Chiude un localino del centro, ma la crisi non c'entra: "Ho troppi progetti a cui badare"

Per tanti locali che aprono ce n'è anche qualcuno che chiude. Purtroppo il cartello cedesi attività è apparso alle vetrate dell'enoteca

Per tanti locali che aprono ce n'è anche qualcuno che chiude. Purtroppo il cartello cedesi attività è apparso alle vetrate dell'enoteca Vivì all'angolo tra via Fra' Michelino e via Cesare Battisti. Locale all'avanguardia per Cesena  con quell'aria francese, un po' vintage, ha anticipato un certo modo di fare ristorazione in città. Era un contenitore particolare senza una precisa connotazione. Si partiva dalle colazioni con torte fatte a mano, ma non era bar. Si passava a pranzi veloci, informali, sempre curati ma non era un ristorante. E poi l'aperitivo dove il buon vino non mancava mai e le sere dei fine settimana, quando era impossibile trovare anche un posticino per mettersi a sedere.
La sua chiusura, però, non deve rattristare molto perché non chiude per difficoltà ma perché Enrico Giunchi, il titolare, non ce la fa a portare avanti tutti i progetti a cui da anni sta lavorando.  

Enrico Giunchi, come ci racconta, prima di tutto, è un imprenditore agricolo, un contadino. Ha 100 ettari di terra da lavorare, tra la sua azienda agricola "Terregiunchi" in via Tranzano a Rio Marano e le altre porzioni di terra nei dintorni di Cesena (Madonna dell'Ulivo, Ponte Pietra, Ponte Abbadesse Montiano...) produce oltre 7 mila quintali di frutta biologica l'anno e produce ottimo vino. Ma non solo. E' l'organizzatore di Scamporella, iniziative serali estive gastronomiche e musicali che si fanno nella sua azienda ed è anche titolare di "Agricola" Casa Cucina Bottega in via Cesuola a Rio Marano. 

"Alla fine mi sono reso conto che non ce la facevo più a gestire Vivì, non riuscivo più a esser lì nemmeno una volta a settimana - spiega Giunchi - così ho deciso di vendere chiavi in mano. Ho avvertito i ragazzi lasciando loro l'estate per ricollocarsi, che è il periodo migliore e poi ho chiuso definitivamente. Ma, ovviamente, non voglio svendere perché è un locale che ha storia, appeal". 

La novità, però, è che Vivì, comunque vada, non morirà perché Enrico Giunchi ha già in mente di incorporare la sua "anima" nella nuova osteria che aprirà tra breve nell'azienda agricola di Rio Marano, dove ora organizza Scamporella insieme all'amico Andrea Cappelletti. "Non si chiamerà Vivì però voglio che mantenga la memoria di quel locale - spiega Giunchi - Sarà un'osteria molto semplice, come semplici sono i prodotti della terra e la voglia di far festa. Lì c'è tutta la mia vita, sono nato su quella collina, ci sono diventato grande. Non voglio autoincensarmi ma mi piace ricordare che a differenza di altri, che per poter aprire un agriturismo si mettono anche a coltivare un po' di terra, io sono un agricoltore vero. Poi, solo dopo anni di lavoro, ho pensato di condividere con gli altri la mia passione aprendo una fattoria didattica, un agriturismo e organizzando iniziative. Sono biologico dal 1996, quando molti non sapevano nemmeno cosa fosse". 

Insomma chiude Vivì, in attesa di un valido acquirente che abbia voglia e capacità di valorizzare un locale in un'ottima posizione, ma lo spirito di chi ha pensato "Vivì" non muore affatto. Anzi si sposta in campagna per raccontare un'altra storia, la storia di chi lavora la terra e di chi ama i ritmi delle stagioni. In fondo una storia che ha fatto diventare grande Cesena. 

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