Cesena si conferma capitale del Cicap: "Battaglia ai no-vax e alle bufale online"

Il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) da ben 30 anni, l'anno in cui venne fondato da Piero Angela, ha lo scopo di promuovere l'indagine scientifica

Piero Angela e Massimo Polidoro

Per il secondo anno il Cicap-Fest, una tre giorni densa di eventi di ogni tipo, si svolgerà a Cesena (da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre) col titolo "Il valore dei fatti nell'era della post-verità". Forse non tutti sanno cos'è il Cicap, ma tutti, nell'era di internet, conoscono i danni che provocano le bufale, le fake news, il clickbaiting, gli allarmismi e le truffe. Ecco il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) da ben 30 anni, l'anno in cui venne fondato da Piero Angela, ha lo scopo di promuovere l'indagine scientifica e critica sui cosiddetti fenomeni paranormali e più in generale sulle pseudoscienze. In pratica, appellandosi ai fatti e alla scienza, cerca di smontare le varie balle che sempre più girano in rete e ci rendono vittime di credenze che al giorno d'oggi prendono il nome di teorie del complotto, leggende metropolitane, falsificazioni storiche. 

Il convegno - trasformato in vero festival -  sarà composto da decine di incontri, conferenze, dibattiti, panel, laboratori, workshop, performance, reading, spettacoli, mostre e molto altro. E parteciperanno 80 relatori, tra cui Piero Angela, lo scrittore e chimico Marco Malvaldi, Silvio Garattini, Enrico Mentana, Massimo Picozzi, giornalisti di Focus, il cesenate Lorenzo Rossi, e artisti come Raul Cremona, il mago Silvan, la Banda Osiris. Per capirne un po' di più abbiamo fatto una chiacchierata con Massimo Polidoro, giornalista e segretario nazionale del Cicap. 

Siete un'associazione nazionale, come mai per il secondo anno avete deciso di fare il vostro festival a Cesena?
"
Nel 2015 bbiamo trovato una bellissima accoglienza sia da parte dell'amministrazione comunale che della stessa città. Eppoi qui abbiamo un nostro attivissimo socio, Lorenzo Rossi, che si occupa di organizzare tutta la macchina del festival. Preziosissimo".  

Qual è la vostra mission?
"Cerchiamo di riportare i discorsi, riguardanti salute, clima, ora anche i terremoti, sui fatti. Vogliamo far capire che le opinioni non sono fatti. Pensi che io da giovane ero molto attratto dall'occulto, dal paranormale, forse un po' come tutti i giovani. Poi col tempo, pur ricordando il potere che può avere l'occulto sulle persone, ho cercato di capire cosa ci fosse dietro all'irrazionale, mi sono interrogato criticamente, ho cercato di capire dove stesse la verità. E così ho trovato il Cicap che mi ha dato le risposte che volevo, in una continua ricerca scientifica". 

Ma perchè in un'era in cui dovremmo essere tutti più informati, la gente è più fragile e crede a chi urla più forte?
"E' un momento in cui le autorità e le istituzioni hanno perso di credibilità. E questo ha minato molto il senso di fiducia generale. Succede che le persone tendono a fare di tutta l'erba un fascio, se non va una cosa, allora non va tutto. La sfiducia nelle istituzioni ha fatto sì che si incrinassero anche le certezze scientifiche, che, invece noi sappiamo, non sono decise a maggioranza. Sono decise sulla base dei fatti. Con la mancanza di punti fermi, la gente non si fida più di nessuno, anzi direi che tende a fidarsi di più a chi urla al complotto senza analizzare il contenuto".

Internet è il veicolo ideale per le bufale? 
"Eh sì. Internet è uno strumento straordinario che può consentire lavori altrimenti inaccessibili. Ma come tutti gli strumenti ha anche i suoi lati negativi: c'è chi ne approfitta, chi ne abusa, chi non lo sa usare. Lo sbaglio è prendere per oro colato quello che passa da internet e mettere sullo stesso piano il parere dell'amico con il parere dell'oncologo". 

Ci si può difendersi dalle bufale? Ci dà qualche consiglio...
"Intanto bisogna chiedersi chi fa un'affermazione. Ovvero ogni volta che leggiamo qualcosa accertarsi sulle fonti. Se non si capisce subito chi è che parla difficilmente è una notizia attendibile. Chi vuole mettere in giro fake news resta sempre generico. E' necessario invece distinguere i fatti dalle opinioni. Se qualcuno la mattina si sveglia e ci racconta che la terra è piatta è lui che deve portare le prove, non noi che dobbiamo fare un atto di fede. In più bisogna diffidare dei titoli strillati e delle notizie pazzesche non riprese da altri giornali. Se nessun giornale internazionale o nazionale ne parla, non è perché c'è un complotto che blocca le notizie, ma più semplicemente è perché non sono vere".

Sui vaccini cosa ne pensa il Cicap?
"I vaccini sono uno strumento che ha permesso di salvare milioni di vite. Il pensare che sia un pericolo e non un deterrente di una malattia abbassa la copertura generale e fa tornare patologie molto serie. Tutti oggi quando pensano ai vaccini pensano automaticamente anche all'autismo e questo è accaduto perché il dottor  Andrew Wakefield, medico inglese radiato dall'albo dei medici, dopo aver inventato un vaccino alternativo aveva messo in giro la voce che i vaccini "classici" provocavano l'autismo. E tutto questo per incoraggiare la vendita del suo prodotto. Di scientifico non c'è assolutamente nulla, c'è l'interesse di un medico".  

C'è una soluzione a questo dilagare di bufale? Basterebbe  una certificazione della notizia?
"E' un processo difficile. Perché poi ci sarà qualcuno che chiederà chi è che certifica i certificatori? Se arriviamo alle notizie col bollino, poi la gente pensa che quelle sono le notizie del potere. Da parte loro i giornalisti potrebbero limitare il sensazionalismo. Poi noi come Cicap stiamo lavorando molto sulla formazione dei giovani. Stiamo per firmare accordi con Ministero dell'Istruzione per fornire materiale e persone che facciano un po' di formazione a scuola, portando il metodo di analisi critica, di ricerca delle fonti. Anche a Cesena, prima del festival, andremo nelle scuole a fare lezioni su come andare a caccia di bufale e riconoscerle, o su come navigare sicuri. 

La bufala più bufala?
"Ce ne sono alcune ridicole del tipo che il mondo sia invaso dai rettiliani. O bufale più preoccupanti come quella del negazionismo sul riscaldamento globale". 

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