Comuni più virtuosi ed efficienti d'Italia, Cesena scala la classifica: è quinta

Lo studio si basa su "fabbisogni standard", calcolati tenendo conto della dimensione del territorio, della popolazione e della situazione finanziaria

Pisa è il Comune più virtuoso ed efficiente d'Italia, almeno dal punto di vista finanziario. L'indicatore di efficienza è pari a 139,50 punti, il secondo Parma, 85,31 punti, il terzo - Padova, 71,92. Seguono in classifica Piacenza (71,31 punti), e poi l'ottimo piazzamento di Cesena (61,38). Restando in Romagna, Forlì è 14esima (44,72 punti), Rimini 22esima (13,48 punti) e Ravenna 23esima con 11,62 punti.

Il metodo

La classifica riguarda i 52 Comuni, nonché capoluogo di provincia, con più 80 mila abitanti nelle regioni a statuto ordinario. La classifica è stata stilata dall'Osservatorio sui Conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano.I dati sono stati raccolti dalla Sose Spa, una società creata dal Ministero dell'economia e dalla Banca d'Italia per organizzare e trasformare in conoscenze utili le informazioni sulla finanza locale.

La classifica utilizza un indicatore di efficienza basato sul confronto tra un indicatore di spesa e un indicatore di offerta di servizi. L’indicatore di spesa ci dice di quanto la spesa di un comune differisce dalla spesa “standard” (o fabbisogno standard) che un comune con certe caratteristiche dovrebbe avere. L’osservazione di una spesa superiore allo standard non indica necessariamente una inefficienza. La spesa potrebbe essere maggiore dello standard perché il comune offre una maggiore quantità di servizi. È per questo che, per misurare il grado di efficienza, occorre confrontare se un eccesso della spesa rispetto allo standard può essere spiegato dall’indicatore di offerta, che invece misura quanto la quantità offerta di servizi differisce dalla media.

Questo confronto, tra indicatore di spesa e indicatore di offerta, viene effettuato per sei funzioni svolte dai comuni: la viabilità ed il territorio, l’istruzione pubblica (inclusi gli asili nido), le funzioni generali di amministrazione e controllo (es. gestione del personale comunale), le funzioni di polizia locale, i servizi inerenti al settore sociale a carico dei comuni (es. strutture residenziali di ricovero per anziani) e lo smaltimento rifiuti.  L’indicatore di efficienza complessiva è calcolato come media ponderata dei sei indicatori

I risultati

L’indicatore di efficienza  risulta dalla combinazione degli indici di spesa e di offerta. Per esempio, il comune in vetta alla classifica, Pisa, risulta primo perché con una spesa non molto di poco superiore allo standard, riesce a offrire servizi in quantità molto superiore alla media per una città di quelle dimensioni. Seguono Parma, Padova e Piacenza che registrano una simile composizione di punteggio: una spesa standard molto vicina rispetto a quella storica e un punteggio in termini di quantità di servizi offerti piuttosto alta.

A metà classifica troviamo quei comuni che registrano un indicatore di efficienza prossimo allo zero, ovvero quelle città per cui uno scostamento della spesa viene compensato da uno scostamento di pari entità nella quantità dei servizi offerti. Fanno parte di questa categoria comuni come Milano, Novara, Andria e Roma. La composizione dei punteggi, però, raccontano storie differenti. Mentre i due capoluoghi lombardi offrono un livello dei servizi decisamente più alto rispetto agli altri (circa il venti per cento maggiore rispetto alla media), ma a costi un po’ più elevati, Roma tende ad offrire un livello di servizi decisamente più basso, ma caratterizzato da costi più bassi.

Lucchi: "Non ci culliamo sugli allori ma è un premio per il Comune"

"Non serve a nulla cullarsi sugli allori quando si primeggia, così come non è utile deprimersi quando si deve rimontare sugli altri. Però la classifica dell’Osservatorio Cottarelli, che vede quello di Cesena indicato come il quinto Comune più virtuoso in Italia per efficienza e rete di servizi, è un premio. Prima di tutto lo è per la struttura del Comune – dal Segretario Generale Manuela Mei, all’ultimo dei dipendenti assunti poche settimane fa –, che ha operato sempre con grande professionalità e volontà di cambiamento, così come lo è per i cesenati, che hanno spesso sperimentato novità nella gestione dei servizi scolastici, sanitari, ambientali, di Polizia municipale, attendendo con pazienza che divenissero di alto livello, come oggi ci viene autorevolmente riconosciuto".

"Un “premio” particolare, per come la vedo io, andrebbe poi assegnato al vice Sindaco Carlo Battistini, che in questi 10 anni ha costruito le basi di questa virtuosità, dedicandosi con grande tenacia all’abbattimento del debito comunale (passato dai 494 euro per ogni cesenate del 2009, che ci ponevano al terzo posto in Regione, ai 173 attuali, che ci collocano penultimi in Emilia-Romagna), alla lotta all’evasione fiscale, al contenimento dei costi ed alla riduzione della pressione tributaria (che, con 650 euro pro capite, ci vede abbondantemente primeggiare in Regione come il Comune meno “esoso” verso i cittadini)".

"E poi non dimenticherei neppure i percorsi di partecipazione per i cittadini, ben sintetizzati con le centinaia di proposte elaborate e gli oltre 10.000 votanti-protagonisti delle ultime edizioni di “Carta Bianca”, così come il ruolo sempre più autorevole assunto da Quartieri, divenuti una vera e propri culla del volontariato cesenate".

"Va tutto bene? Naturalmente no, sarebbe sciocco affermarlo. Molto resta da fare per rendere Cesena sempre più all’altezza delle aspettative dei suoi abitanti, orgogliosi della nostra comunità, ma anche consapevoli di doverla rendere ancora più accogliente ed efficiente. Ma forse i dati dell’Osservatorio Cottarelli garantiranno qualche ragione di riflessione anche a coloro che, spesso non conoscendola neppure, hanno offerto una descrizione caricaturale di Cesena. Così non è: non solo perché lo dicono i dati, ma anche perché i cesenati lo sanno bene".

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