Colonie abbandonate, controlli della Polizia Locale: scovati tre intrusi

La rilevante presenza di colonie a Cesenatico trova riscontro fin dalla seconda metà del Novecento

Dopo l'invito inviato a tutti i proprietari o curatori fallimentari delle colonie cesenaticensi che versano in gravi condizioni di abbandono e di degrado, specialmente in zona Ponente, si stanno avendo i primi risultati in ordine alla messa in sicurezza con ogni mezzo di difesa passiva o di impedimento fisico teso ad ostacolare l'utilizzo abusivo, e incompatibile con lo stato precario delle colonie stesse. Questo in ottemperanza dell'ordinanza sindacale del 23 aprile 1997, nonché dell'articolo 31-ter del "Decreto Sicurezza" [Legge 1 dicembre 2018, n. 132] in merito alle occupazioni arbitrarie di immobili. Ed in relazione a questi interventi è stato predisposto un servizio di controllo, nella mattinata di lunedì, dell'unità antidegrado/controllo di vicinato  della Polizia Locale di Cesenatico per lo sgombero delle Colonie "Leone XIII",  "Mare e Sole" e  "San Francesco". 

La presenza di intrusi è stata rilevata solo nella Colonia Leone XIII: erano tre extracomunitari  in regola con i permessi di soggiorno che sono stati poi identificati e allontanati dalla struttura. Questo per dare modo poi, alla ditta, di approntare interventi tesi a impedire l'ingresso e lo stazionamento abusivo nelle colone stesse. La rilevante presenza di colonie a Cesenatico trova riscontro fin dalla seconda metà del Novecento quando, a seguito dell'accresciuto tenore di vita, prese l'avvio il cosiddetto “turismo di massa” con un aumento di strutture ricettive; invece per i figli dei meno abbienti si realizzarono le colonie estive, specie nella zona Ponente.

Enti religiosi, parrocchie, Comuni, ma anche le grandi aziende italiane, sentirono la necessità di ridare speranza e stabilità alle famiglie, attraverso i soggiorni marini offerti ai figli delle classi operaie. Dagli Anni Ottanta cominciò la decadenza: con il calo delle nascite, e condizioni economiche migliorate  le colonie persero la loro finalità e gran parte di queste chiusero i battenti e vennero abbandonate a se stesse. Difficoltà si aggiunsero nel tempo con i vari passaggi di proprietà di detti immobili, fallimenti e nuove intestazioni o divisioni di proprietà, che rendono tuttora problematico rintracciare i diretti interessati anche per un semplice sfalcio dell'erba nelle aree cortilizie di pertinenza o per eseguire opere strutturali tese a mettere in sicurezza i predetti immobili fatiscenti. Ora si sta correndo ai ripari. 

"Ringrazio il Comandante e i nostri agenti della Polizia Locale - commenta il sindaco Matteo Gozzoli - per il prezioso lavoro svolto, in questo caso, a supporto dei proprietari che si sono resi disponibili, a seguito della nostra lettera, a mettere in atto tutte le misure necessarie per impedire l’occupazione abusiva delle colonie abbandonate. Su questo argomento, anche grazie alla supervisione della Prefettura, proseguiremo le attività anche nei prossimi mesi per impedire che si verifichino ulteriori situazioni di degrado".
  
 

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