Cesena no-slot, ecco perché la sfida sarà direttamente ai grandi colossi del gioco

Chi gioca? Soprattutto uomini sopra i 40 anni, ma anche donne, spesso anche anziane. Anche in questo caso in pole position, però, ci sono i cinesi

Agenzie di scommesse e Sale Vlt di Cesena preoccupate per la legge regionale anti-gioco d'azzardo? Secondo quanto annunciato dal sindaco a dicembre, quelle a meno di 500 metri da luoghi sensibili, dovrebbero iniziare a ricevere le notifiche della mappatura effettuata dal Comune e, a quel punto, avrebbero solo 6 mesi per decidere cosa fare: spostarsi o chiudere. Ma il problema, pur grande, sembra riguardarli non proprio direttamente. Infatti tutti i gestori di questo tipo di attività hanno stipulato contratti di collaborazione con aziende come la Sisal, la Snai, la Snaitech e altre simili anche più piccole, contratti che per la maggior parte terminano tra qualche anno. Insomma, la sfida potrebbe essere tra Comune e colossi del gioco e non tanto con i singoli gestori delle sale.

E' quello che, infatti, spiega a CesenaToday Patrizio dell'agenzia Sisal Match Point in viale Europa, a fianco dell'Università di Architettura. "Io sono titolare del bar che è all'interno del punto Sisal ma per quanto riguarda la parte delle scommesse sono un loro collaboratore. Ho un contratto che la Sisal mi ha rinnovato fino al 2024 - spiega Patrizio - Per ora non ho ricevuto notifiche dal Comune, quando arriveranno le girerò alla Sisal e saranno loro a decidere cosa fare. Qui ci sono anche altri 8 dipendenti. E' ovvio che se vogliono chiudere io, come mi ha spiegato l'avvocato, farò valere il contratto di collaborazione che ho con loro fino al 2024". 

Stessa situazione per Michele che, 50 metri dal Sisal Match Point, gestisce "Buena Sorte", una sala VLT, di videolottery e slotmachine. "Anch'io ho un contratto con Snaitech fino al 2024 - spiega - ho anche fatto investimenti per migliorare il locale. Sarà Snaitech a decidere cosa fare: se fare ricorso, se trasferirsi oppure chiudere. Anche se io ho la mia idea e cioè che trasferirsi non serve a molto, chi vuole giocare fa anche chilometri per giocare. Anzi in questo modo spenderà anche i soldi della benzina..." 

Patrizio che Michele tracciano i profili della clientela che passa tutti i giorni nel loro locale. Spiegano quindi che le scommesse non sono un settore con cui le agenzie guadagnano, la parte da leone la fanno le videolottery (si gioca con le banconote) e le slot machine (con le monete). Snai, Sisal e le altre agenzie trattengono il 10% sull'intero giocato delle videolottery mentre il 35% sulle slot machine. "Se in questo punto si facessero solo scommesse - spiega Patrizio - la Sisal potrebbe chiudere. Il guadagno c'è sulle macchinette". 

E chi gioca? Soprattutto uomini sopra i 40 anni, ma anche donne, spesso anche anziane. Anche in questo caso in pole position, però, ci sono i cinesi. "Sono quelli con più soldi liquidi - spiega Michele - lavorano molto, guadagnano e poi vengono qui a giocare. Io chiudo alle 23 e spesso ho gente che bussa alla porta dopo le 23 per giocare ancora. Sono io stesso ogni tanto a dire loro di andare a casa, di non pensarci più..."

Sia Michele e Patrizio sono concordi nel sostenere che il gioco nelle loro sale è più riservato e tutelato che nei bar e tabacchi. "Da noi, innanzitutto, ai minori di 18 anni è vietato l'ingresso mentre in tabaccheria o nel bar entrano tutti, bambini, ragazzi...tutti - conclude Michele - Entrando in un bar o una tabaccheria anche chi non gioca vede gli altri che lo fanno, non è un bell'esempio. Mi sembra strano, infatti, che abbiano fatto una legge che penalizzi prima luoghi come i nostri che comunque sono vietati ai ragazzi, con vetri scuri e controllati, che un luogo aperto a tutti e quindi più pericoloso". 

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