Con la promessa di farli diventare youtuber adescava e violentava minorenni. La moglie lo aiutava

Un bidello dell'istituto comprensivo di Rimini è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e di adescamenti di minori per effetto di un'ordine di custodia cautelare del tribunale di Forlì

Riusciva a entrare in confidenza con giovanissimi adescandoli durante gli eventi che coinvolgono famosi dj, gare e spettacoli che si sono tenuti a Cesenatico, Savignano Mare e Rimini. Circa una decina quelli che, secondo le accuse, sarebbero caduti nella sua rete, tutti giovani tra i 14 e i 17 anni di Rimini, dei comuni del Rubicone, di Forlì ma anche di Milano. Mettendo assieme buone capacità tecniche di montaggio di video e competenze su questo mondo, millantava anche contatti con le star del settore, sfruttando semplici foto scattate coi vip in momenti pubblici. Con tutto questo faceva balenare ai giovani irretiti la possibilità di “sfondare” in questo star system, di fatto isolandoli dalle loro famiglie. Il tutto per entrarci in intimità e, secondo le accuse, condurli ad atti sessuali, in almeno due casi documentati dagli inquirenti. Il contesto era quello di fragilità dei  giovani bersaglio delle sue attenzioni, sia di carattere adolescenziale, sia magari per contrasti in famiglia. Per abbagliarli ancora di più si proponeva anche dotato di capacità magiche, usando i tarocchi.

VIDEO - Le parole usate secondo l'accusa per adescare i ragazzini 

Un bidello di un istituto comprensivo di Rimini è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e di adescamenti di minori per effetto di un'ordine di custodia cautelare del tribunale di Forlì, richiesto dal pm Lucia Spirito della Procura della Repubblica di Forlì. L'uomo, 35 anni, avrebbe agito a margine di feste, gare ed eventi con famosi dj molto seguiti dai giovanissimi per irretire ragazzini. Da questo primo contatto iniziavano quindi relazioni fatte di chat e messaggi (alcune che proseguivano tutta la notte) in cui il bidello si presentava  in un misto di manager di youtuber e influencer, ma anche amico confidente e tenero amante. Circa una decina i ragazzi che hanno creduto al 35enne. In due casi, la Squadra Mobile di Forlì e il Servizio centrale operativo della Polizia – che hanno condotto le indagini - hanno identificato anche dei palpeggiamenti, baci e delle effusioni – avvenuti nell'abitazione del bidello e in macchina - che configurano l'ipotesi di reato di violenza sessuale.

Sempre secondo le accuse a dare una mano era la moglie del 35enne, disoccupata, che alle famiglie dei minorenni irretiti – dubbiose su questo soggetto che prometteva fama e successo - presentava il marito come una persona affidabile, padre di  figli piccoli. Per questo anche lei, 35enne, è stata denunciata a piede libero per i soli adescamenti. I figli minorenni della coppia sarebbero stati tenuti in condizioni educative e famigliari degradate, per cui è scattata per entrambi anche l'accusa di maltrattamenti in famiglia.

L'indagine

“Un predatore camaleontico”, così è stato definito il suo profilo da parte degli inquirenti. L’indagine è stata avviata nello scorso mese di marzo, partita dai genitori di un adolescente che vive in un comune del Rubicone. I suoi atteggiamenti turbati e chat equivoche trovate sul suo cellulare hanno portato questa famiglia dalla Polizia per denunciare quanto stava accadendo. Youtuber, influencer sui social network, seguiti di decine di migliaia di follower: sono questi i “sogni di successo” dei teenager, e per farli accarezzare dalle sue vittime il 35enne riminese avrebbe promesso la possibilità di salire su vari palcoscenici durante eventi e competizioni musicali. "Poi le chat con gli adolescenti diventavano conversazioni quotidiane, via via più intense ed assumevano contenuti a sfondo sessuale, in occasione delle quali scambiava con i ragazzi anche fotografie e video: in questo modo  acquisiva informazioni sulla vita, le vicende personali e le fragilità dei ragazzi e si offriva di aiutarli a risolvere le loro problematiche anche mediante riti e poteri magici di cui sosteneva di essere dotato, instaurando così con i minori un rapporto intimo ed esclusivo, che gli consentiva di manipolarli al fine di perseguire i propri scopi", spiegano dalla Polizia.

Secondo la Squadra Mobile, guidata da Mario Paternoster, e della sezione specializzata dello Sco, rappresentata da Francesca Romana Capaldo, i minori coinvolti spesso venivano distratti dalle reali intenzioni dell’uomo, che riusciva a realizzare un ambiente apparentemente sicuro anche agli occhi dei loro genitori in quanto spesso avrebbe usato la presenza dei propri figli minori come giustificazione per partecipare alle loro attività, ai loro interessi e per invitarli a casa propria. L’intera attività d’indagine ha permesso di definire  due presunti episodi di violenza sessuale. Le indagini non hanno invece individuato significative dazioni di denaro. Dato il contesto di disagio in cui verserebbero i bambini della coppia e il contesto altamente diseducativo, così reputato dalla Polizia, è scattata anche l'accusa di maltrattamenti nei confronti dei figli.

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