Condannato il custode del cimitero di Ruffio. Pena da 32mila euro

Giuseppe Sarcinella è stato condannato. Secondo l'accusa portava a casa il marcatempo per timbrare il cartellino in orario, presentandosi in ufficio in ritardo e uscendo prima

Giuseppe Sarcinella, il custode del cimitero di Ruffio, è stato condannato. Secondo l'accusa avrebbe portato a casa la marcatempo per timbrare il cartellino in orario presentandosi in ufficio in ritardo e uscendo prima dell'orario consentito. Sarcinella si è presentato oggi, giovedì, davanti al giudice Trinci del Tribunale di Cesena. I reati a lui contestati sono quelli di appropriazione indebita e truffa aggravata nei confronti di un ente pubblico.

Nei giorni scorsi, con una lettera inviata ai giornali, Sarcinella ha chiesto scusa del proprio comportamento e ha annunciato le sue dimissioni. Non si sa se l'ammissione di colpevolezza abbia influito sulla sentenza letta in mattinata dal giudice, che gli ha imposto cinque mesi di reclusione, poi convertiti in pena pecuniaria pari a 32mila euro (pena sospesa).

Il fatto è stato scoperto la settimana scorsa quando i carabinieri di Cesena lo hanno raggiunto sul posto di lavoro per poi recarsi a casa sua e avere maggiori riscontri delle ipotesi dell'accusa che sono state confermate. Secondo i primi riscontri questa prassi andava avanti da mesi, da quando cioè alcuni lavori nell'edificio hanno fatto sì che il marcatempo non fosse più saldamente ancorato al muro. Invece che rimetterlo al suo posto,  secondo gli inquirenti , l'uomo avrebbe escogitato un comportamento che però non è passato inosservato. Infatti è stato il Comune di Cesena a presentare l'esposto in procura.

Sempre l'amministrazione Comunale ha reso noto, a poche ore dal fermo, di aver aperto un procedimento disciplinare, con l'adozione di un procedimento cautelare di sospensione. Questo in attesa degli esiti dell'udienza di merito. Nel week end scorso, invece, è giunta una lettera firmata dallo stesso Sarcinella che, a pochi giorni dall'udienza in Tribunale, ha scritto: “Voglio chiedere scusa a tutti per il mio gesto non professionale, sicuramente ho fatto arrabbiare tanti cittadini e la mia amministrazione […]. Mi è stata notificata una sospensione di 2 mesi dal lavoro in attesa del giudizio, ma ho deciso di licenziarmi. [...] Al di là della pena, sono convinto che questo sia un piccolo gesto per farmi perdonare da tutti voi”.
 

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