Col libro "Sguardi" Pedrelli torna all'antica passione: "Scrivere ti fa sentire onnipotente"

"E' uno sguardo a 360 gradi sull'umanità. Non c'è un filo conduttore preciso, mi sono divertito a scrivere di situazioni e di personaggi ispirati dalla mia quotidianità"

Dopo l'impegnativo incarico di traghettare la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena fuori da un periodo molto difficile, l'ex presidente dell'ente Guido Pedrelli, è tornato a una sua grande passione: scrivere. Autore già di quattro libri, uno storico e tre romanzi, Pedrelli sabato 30 novembre alle 17, al Palazzo del Ridotto, presenterà il suo ultimo libro dal titolo "Sguardi", una raccolta di 26 racconti.

"E' uno sguardo a 360 gradi sull'umanità - spiega Guido Pedrelli - Non c'è un filo conduttore preciso, mi sono divertito a scrivere di situazioni e di personaggi ispirati dalla mia quotidianità o di particolari che mi colpiscono".

Che temi ha trattato nei suoi racconti?

"Ho scritto di mignotte e di brave donne, di preti santi e di preti così così, di partigiani e di fascisti, di ragazzi e di anziani. Scrivo perché guardo il mondo e lo metto in bella copia. Scrivere dà letizia e ti fa sentire onnipotente perché decidi i destini di ignari e impotenti personaggi che sono alla tua mercé".

Il racconto a cui è più legato?

"Difficile dirlo. I racconti sono come i figli, li ami tutti ugualmente. Non tutti però danno le stesse soddisfazioni. Dai miei scritti appare anche il mio impegno sociale e le mie scelte di vita. Però, così a caso potrei parlare del racconto che si intitola "Il figlio del nemico". In poche pagine cerco di spiegare il dramma delle donne violentate durante la guerra e che poi si ritrovano a dover allevare e amare un figlio frutto di uno stupro. Mi piace molto scrivere di donne, sono più positive e concrete degli uomini. Pensano, sentono e decidono. Gli uomini, invece, spesso  non pensano, non sanno che fare e non decidono. Oppure, potrei parlare del racconto che si intitola "La famiglia Sintoni", la storia di un contadino che, da convinto socialista, nel periodo della fine della grande guerra contrasta l'arrivo del fascismo me prende un sacco di botte. Stanco della sua lotta decide di ritirarsi dalla politica e fa due figli che, in nome dei suoi ideali, chiama rispettivamente Libero e Franco. Uno segue la sua strada e condivide i suoi valori, l'altro si affianca al fascismo diventandone un sostenitore. Andrà a combattere in Spagna insieme a Franco e poi succede che... Ma mi fermo perché non voglio raccontarvi come va a finire".

Quanto ci ha messo a scrivere i racconti?

"In verità li ho scritti in due momenti. Il primo è stato quasi quattro anni fa quando, in occasione di un racconto per il libro "Prove d'amore" ci presi gusto e mi lasciai prendere la mano: ne misi nel cassetto una ventina. Poi ho avuto l'incarico alla Fondazione e, visto l'impegno che ha richiesto, non ho più scritto. A maggio, quando ho lasciato l'incarico, ho ripreso in mano la penna e ne ho scritti altri, senza alcuna presunzione di pubblicarli. Durante una serata di lettura ne ho letti alcuni davanti ai miei amici e, con un po' di stupore, mi hanno invitato calorosamente ad andare avanti e a pubblicarli. Alla fine mi sono convinto anch'io. E sono qui".

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Al pomeriggio di presentazione, oltre all'autore, interverranno Roberto Casalini, editore, Lelia Serra, attrice, Ilario Sirri, attore e Paolo Chiavacci violinista. Seguirà aperitivo. 

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