In centro chiude anche la Tim e porta tutto nei centri commerciali: "Il conta-clienti non mente"

E' un'ecatombe. Già dall'inizio di gennaio 2017 si contano tre cessazioni di attività commerciali in centro storico a Cesena senza che nessuno, al momento, ne raccolga il testimone

E' un'ecatombe. Già dall'inizio di gennaio 2017 si contano tre cessazioni di attività commerciali in centro storico a Cesena senza che nessuno, al momento, ne raccolga il testimone e che  vanno ad aggiungersi alle centinaia chiusure  degli ultimi anni. Nonostante i toni orientati verso un cauto ottimismo usati  dall'amministrazione comunale commentando i risultati economici e di pubblico registrati durante le festività appena concluse  continua lo stillicidio  della moria  di aziende che hanno caratterizzato da sempre il centro storico.

Si registra quindi che ha cessato l'attività l'edicola in piazza Fabbri di fianco al palazzo del Ridotto, sul luogo dalla fine della guerra, stessa sorte per la ultra trentennale storia  del negozio di abbigliamento Zama che in questi giorni sta attuando una svendita per cessata attività e il più recente, ma non per questo meno noto, “Original Marine” in via Strinati. In altri tempi le attività commerciali cambiavano semplicemente padrone mantenendo spesso il nome di quello uscente, ma oggi neanche metterle sul mercato  perchè manca la fiducia. Di questo si rende partecipe Moreno Gozi che proprio in questi giorni ha chiuso il proprio punto Tim in corso Mazzini 38 quasi di fronte a Zama. Più fortunato perchè in questo caso si tratta di una riduzione di attività perchè gli restano altri due punti al Centro Commerciale Lungo Savio e nel complesso del Montefiore.

"Il negozio di via Mazzini – dice Moreno Gozi ancora rammaricato per la chiusura – l'avevo messo su nel dicembre del 2010. Sono l'unico riferimento Tim di Cesena e fino a ottobre di due anni fa l'attività mi permetteva di reggere economicamente con un affitto per nulla basso occupando un commesso fisso più altri a rotazione a seconda delle necessità”. “I guai e il calo di reddittività sono cominciati – continua Gozi – nell'ottobre di due anni fa con la chiusura del parcheggio di piazza della Libertà. I clienti man mano con lo scorrere del tempo si sono sempre più rarefatti. Posso dire che in breve tempo, visto che il negozio possiede un apposito strumento per permettere a chi viene di avere il proprio numero per avvicinarsi al banco e quindi so con certezza quanti entrano, la media di circa centosettanta persone al giorno, si è ridotta a ottanta/cento con variazioni sempre in meno mai in più. Ovviamente non tutti quelli che entrano poi acquistano, quasi sempre sono servizi gratuiti che noi diamo mentre le spese generali sono sempre quelle, questo mi ha portato alla  chiusura anche perchè  aumentavano i clienti negli altri due  centri  nei supermercati ”.

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“Di rimando in questo arco di tempo  – continua Moreno Gozi – la stessa clientela e i fruitori del centro storico sono cambiati, l'età media si è molto alzata e non basta l'affluenza leggermente superiore dei giorni di mercato. Il futuro, permanendo questo stato di crisi generale e una politica del centro storico che certamente non favorisce il commercio al dettaglio, sono i centri commerciali dove in brevi spazi le persone trovano tutto dalla lavanderia agli alimentari al bar fino ad arrivare all'elettronica, ai telefoni e all'abbigliamento”.
 

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