Causa sui "Gessi", l'appello salva il Comune: confermati gli 1,2 milioni di risarcimento

La Corte di Appello di Bologna ha emesso la sentenza sulla vicenda dei ‘Gessi’, respingendo gli appelli proposti

La Corte di Appello di Bologna ha emesso la sentenza sulla vicenda dei ‘Gessi’, respingendo gli appelli proposti e confermando, così, la decisione presa a suo tempo dal Tribunale di Forlì che, in primo grado, aveva quantificato il danno dovuto alla società Al Monte srl in 1.166.595 euro oltre alle spese. La decisione è stata presa venerdì mattina. 

Il 30 ottobre scorso, per tutelare gli interessi del Comune, la Giunta comunale aveva deciso non solo di contestare l’appello della società Al Monte (che chiedeva di riformare la sentenza chiedendo ulteriori 1.400.580 euro), ma anche di proporre un contrappello. Spiega una nota del municipio: “E anche allora, come sempre nel corso di questa vicenda, l’Amministrazione comunale ha operato con trasparenza, impegnandosi a garantire la massima informazione verso il Consiglio Comunale e verso l’opinione pubblica. In particolare, del caso si sono più volte occupate la I e la V Commissione consiliare, che hanno ricevuto ed esaminato tutta la documentazione relativa, non esprimendo per altro alcuna indicazione sull’orientamento in vista dell’udienza di appello”.

Per il Comune “questa sentenza della Corte di Appello di Bologna segna un momento importante, perché con essa si esauriscono i gradi di merito”, lasciando solo la possibilità di ricorrere in Cassazione. “Ma soprattutto è importante perché, respingendo ogni altra pretesa del ricorrente, sancisce che il Comune non dovrà pagare nient’altro”, sempre la nota. La vicenda riguarda la stabile del ristorante 'I Gessi' e delle sue “verande”, le superfici coperte che il Comune prima autorizzò e poi rinnegò, imponendo la rimozione. 

Conclude la nota: “Resta aperta, naturalmente, la procedura presso la Corte dei Conti, alla quale sono già stati trasmessi tutti gli atti per l’accertamento del danno erariale e delle relative responsabilità. Ricordiamo che la disciplina prevede la rivalsa per un danno causato all’ente da parte di amministratori e dirigenti, ove esista l’elemento soggettivo della colpa grave. Nel caso la Corte dei Conti individui responsabilità di questo tipo, chi ha arrecato il danno sarà chiamato a risarcirlo”.

Riconoscono nella nota il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini: “Certamente, la vicenda dei Gessi va annoverata tra quelle che hanno avuto un esito giudiziario non favorevole e che dunque non si condivide, ma che comunque va rispettato. Si tratta di un errore amministrativo fatto in passato nel corso della Amministrazione precedente, come può capitare, e di una vicenda dolorosa per la comunità intera, che comunque deve veder prevalere il rispetto per la legalità e quindi anche l’accertamento della responsabilità. La cosa più importante è che la sentenza odierna della Corte d’Appello ci dà la certezza che il Comune di Cesena adesso non deve sborsare ulteriori somme”.


La questione 

Tutto è partito nel giugno del 2001: il Comune di Cesena bandì una gara pubblica per assegnare l’immobile di via del Monte 1534, da adibire a ristorante, mettendo a carico dell’aggiudicatario ogni spesa d’allestimento e una somma annuale, a corrispettivo dell’uso. Nel 2009 la società Al Monte – concessionaria del bene immobiliare comunale – chiuse il ristorante “I Gessi” per mancanza del certificato di agibilità definitiva. La veranda esterna del ristorante (destinata a contenere gran parte della clientela) era divenuta nei fatti abusiva dopo la scadenza dell'autorizzazione temporanea, disposizione ritenuta illegittima dalla magistratura. La veranda fu rimossa con ordinanza sindacale di demolizione del 15 novembre 2011. La società Al Monte srl, titolare della concessione comunale, successivamente fece causa al Comune, affermando di aver subìto un ingiusto danno, avendo intrapreso un progetto impegnativo di attività economica senza aver ricevuto dal Comune un adeguato avviso circa la dubbia legittimità del titolo edilizio che avrebbe consentito la realizzazione della veranda.

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