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Beccata la banda del flessibile: è dietro le sbarre

Si chiamano Angelo (26 anni) e Romolo Negro (29 anni); gli uomini del Posto di Polizia estivo e della Squadra Mobile di Forlì li hanno fermati a Cesenatico dopo un inseguimento da film americano

Alessandro Mazza23 luglio 2012
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Sgominata la “banda del flessibile” che ha messo a segno svariati colpi nel Nord Italia molti dei quali nel forlivese. Si chiamano Angelo (26 anni) e Romolo Negro (29 anni); gli uomini del Posto di Polizia estivo e della Squadra Mobile di Forlì li hanno fermati a Cesenatico dopo un inseguimento da film americano. Nell'auto che guidavano e in due camper gli agenti hanno trovato refurtiva e attrezzi del mestiere da far concorrenza ad una ferramenta. Piede di porco, mazzetta, scalpelli, targhe false, contanti e flessibile sono solo alcuni degli oggetti sequestrati. I due, che erano latitanti, sono in carcere a Forlì.

La cattura. Sabato mattina gli agenti hanno effettuato il controllo del camper di una nomade italiana che sospettavano fosse la convivente di uno dei due malviventi fermati. Alla Polizia la donna ha dichiarato di vivere da sola. Gli agenti però, non convinti della versione della nomade, hanno deciso di appostarsi e tenere sorvegliato il camper. L'intuizione ha portato i suoi frutti: a un certo punto, infatti, è arrivata una Renault Megane nera, già segnalata alle forze dell'ordine perchè era stata avvistata in alcune zone del forlivese colpite da furti. Dall'auto sono scesi due uomini: Romolo Negro e Angelo, anche lui latitante con un anno di galera da scontare. I due sono nomadi Sinti e alla vista degli agenti, nonostante fossero in borghese, si sono subito insospettiti e dati alla fuga.

Erano le 11 quando è iniziato l'inseguimento sulla Statale 16 di Cesenatico. I due fuggitivi, nella folle corsa per seminare le volanti della polizia, a un certo punto hanno fatto un'inversione pericolosa che li ha portati a schiantarsi contro un'altra auto. Uno dei due è scappato nei campi a piedi ma i due poliziotti della Squadra Mobile di Forlì sono riusciti a prenderlo. L'altro ha raggiunto un vicino distributore di benzina e ha tentato di rubare un'auto con una donna e due bambini a bordo mentre il marito era a pagare alla casa interna. Il proprietario dell'auto però si è accorto di quello che stava accadendo ed è subito corso a fermarlo. Dopo una breve colluttazione, il malvivente ha cambiato mira e ha tentato di rubarne un'altra, anch'essa occupata da una donna. Secondo tentativo andato male perchè, anche in questo caso, il marito della malcapitata è riuscito a intervenire tempestivamente e a far fuggire l'uomo. Così ha raggiunto un anziano che passava in bicicletta e lo ha scaraventato a terra per sottrargli il mezzo. Un passante, vedendo la scena, è intervenuto e nella colluttazione con il malvivente si è rotto un polso, guarirà in 20 giorni. Poi è arrivata la volante della Polizia che gli ha stretto le manette ai polsi.



Chi sono. Romolo e Angelo Negro sono nomadi dell'etnia Sinti. Sono due pezzi da novanta, sono esperti in furti e hanno colpito soprattutto in Piemonte. Colpivano lontano da dove sostavano con un'auto e due camper “puliti”. Prima di mettere a segno i colpi  cambiavano la targa per depistare eventuali segnalazioni, poi prendevano di mira appartamenti con casseforti e non si facevano scrupoli a forzare inferriate e spaccare muri pur di arrivare al bottino. Tra gli oggetti sequestrati anche degli scanner per ascoltare le frequenze delle forze dell'ordine ed eludere eventuali controlli. Come già detto, entrambi erano latitanti, dovevano scontare anni di carcere per reati contro il patrimonio. Romolo otto anni, Angelo un anno. Quando sono stati fermati, alla fine del rocambolesco inseguimenti, hanno anche fornito documenti falsi. Un reato che si aggiunge a una lunga lista.

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I reati contestati. A quelli che già devono scontare, si aggiungono i reati di tentata rapina aggravata e continuata (le due auto al distributore), rapina aggravata (la bicicletta presa al passante), resistenza a pubblico ufficiale, possesso di oggetti atti allo scasso, possesso di documenti falsi, possesso di oggetti atti ad offendere, lesioni gravi a cui si aggiunge l'aggravante della latitanza. Anche Angelo dovrà rispondere di questi reati tranne che per rapina e lesioni.

Tra gli oggetti sequestrati c'è anche un taglierino, un trapano e duemiladuecento euro in contanti in tagli da 50 e cento. La donna che era con loro è stata identificata, anche lei è già nota alle forze dell'ordine, ma al momento è in libertà visto che non le è ascrivibile alcune reato e in più era insieme ad un bambino.
Il responsabile della Squadra Mobile Claudio Cagnini ha posto l'accento sull'efficace ed efficiente collaborazione tra gli agenti del Posto di Polizia estivo e gli uomini della Squadra Mobile di Forlì. “E' sicuramente una delle operazioni più importanti degli ultimi mesi” ha concluso congratulandosi con gli agenti e con Vito Mazzilli a capo del presidio di Polizia di Cesenatico.

Cesenatico
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7 Commenti

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  • Avatar di beppe

    beppe grazie alle persone dal profilo alto e nobile e dalla cultura strabordante, abbiamo una legislazione di mxxxa che protegge queste mxxxe, quindi a noi le tasse e le inferriate, a loro la libertà di fare quello che vogliono e i sussidi. tol in te cxx

    il 24 luglio del 2012
  • Avatar di Giuseppe

    Giuseppe Ma quanto carcere sconteranno ???????????????
    Sicuramente poco.
    Mandiamoli a lavorare ....... ci sono tante strade da riparare

    il 23 luglio del 2012
  • Avatar di Francesco Valbonesi

    Francesco Valbonesi mi raccomando trattateli bene...

    il 23 luglio del 2012
  • Avatar di Longobard

    Longobard I sinti sono considerati "minoranza",per questo motivo sono tutelati e godono di privilegi,la commissione Esteri della Camera ha recentemente chiesto il riconoscimento delle lingue rom e sinti tra le minoranze linguistiche,la norma e' stata approvata......
    Io invece vorrei imparare una sola frase in lingua sinti:carcere duro con lavori forzati....

    il 23 luglio del 2012
  • Avatar di zenigata

    zenigata ..nomadi dell'etnia Sinti..
    musica per le mie orecchie.....

    il 23 luglio del 2012
  • Avatar di antonio brogliato

    antonio brogliato se questo paese sapesse guardarsi allo specchio abbandonerebbe il garantismo e comincerebbe con l'abolire la sospensione condizionale della pena......con casi come questi la detenzione in galera dovrebbe essere collegata all'integrale risarcimento di tutti danni fatti, anche allo Stato per le spese processuali....anche con il lavoro all'interno del carcere...........ergo se hai terminato la pena ma non hai ancora risarcito per intero le parti continui a stare dentro....

    il 23 luglio del 2012
  • Avatar anonimo di Twittina

    Twittina ...e buttate via la chiave.
    Ma non ho capito il fatto che la nomade fosse con un bambino. Ma era suo figlio? O era lì per caso??

    il 23 luglio del 2012