Aumentano i maleducati al mare, ecco il decalogo per il bon ton da spiaggia

Il Codacons chiede che il decalogo sia esposto in tutti gli stabilimenti balneari dell'Emilia Romagna

Il Codacons rileva come negli ultimi anni, anche in virtù dell’avvento dei social network, la maleducazione “da spiaggia” sia in pericoloso aumento. "Troppi i bagnanti che al mare si comportano come se la battigia fosse tutta di loro proprietà e come se gli altri non esistessero, rovinando il relax dei vicini di ombrellone". Un fenomeno che riguarda anche le spiagge dell’Emilia Romagna.

Ecco allora il decalogo del Codacons, un vademecum del “bon ton” da spiaggia, frutto dell’elaborazione delle proteste ricevute dall’associazione. L’associazione invita tutti gli stabilimenti balneari dell’Emilia Romagna ad esporre al pubblico questo decalogo, in modo da rendere le vacanze più piacevoli per tutti.

Telefonino? No grazie. Al primo posto delle lamentele degli italiani c’era proprio lui, il telefonino. A quanto pare nemmeno in vacanza riusciamo a farne a meno. Ma al vicino di ombrellone, che magari sta cercando di fare un meritato riposino, non interessa sapere i fatti vostri. Se proprio non potete farne a meno, escludete la suoneria, i toni della tastiera e conversate almeno a voce bassa. Se volete ascoltare la radio, infine, fatelo con la cuffia.

Social network. Oramai è imperativo condividere foto e video dalla spiaggia con i propri follower. Attenzione però perché gli altri bagnanti potrebbero non gradire essere ripresi in immagini, video e dirette, né essere fotografati a loro insaputa e finire sulla pagine Fb o Instagram altrui. Si rischia inoltre di violare il diritto alla privacy e di commettere veri e propri reati.

Schizzi e spruzzi. E’ salutare entrare in acqua gradatamente. Se non lo volete fare, peggio per voi. Ma almeno evitate di tuffarvi con dei tonfi da barile schizzando il vicino che da ore sta cercando di adattarsi gradatamente alla temperatura dell’acqua gelata.

Campo di calcio e castelli. La spiaggia non è un campo di calcio. Se c’è uno spazio allestito allo scopo, ben venga una partitella, altrimenti ricordatevi che gli altri non sono contenti di ricevere le vostre pallonate in testa o sulla pancia. Stesso discorso per racchettoni o frisbee. Va bene fare il classico castello, ma c’è un limite a tutto. Se il bambino vuol fare la pista per le biglie non può occupare mezza spiaggia costringendo gli altri bagnanti a salti mortali per non rovinare la pista.

Sport acquatici. Basta con i pericolosi e rumorosi acquascooter o barche a motore che arrivano fino a riva. Rispettate le leggi in materia.
Il mare non è una pattumiera! Non gettate le cicche di sigarette o la carta del gelato sulla sabbia. I resti del vostro pranzo non sono cibo per pesci.

Ambulanti. Sappiate che vendono merce contraffatta e di pessima qualità. In ogni caso, se non c’è niente che vi interessi, si può dire un fermo "No grazie", senza bisogno di inscenare una discussione o contestare per 3 ore il prezzo per poi non acquistare nulla.

Cani. Laddove è permesso portarlo in spiaggia, ricordatevi di tenerlo sempre vicino a voi, con guinzaglio (o guinzaglio e museruola se è una razza a rischio di aggressività). Non lasciate che seppellisca zoccoli, lecchi chiunque si avvicini o sollevi valanghe di sabbia.

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