei parenti che sono in Cina e sono tranquilli. I clienti? Non è cambiato niente, sono clienti di fiducia e continuano a venire".

Intanto potrebbe essere la Cecchignola, in base a quanto riporta l'Adnkronos, la struttura individuata per ospitare gli italiani che, su base volontaria, saranno rimpatriati da Wuhan nelle prossime  ore a bordo di un volo civile con personale del ministero della Difesa. La città militare alle porte di Roma, viste le sue caratteristiche, potrebbe essere la struttura più idonea ad ospitare i connazionali rientrati dalla Cina nei 14 giorni di quarantena a cui dovranno essere sottoposti una volta arrivati in Italia. E' per questo una delle ipotesi più accreditate tra quelle su cui si sta indirizzando l'Unità di crisi sull'emergenza coronavirus.

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Nessun caso in Emilia Romagna

Nessun caso di Coronavirus in Emilia-Romagna, ha sottolineato la direttrice generale Cura della persona, Salute e Welfare della Regione, Kyriakoula Petropulacos, subito dopo la prima riunione del gruppo di coordinamento attivato dall’assessorato alle Politiche per la salute per garantire un collegamento costante tra Regione e Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna. “Come previsto in situazioni di questo tipo, sono già state messe in campo misure tutelanti. La nostra Regione si è immediatamente attivata, in stretto contatto con il Ministero e l’Istituto superiore di sanità, e abbiamo già fornito indicazioni precise a tutte le Aziende Usl del territorio".

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