Sfruttamento in riviera, lavora 14 ore al giorno per mille euro

Le ore settimanali effettivamente lavorate erano 98, in assenza del giorno di riposo, con mansioni scandite da ritmi disumani: 48 stanze da pulire assegnate a due persone per una paga di 1000 euro al mese. Il tutto in un albergo di Cesenatico

Redazione 13 agosto 2012
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Le volontarie ed i volontari dell'Associazione Rumori Sinistri fa hanno incontrato una lavoratrice romena assunta in qualità di cameriera ai piani in un albergo di Cesenatico: inizialmente le era stato attivato un contratto a chiamata per il mese di aprile e maggio tramutato poi da giugno in un contratto di 36 ore settimanali. Le ore settimanali effettivamente lavorate erano in realtà 98, in assenza del giorno di riposo, con mansioni scandite da ritmi disumani: 48 stanze da pulire assegnate a due persone per una paga di 1000 euro al mese.

A metà luglio la lavoratrice cade a terra stremata dalla fatica, chiede l’intervento del 118 e dopo una certa resistenza da parte della datrice di lavoro viene trasportata con l’ambulanza al Pronto Soccorso dove gli operatori che l’hanno soccorsa riferiscono al medico che si tratta di “Episodio lipotimico con caduta a terra senza p.d.c. (perdita di coscienza) e pronta ripresa. Soggetta a ritmi di lavoro senza adeguato riposo, stress, dorme poco, mestruazioni non regolari, cefalea.”

La diagnosi riportata in una nota dall'associazione, è la seguente: “Lipotimia senza p.d.c. in corso di stress psicofisico”. Prescrizioni: “Terapia per 10 gg con Xanax, adeguato intervallo di riposo giornaliero”. Prognosi: “Tre giorni di riposo medico”

Al ritorno in albergo per riprendere il lavoro - rendono noto Rumori Sinistri -, la lavoratrice subisce pressioni psicologiche affinché aumenti il ritmo nello svolgimento della sua mansione: più volte viene ripresa dalla datrice di lavoro per aver dichiarato al medico del Pronto Soccorso le ore effettive di lavoro. Dopo qualche giorno viene assunta in albergo una terza cameriera ai piani e alla lavoratrice le viene comunicato il suo licenziamento in tronco prima della fine del contratto di lavoro".

"Quest’ultima - si legge - trovandosi senza lavoro da un giorno all’altro chiede nuovamente l’aiuto e il supporto  dell’associazione Rumori Sinistri e si decide insieme un percorso di denuncia che sfocerà nel deposito di una querela contro l’albergatrice per maltrattamenti. Dopo questo ennesimo episodio di grave sfruttamento lavorativo all’interno delle strutture alberghiere presenti sul nostro territorio riteniamo importante fare una breve riflessione, a partire proprio dalla diagnosi e dalla prescrizione effettuata dal medico che ha visitato la lavoratrice. Sono sempre più frequenti i casi di lavoratrici stagionali che vengono trasportate al Pronto Soccorso in seguito a svenimenti causati da stress psicofisico".

"Diversamente dagli altri casi, questo ha inizialmente suscitato la nostra attenzione dal momento che la terapia assegnata alla lavoratrice consiste nell’assunzione di un farmaco utilizzato per curare la depressione. Esiste un ampia letteratura sul tema degli stati modificati di coscienza che si sviluppano in soggetti sottoposti a carcerazione o a forzata permanenza in ex istituti psichiatrici, ovvero le istituzioni totali. I “reclusi” mettono in campo una serie di dispositivi utili a poter resistere alla detenzione".

"E’ anche lecito parlare di dissociazione psichiatrica in riferimento ad una serie di comportamenti che danno origine a bipolarismo psichico, scissione della personalità, “divenire altro”, comportamenti finalizzati alla sopportazione di una costrizione. Non esageriamo quando diciamo che gli alberghi assomigliano sempre di più ad istituzioni totali, dove il corpo recluso e sottoposto a maltrattamenti e a ritmi disumani attiva quei meccanismi sopra citati".

"Il caso di questa lavoratrice ci sembra emblematico di una situazione comune a molti  stagionali sui quali si esercita il pieno e totale controllo e manipolazione del corpo e della psiche. Il medico ha prescritto quel farmaco dal momento che si è trovato di fronte una paziente non pienamente in grado di mettere in campo forme di autodifesa. Ma perché scomodare la farmacologia psichiatrica, quando sarebbe sufficiente rispettare il contratto collettivo nazionale del lavoro?".

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2 Commenti

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  • Avatar di Davide

    Davide Niente di nuovo sotto il sole. Da sempre i rtmi di lavoro sulla riviera sono questi, nessuno (o pochi) effettua i riposi settimanali, nessuno lavora le 6 ore e 40 al giorno previste dal CCNL ma tutti lavorano molto di più. Se poi regaliamo anche il lavoro a chiamata è fatta. Esistono alberghi in cui tutti i lavoratori stagionali rumeni che alloggiano in albergo sono assunti come lavoratori a chiamata e registrati per pochi giorni al mese. E i giorni non registrati cosa fanno, vanno in spiaggia? Se c'è un controllo non c'è problema. I lavoratori sono stati "addestrati" a rispondere agli ispettori con le solite frasi: "lavoro 6 ore e 40 al giorno" "Percepisco la paga sindacale" "Non ricordo quanti giorni ho lavorato" e via dicendo. Tutti ovviamente sanno che un cuoco di un albergo che mette a tavola 200 persone al giorno per meno di 3500/4000 euro al mese non esce neanche di casa. Ma fare del nero fa comodo a tutti, spesso anche al lavoratore che poi paga meno tasse e usufruisce di più agevolazioni. Ma la realtà è questa e gli organi di vigilanza non dispongono di armi efficaci per contrastare il fenomeno.

    il 13 agosto del 2012
  • Avatar di claudio pistocchi

    claudio pistocchi 14 ore al giorno in certi lavori non sono un anomalia cosi grande io personalmente ho fatto in passato diversi periodi con questi orari e non ho mai avuto problemi l'unica differenza è che guadagnavo molto di più!!

    il 13 agosto del 2012