Cesenatico, Mr Cubanito schiera sulla spiaggia la sua Italia multicolore

Tra Cesena e Rimini le storie dei 90 animatori scelti dall’artista siciliano di stanza a Valverde:tra loro molti nuovi italiani. Tutti in maglia azzurra contro il razzismo e per l’integrazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Su quindici spiagge tra Cesenatico e Rimini è attiva la squadra di animazione della Fiats, novanta giovani da tutta Italia selezionati da Francesco Gibilaro, formatore, capo-animatore, showman e trasformista, noto al grande pubblico come MrCubanito e Lola Star, la drag-queen “per tutta la famiglia”. Cubanito ha scelto di mostrare in uno dei suoi recenti spettacoli, ai bagni Aurora-Arlecchino di Cesenatico, i volti di alcune sue speciali collaboratrici unite da due elementi: essere ottime animatrici in questa estate romagnola 2018, indossare la maglia azzurra perché tutte loro sono nuove italiane, alcune come Ilaria, 17 anni, addirittura nate nel nostro Paese.

“Sono nata a Milano, originaria del Brasile, studio, e nel frattempo lavoro. Sono una cittadina italiana, e ne vado fiera, anche se per molti motivi in realtà dovrei vergognarmene perché al giorno d’oggi i diritti non spettano a tutti come realmente dovrebbe essere e si stanno diffondendo sempre più forme di razzismo, anche nei confronti di coloro che danno il massimo per questo paese pur non essendone originari”. Quasi per nulla dissimile il pensiero di Promise, 20 anni, collega di Ilaria al secondo anno da animatrice a Cesenatico. Anche lei è nata in Italia, a Crema, da madre nigeriana che ha sposato un uomo italiano “quello che poi è diventato il mio papà a tutti gli effetti visto che mi ha donato anche il suo cognome” racconta la giovane animatrice. “Il mio vero padre non lo conosco. Sono una cittadina italiana e penso che in Italia ci siano troppe cose che non vanno, c’è ancora troppo razzismo, troppe distinzioni e i diritti non sono uguali per tutti”. Dalla politica non si sente rappresentata al punto che vorrebbe non andare a votare “ma dicono che bisogna andarci, quindi ci vado” dice.

Melody ha 17 anni e vive a Spoleto in Umbria. È di origini cubane, dove è nata, ma pure lei ha ormai la cittadinanza italiana e una prospettiva più ottimista delle colleghe. “Sono arrivata qua in Italia quando avevo 5 anni perché mia mamma si è sposata con mio papà che è Italiano. Sono contenta di essere nata in questo periodo storico-sociale perché c’è un’immediata reattività a qualunque informazione. Mi piace stare in mezzo alle persone e conoscerle il più possibile, sempre con molto rispetto ed educazione, come mi hanno insegnato i miei genitori”. Puleng ha 18 anni, è nata in Sudafrica ed è in Italia da otto anni. Vive in provincia di Cremona ed è pure lei cittadina italiana. “Ho frequentato la scuola primaria e secondaria qui. Sono in Italia perché mia madre si è sposata con un italiano e ci siamo trasferiti qua per lui. Sono cresciuta bene, circondata da gente che mi ha sempre accolta, senza alcun pregiudizio per il colore della mia pelle e ho sempre fatto esperienze diverse che mi hanno aiutata tanto a integrarmi”.

Tra le esperienze importanti annovera quella che sta facendo in Romagna con MrCubanito. “Sono davvero felice di queste giovani e di un gruppo che non fa distinzione di colori” dichiara Francesco Gibilaro. “Il razzismo e anche solo i suoi pericolosi echi si sconfiggono con i fatti, la vita quotidiana, la forza di indossare una maglia azzurra di una Nazionale e di una Nazione che deve capire il valore e la ricchezza che deriva dalle diversità dei propri figli, ovunque essi siano nati e che anzi dovrà sconfiggere le paure e iniziare davvero a riconoscere come figli anche i tanti nati qui che ancora di fatto sono senza patria. Noi con il nostro lavoro, grazie a una terra e a persone meravigliose come i romagnoli - conclude Cubanito - riusciamo a veicolare serenamente e con il sorriso sulle labbra questo tipo di messaggi che altrove sono invece più difficili da diffondere. Tutti dobbiamo fare del nostro meglio”.

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